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Demanio Civico

17 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Insieme di beni immobili (terreni, boschi, pascoli) che appartengono a una comunità di cittadini per il soddisfacimento dei loro bisogni primari, secondo le regole degli usi civici. Questi beni sono inalienabili e imprescrittibili.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Giurisdizione Esecutiva Usi Civici: Comune vs Regione, chi decide?
Un Comune ha contestato un decreto regionale che attuava una precedente sentenza del Commissario per la liquidazione degli usi civici, riguardante l'identificazione di beni demaniali. Il Comune ha sollevato un regolamento preventivo di giurisdizione per stabilire chi dovesse decidere sull'opposizione all'atto esecutivo della Regione. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la Giurisdizione Esecutiva Usi Civici spetta al Commissario per la liquidazione degli usi civici. Questo vale per tutte le opposizioni che mettono in discussione la legittimità dell'esecuzione delle sue decisioni, anche se l'atto esecutivo è stato compiuto da un'autorità amministrativa come la Regione. Il Commissario deve quindi valutare la correttezza dell'attuazione e la competenza per la trascrizione e volturazione.
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Usi civici: il Comune vince contro i privati in Cassazione
Il Comune ha impugnato la decisione che dichiarava alcuni terreni liberi da usi civici a favore di privati cittadini. I terreni, originariamente destinati ai bisogni della popolazione rurale e gestiti da un'antica associazione agraria, erano passati al Comune dopo lo scioglimento dell'ente. La Corte d'Appello aveva ritenuto i terreni di natura privata per mancanza di prova dell'uso effettivo da parte dell'intera cittadinanza. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Comune, stabilendo che i beni appartenenti alle associazioni agrarie mantengono la loro natura collettiva anche dopo il trasferimento al Comune. Non è necessario dimostrare l'esercizio concreto del diritto, poiché la destinazione pubblica e collettiva è intrinseca all'origine stessa del bene. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Divieto di reformatio in peius: la tutela sulle spese di lite
Un venditore ha citato in giudizio i compratori chiedendo la risoluzione del contratto e il risarcimento per l'occupazione di immobili costruiti su un terreno del demanio civico. I giudici di merito hanno rigettato le domande del venditore, accertando che i compratori avevano legittimamente acquistato il terreno dal Comune. Tuttavia, la Corte d'Appello, pur confermando il rigetto, ha condannato il venditore a pagare le spese del primo grado, che il Tribunale aveva invece compensato, nonostante i compratori non avessero fatto ricorso su questo punto. La Cassazione ha accolto il ricorso del venditore limitatamente a questo aspetto, ribadendo il divieto di reformatio in peius: il giudice d'appello non può peggiorare la situazione dell'appellante sulle spese di primo grado se la controparte non ha proposto un appello specifico.
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Usi civici: la Cassazione tutela la proprietà privata contro i decreti
Alcuni privati cittadini rivendicavano la proprietà di terreni che la Regione, con un decreto del 1995, aveva inserito nel demanio comunale gravato da usi civici. Nonostante precedenti sentenze civili avessero già riconosciuto la proprietà privata dei terreni, la Corte d'Appello riteneva insindacabile il decreto regionale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dei privati, stabilendo che il Commissario per la liquidazione degli usi civici ha il potere di disapplicare gli atti amministrativi illegittimi se ciò è necessario per decidere sulla proprietà dei terreni. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame che tenga conto anche dei precedenti giudicati civili.
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Usi civici: il Comune vince contro le pretese dei privati
Il caso riguarda la natura demaniale di alcuni terreni situati nel Comune di Bomba. Un cittadino sosteneva che i coloni insediati prima del 1810 avessero acquisito diritti quasi proprietari sui fondi grazie a migliorie apportate nel tempo, chiedendo la liquidazione degli usi civici tramite l'affrancazione del canone. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, rilevando la mancanza di un provvedimento amministrativo di legittimazione, l'assenza di prove sul pagamento di canoni e l'inesistenza di migliorie agricole. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il ricorrente pretendeva un inammissibile riesame dei fatti di causa. Di conseguenza, il Comune mantiene la piena reintegra dei terreni demaniali e il cittadino è condannato a pagare le spese processuali.
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Locazione bene demaniale: affitto valido anche senza proprietà
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto riguardante un rifugio alpino, pur essendo un bene pubblico, va considerato un normale contratto di affitto e non una concessione amministrativa. Di conseguenza, la procedura di sfratto per mancato pagamento dei canoni è legittima. Il principio chiave è che la natura di un accordo dipende dalle sue clausole concrete (pagamento di un canone, durata definita). La possibilità di una locazione bene demaniale è ammessa quando l'ente pubblico, pur non essendo proprietario formale, ha la disponibilità di fatto dell'immobile e agisce come un privato. L'inquilino, che sosteneva l'illegittimità dello sfratto, ha perso la causa.
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Espropriazione Usi Civici: Terreno Pubblico o Privato? La Cassazione Sospende il Giudizio
Un'Azienda energetica e un Comune si contendono la proprietà di terreni originariamente gravati da usi civici. L'Azienda li detiene in virtù di un'espropriazione per pubblica utilità del 1932, mentre il Comune sostiene che i terreni appartengano ancora al demanio civico perché mancava un preventivo atto di sdemanializzazione. La Corte di Cassazione, di fronte a un complesso dubbio sulla procedura e sulla giurisdizione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Non ha quindi deciso chi ha ragione, ma ha rinviato il caso a una pubblica udienza per risolvere la questione di principio sulla legittimità dell'espropriazione usi civici in assenza di sdemanializzazione.
