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Definizione Agevolata

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3499 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata: la Cassazione ferma la morsa del fisco
Una società contribuente ha impugnato un accertamento fiscale e una successiva cartella di pagamento. Nel corso del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la società ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la riunione delle cause collegate e rinviando i giudizi a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Estinzione del giudizio tributario: stop al raddoppio delle tasse
Il Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata per chiudere una lite pendente con l'Amministrazione Finanziaria, pagando quanto dovuto. Di conseguenza, l'ente pubblico ha richiesto la chiusura del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate. Inoltre, la Corte ha chiarito che in caso di estinzione non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché questa sanzione colpisce solo chi perde totalmente la causa o propone un ricorso inammissibile.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla causa
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello che aveva annullato un avviso di accertamento per maggiori ricavi emesso nei confronti di un'azienda di servizi funebri. Nelle more del giudizio di legittimità, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge numero 130 del 2022. Essendo la domanda risultata regolare, l'ufficio impositore ha chiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo che le spese di giudizio rimanessero a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop alla causa
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una società per un avviso di accertamento. Durante il giudizio, la società ha richiesto la definizione agevolata delle liti fiscali ai sensi della legge n. 130/2022, pagando l'importo dovuto. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego entro il termine stabilito, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop al contenzioso
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una Società Sportiva per contestare l'annullamento di sanzioni IVA relative al 2012. Durante il giudizio, la Società ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti fiscali ai sensi della Legge 130/2022, pagando l'intero importo dovuto tramite modello F24. Non essendoci stato alcun rifiuto da parte dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono state poste a carico della parte che le ha anticipate, sancendo la chiusura definitiva della controversia grazie alla sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: la Società batte il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una Società Sportiva Dilettantistica riguardante sanzioni IVA per l'anno 2012. Durante il processo in Cassazione, la Società Sportiva ha richiesto la definizione agevolata delle liti fiscali ai sensi della Legge numero 130 del 2022, effettuando il relativo pagamento tramite modello F24. Poiché l'amministrazione finanziaria non ha opposto alcun diniego alla richiesta, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese del processo rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale in Cassazione
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per IRPEF, IRAP e IVA. Durante il giudizio in Cassazione, ha scelto di aderire alla definizione agevolata, pagando il dovuto per estinguere il debito. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il pagamento. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la Cassazione sospende la lite col Fisco
Il Contribuente, un medico specialista, impugnava l'accertamento fiscale basato sugli studi di settore. Durante il giudizio di Cassazione, il medico presentava istanza di cessazione della materia del contendere, dimostrando di aver aderito alla definizione agevolata e di aver pagato i relativi importi. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a nuovo ruolo, ordinando all'Agenzia delle Entrate di verificare la regolarità della domanda di sanatoria e l'effettiva estinzione del debito erariale entro sessanta giorni.
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Definizione agevolata: la Cassazione smentisce il diniego del Fisco
Una società riceve un preavviso di iscrizione ipotecaria basato su una cartella di pagamento mai notificata prima. Durante la causa, la società chiede la definizione agevolata della lite. L'Agenzia delle Entrate rifiuta la sanatoria, sostenendo che l'atto impugnato sia un semplice atto di riscossione e non un atto impositivo. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società, stabilendo che la cartella emessa a seguito di controllo automatizzato rappresenta il primo atto con cui il Fisco comunica la pretesa tributaria. Di conseguenza, la controversia rientra pienamente tra quelle sanabili tramite definizione agevolata. La Corte dichiara quindi l'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra erede e Fisco
Un contribuente, in qualità di erede della socia di una società cancellata, ha richiesto la sospensione del processo in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per usufruire della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio a nuovo ruolo, in attesa del deposito della documentazione sull'avvenuto pagamento.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop sanzioni
L'Azienda Importatrice e lo Spedizioniere Doganale hanno impugnato gli avvisi di rettifica con cui l'Agenzia delle Dogane richiedeva maggiori dazi e IVA per l'importazione di connettori. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, le parti hanno presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, i contribuenti hanno rinunciato all'impugnazione per la parte relativa ai tributi già versati, chiedendo invece la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie limitatamente alle sanzioni irrogate. La Suprema Corte ha disposto la riunione dei ricorsi e ha accolto l'istanza di sospensione del giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una Società in liquidazione per il recupero di IVA indebitamente detratta. Durante la pendenza del giudizio, la Società ha presentato formale istanza per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla tregua fiscale. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha disposto la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della procedura e il deposito dei relativi documenti di pagamento entro i termini stabiliti.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la decisione favorevole ottenuta da una Società in liquidazione riguardante un avviso di accertamento IVA. Nelle more del giudizio, la Società ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle controversie: stop al processo
Una società in liquidazione ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'anno 2006, con cui l'Agenzia delle Entrate contestava l'indebita detrazione dell'IVA. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la società ha depositato un'istanza per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie, ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta formulata dal contribuente, ha applicato la normativa vigente che prevede l'arresto temporaneo del processo in pendenza della sanatoria. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, concedendo il tempo necessario per il perfezionamento della procedura agevolata e il deposito dei relativi documenti di pagamento.
