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Definizione Bonaria

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Accordo tra il contribuente e l'amministrazione finanziaria per risolvere una controversia fiscale in modo agevolato, solitamente con una riduzione delle sanzioni, senza arrivare a una sentenza definitiva.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo fatto e zero sanzioni
Una Società Immobiliare ha impugnato la richiesta di pagamento di oltre cinquemila euro inviata da un Consorzio di Bonifica per contributi relativi ad alcuni fabbricati. Dopo alterne decisioni nei primi gradi di giudizio, la società ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo amichevole per risolvere la controversia. Di conseguenza, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in questo caso non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto la rinuncia non equivale a una sconfitta processuale. Ciascuna parte sopporta le proprie spese.
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Definizione bonaria della controversia: stop alla Cassazione
Un subconcessionario di uffici aeroportuali ha citato in giudizio il concessionario per contestare le tariffe applicate, ritenute superiori a quelle stabilite dall'ENAC, chiedendo la restituzione delle somme pagate in eccedenza. Dopo alterne decisioni nei primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno depositato un'istanza congiunta segnalando trattative in corso per una definizione bonaria della controversia e di altri giudizi pendenti. La Corte di Cassazione, accogliendo la richiesta, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per consentire il raggiungimento di un accordo transattivo globale.
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Omesso versamento IVA: la condanna nonostante l’accordo bonario
L'Amministratore di una società è stato condannato per il reato di omesso versamento IVA relativo all'anno di imposta 2018. Il debito non versato ammontava a oltre 336.000 euro, superando ampiamente la soglia di punibilità penale di 250.000 euro. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'erroneità del calcolo e la mancanza di dolo, basandosi su un prospetto di definizione bonaria che indicava cifre inferiori. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la determinazione del debito era corretta e che il dolo generico sussiste poiché l'imputato, a fronte di un debito dichiarato di oltre 356.000 euro, ne aveva versati solo 20.000, consapevole del superamento della soglia. L'Amministratore è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Bilancio intermedio di liquidazione: quando la pace ferma la lite
Un socio di una società di persone ha contestato il bilancio intermedio di liquidazione, chiedendone la nullità o la rettifica per divergenze sui conferimenti di capitale. I giudici di merito hanno respinto la domanda, sostenendo che tale bilancio è un atto provvisorio e non definitivo. Secondo i giudici, il socio non ha un interesse concreto a impugnarlo finché non viene redatto il bilancio finale, poiché le operazioni possono essere modificate fino alla chiusura della società. Il caso è giunto in Cassazione, dove gli eredi di un altro socio e l'azienda hanno depositato una rinuncia al ricorso a seguito di un accordo privato. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il processo, confermando che la pace tra le parti prevale sulla necessità di una sentenza, con compensazione delle spese legali.
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Definizione bonaria: rinvio per favorire l’accordo
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio del giudizio tra un ente fiscale e una società privata. La decisione è stata presa a seguito della richiesta congiunta delle parti, motivata dall'esistenza di trattative per una definizione bonaria della controversia, al fine di raggiungere una soluzione transattiva.
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Accertamento INPS: valido anche con lite fiscale chiusa
La Cassazione chiarisce che un accertamento INPS basato su una verifica fiscale rimane efficace anche se il contribuente conclude la controversia tributaria con una definizione agevolata. L'accordo con il Fisco ha solo finalità fiscali e non invalida la pretesa contributiva, a meno che il contribuente non fornisca prove contrarie per superare le risultanze dell'accertamento originario. Il ricorso del contribuente è stato respinto.
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