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Depredazione

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Atto di spogliazione violenta di beni altrui, un concetto più ampio della semplice rapina, che può includere anche la sottrazione forzata di beni senza la cooperazione della vittima.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pirateria: la giurisdizione italiana in alto mare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la giurisdizione italiana su un caso di pirateria avvenuto in acque internazionali. Il nucleo della controversia riguardava la qualificazione di atti estorsivi (richiesta di denaro e telefoni in cambio di aiuto in mare) come pirateria ai sensi dell'art. 1135 cod. nav. La Suprema Corte ha stabilito che il concetto di depredazione include sia la rapina che l'estorsione, confermando che la giurisdizione universale permette all'Italia di perseguire tali crimini anche fuori dalle acque territoriali.
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Reato di pirateria: la Cassazione chiarisce il caso
La Cassazione ha confermato la qualificazione di reato di pirateria per l'equipaggio di un peschereccio che ha abbordato un'imbarcazione di migranti in acque internazionali, sottraendo con la forza il motore. La Corte ha chiarito che tale condotta integra pienamente l'atto di depredazione previsto dall'art. 1135 cod. nav., respingendo la tesi difensiva che la configurava come estorsione per escludere la giurisdizione italiana.
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Pirateria in mare: estorsione o rapina? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunta pirateria in mare ai danni di migranti. La difesa sosteneva che si trattasse di estorsione e non di rapina, contestando la giurisdizione italiana. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il concetto di 'atti di depredazione', che definisce la pirateria, è sufficientemente ampio da includere sia l'estorsione sia la rapina, rendendo la distinzione irrilevante ai fini della configurabilità del reato.
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Pirateria in mare: la Cassazione sulla depredazione
L'equipaggio di un peschereccio è stato accusato di pirateria in mare per aver sottratto il motore a un'imbarcazione di migranti e aver poi preteso denaro per il traino. La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare, dichiarando il ricorso inammissibile. Ha stabilito che sfruttare uno stato di necessità e usare coercizione psicologica per ottenere denaro costituisce un atto di depredazione, radicando la giurisdizione italiana anche per fatti avvenuti in acque internazionali.
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Depredazione in mare: la giurisdizione italiana
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7447 del 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato accusato di depredazione in mare ai danni di un'imbarcazione di migranti. Il caso riguardava l'equipaggio di un peschereccio che, dopo aver rimosso il motore del barchino dei migranti, li avrebbe costretti a pagare per essere trainati a riva. La Corte ha confermato che tale condotta integra il reato di depredazione in mare, un'ipotesi assimilabile alla pirateria, stabilendo così la sussistenza della giurisdizione italiana anche per fatti avvenuti in acque internazionali.
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Depredazione in mare: la giurisdizione italiana
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un membro dell'equipaggio di un peschereccio, accusato di depredazione in mare ai danni di un'imbarcazione di migranti. La sentenza conferma che la sottrazione violenta del motore in acque internazionali rientra nella nozione di depredazione prevista dal Codice della Navigazione, radicando così la giurisdizione dei tribunali italiani.
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