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Uso Civico: terreno conteso è bene collettivo anche senza uso totale
La Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio in materia di uso civico. Un terreno è considerato bene collettivo anche se il suo utilizzo è storicamente riservato solo a una parte della comunità, come agricoltori o allevatori, e non a tutti i cittadini. La vicenda riguardava un Comune che rivendicava la natura demaniale di un terreno posseduto da privati. Il terreno proveniva da un'antica 'Università Agraria'. La Corte ha chiarito che il passaggio di proprietà di questi terreni a un Comune non ne altera la natura di bene soggetto a uso civico. Di conseguenza, ha dato ragione al Comune, annullando la precedente decisione e affermando la natura collettiva del bene.
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Usi civici e giurisdizione: il caso dell’elettrodotto
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito la giurisdizione del Commissario per gli usi civici in una controversia tra un'amministrazione di beni collettivi e una società di distribuzione elettrica. Il caso riguardava il taglio di alberi per la manutenzione di un elettrodotto su terreni gravati da usi civici. La Corte ha chiarito che anche se l'opera è preesistente, la verifica della compatibilità dell'attività con i diritti della collettività e la potenziale contestazione sulla natura del terreno (qualitas soli) rientrano pienamente nella competenza del giudice speciale.
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Usucapione uso civico: chi decide? La Cassazione
Un cittadino ha richiesto l'usucapione di terreni di proprietà dello Stato, ma gravati da uso civico di pascolo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22893/2024, ha stabilito che la competenza a decidere spetta al giudice ordinario e non al Commissario per gli usi civici. La Corte ha chiarito che quando il terreno è di proprietà privata (anche se dello Stato) e semplicemente gravato da un uso civico, la controversia sull'acquisto della proprietà rientra nella giurisdizione ordinaria, poiché non si contesta la natura demaniale del bene.
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Università Agraria: le terre sono demanio civico
La Corte di Cassazione ha stabilito che i terreni appartenenti a una Università Agraria sono per loro natura destinati a uso civico e fanno parte del demanio civico. Questa qualifica non si perde né con l'acquisto originario "iure privatorum" né a seguito dello scioglimento dell'ente e del successivo trasferimento dei beni al Comune. La Corte ha accolto il ricorso di un Comune, cassando la sentenza d'appello che aveva escluso la natura demaniale di alcuni fondi, e ha chiarito che per tali beni non è richiesta la prova dell'effettivo esercizio dell'uso civico.
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Giurisdizione giudice ordinario: il caso di occupazione
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario in una controversia tra un Comune e alcuni privati per l'occupazione senza titolo di un bene demaniale. La decisione si fonda sul principio del "petitum sostanziale": poiché il Comune ha agito per il rilascio del bene e il pagamento dei canoni, esercitando diritti di natura privatistica, la competenza spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo, a prescindere dalle difese dei privati basate sulla presunta esistenza di una concessione.
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Usi civici e opere interrate: la decisione della Cassazione
Con la sentenza 8573/2024, la Corte di Cassazione affronta il tema degli usi civici, chiarendo che per le opere interrate non basta l'occupazione del sottosuolo, ma va dimostrato un concreto pregiudizio al godimento pubblico. Viene inoltre ribadito che l'espropriazione di tali beni richiede una formale sdemanializzazione e che i poteri del Commissario agli usi civici non possono eccedere le domande delle parti. La Corte ha cassato la precedente decisione, rinviando alla Corte d'Appello per una nuova valutazione dei fatti.
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Giurisdizione usi civici: il caso alle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha affrontato un caso cruciale sulla giurisdizione usi civici. Alcuni cittadini avevano contestato la legittimità di vari atti amministrativi, come espropri e servitù, su terreni che ritenevano appartenere al demanio civico. La Corte d'Appello aveva precedentemente negato la competenza del commissario per gli usi civici. Riconoscendo la complessità e l'importanza della questione, la Cassazione ha scelto di non decidere direttamente, ma di rimettere la causa al Primo Presidente per una possibile assegnazione alle Sezioni Unite, l'organo supremo della Corte, per una decisione definitiva sul tema della giurisdizione.
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Qualitas soli: Cassazione su terreni e usi civici
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un privato cittadino in una controversia decennale contro un Comune, confermando la natura demaniale di alcuni terreni. La decisione si fonda sull'inammissibilità dei motivi di ricorso, in particolare per l'applicazione della regola della "doppia conforme" e per la mancata specificità delle censure. La Corte ha ribadito che la valutazione della qualitas soli, basata su consulenze tecniche che hanno distinto i terreni in questione da altre proprietà private, spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Demanio civico: no proprietà con condono edilizio
Una società televisiva che aveva installato antenne su un terreno pubblico ne rivendicava la proprietà in virtù di un condono edilizio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il condono sana solo l'abuso edilizio ma non conferisce diritti di proprietà su un bene del demanio civico. La Corte ha inoltre confermato che per trasferire tali beni è necessario un atto formale di sdemanializzazione, non essendo ammissibile un'acquisizione di fatto.
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Usi civici: occupazione senza titolo e vecchie leggi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che occupava con i propri impianti un terreno comunale soggetto a usi civici, invocando normative risalenti al 1810. La Corte ha stabilito che la legislazione successiva, in particolare la legge n. 1766/1927, ha superato le vecchie disposizioni, rendendo necessario un formale provvedimento di "legittimazione" per regolarizzare l'occupazione. In assenza di tale atto, l'occupazione è considerata senza titolo e il terreno deve essere restituito alla collettività.
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