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Destinazione Stupefacenti

10 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Destinazione stupefacenti: come si prova lo spaccio
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per spaccio, rigettando la tesi dell'uso personale. La Corte ha stabilito che la destinazione stupefacenti a fini di vendita può essere provata tramite indizi gravi, precisi e concordanti, come la notevole quantità (in questo caso, 916 dosi), la presenza di bilancini di precisione e denaro.
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Destinazione stupefacenti: non solo la quantità conta
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo trovato con cocaina divisa in dosi e nascosta in accendini. Si ribadisce che per determinare la destinazione stupefacenti non basta la piccola quantità, ma contano anche le modalità di occultamento e il contesto, come trovarsi in una piazza di spaccio.
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Destinazione stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di eroina. L'imputato, trovato in possesso di 113 dosi, sosteneva fossero per uso personale. La Corte ha confermato che la destinazione stupefacenti allo spaccio può essere provata tramite indizi gravi, precisi e concordanti, come l'ingente quantitativo, le modalità di confezionamento in ovuli e la natura stessa della sostanza. È stato inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche per la gravità del fatto e la condotta dell'imputato.
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Destinazione stupefacenti: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8493/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia di stupefacenti, ribadendo i criteri per distinguere l'uso personale dallo spaccio. La Corte ha sottolineato che, per provare la destinazione stupefacenti alla vendita, non è sufficiente il superamento dei limiti quantitativi di legge, ma occorre una valutazione complessiva di elementi indiziari, come il confezionamento in dosi e il comportamento del soggetto, che nel caso di specie hanno dimostrato l'intento di cedere la sostanza a terzi.
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Destinazione stupefacenti: quando è spaccio e non uso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di cocaina. La Corte ribadisce che per valutare la destinazione stupefacenti non basta la parola dell'imputato, ma contano elementi oggettivi come la quantità della sostanza e la condotta tenuta. La riproposizione di argomenti già respinti in appello rende il ricorso manifestamente infondato.
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Destinazione stupefacenti: i criteri della Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di droga. La Corte ha ribadito che la destinazione stupefacenti non si valuta solo sulla quantità, ma su un insieme di indizi, come le condizioni economiche dell'imputato e il luogo del ritrovamento, che nel caso di specie escludevano l'uso puramente personale.
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Destinazione stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La decisione si fonda sulla valutazione degli indizi, come materiale per il confezionamento e denaro in piccolo taglio, che qualificano la destinazione stupefacenti come spaccio e non uso personale. Confermato anche il diniego delle attenuanti generiche in presenza di precedenti.
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Destinazione stupefacenti: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Si chiariscono i criteri per distinguere la destinazione stupefacenti per uso personale da quella per la vendita, basandosi su elementi oggettivi come quantità, diversità delle sostanze e modalità di confezionamento. La Corte ha ritenuto logica la valutazione del giudice di merito, che aveva desunto l'intento di spaccio da una serie di circostanze probatorie.
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Destinazione stupefacenti: indizi per lo spaccio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione di droga. La Corte chiarisce che per distinguere tra uso personale e spaccio, e quindi definire la corretta destinazione stupefacenti, è necessaria una valutazione complessiva di tutti gli indizi. Nel caso specifico, il numero di dosi ricavabili (440), la presenza di un bilancino di precisione e le modalità di confezionamento sono stati ritenuti elementi decisivi per confermare l'accusa di spaccio, al di là della mera quantità.
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Destinazione stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La decisione si basa sulla valutazione complessiva degli indizi, quali il frazionamento della sostanza, il possesso di un bilancino di precisione e precedenti penali specifici, che insieme configurano la destinazione stupefacenti alla vendita, escludendo l'uso personale. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una rivalutazione dei fatti, compito non consentito in sede di legittimità.
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