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Definizione agevolata: il contribuente chiude la lite col fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole al contribuente riguardante un avviso di accertamento per maggiori ricavi. Nel corso del giudizio di Cassazione, il contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento rateale previsto dalla norma. Anche l'amministrazione finanziaria ha successivamente richiesto la chiusura del processo. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate. Il contribuente ottiene così la chiusura definitiva della lite fiscale.
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Definizione agevolata: stop alla lite sulla finta esportazione
L'Agenzia delle Dogane richiedeva a un depositario il pagamento di accise su una partita di vodka destinata all'esportazione in Tunisia, ma mai uscita dall'Unione Europea. La CTR accoglieva il ricorso del contribuente, ritenendo che i documenti di esportazione fossero stati falsificati da funzionari doganali all'insaputa del depositario. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando l'importo dovuto. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla controversia tributaria.
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Estinzione del giudizio tributario: stop al contributo aggiuntivo
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un accertamento fiscale contro una società, accusata di utilizzare fatture per operazioni soggettivamente inesistenti. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata della lite fiscale ai sensi della Legge di Bilancio 2022. Avendo depositato la prova del pagamento degli importi dovuti, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. I giudici hanno inoltre chiarito che, in caso di estinzione per rinuncia o definizione agevolata, non si applica il raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente, poiché tale misura punitiva si applica esclusivamente nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso. Le spese di giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la Cassazione estingue la lite sull’IVA
Una società attiva nel settore energetico impugnava un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria riduceva la detrazione IVA tramite il meccanismo del pro-rata, a causa di finanziamenti esenti concessi alle consociate. Dopo le decisioni favorevoli dei giudici di merito, l'ufficio proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società presentava domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, allegando il pagamento della prima rata. La Corte di Cassazione ha preso atto della richiesta e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico della parte che le ha anticipate. La definizione agevolata ha quindi estinto la lite tributaria prima della decisione di merito.
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Fisco contro impresa: la definizione agevolata chiude la lite IVA
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una società di energia rinnovabile, contestando la detraibilità dell'IVA in relazione ad alcune operazioni di finanziamento esenti. Secondo il Fisco, tali operazioni richiedevano l'applicazione del meccanismo del pro rata perché sistematiche. Nelle more del giudizio di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento della prima rata. La Suprema Corte, riscontrata la regolarità della documentazione e del versamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere. Le spese del processo sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, chiudendo definitivamente la controversia tributaria senza una decisione sul merito delle contestazioni originarie.
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Definizione agevolata: stop alla lite col Fisco senza raddoppio
Una contribuente ha presentato istanza per dichiarare l'estinzione del giudizio pendente davanti alla Corte di Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate. La contribuente ha dimostrato di aver pagato le somme dovute aderendo alla definizione agevolata prevista dalla legge di bilancio. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, dichiarando estinto il processo. I giudici hanno inoltre stabilito che le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate e che non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non riguarda i casi di estinzione per definizione agevolata ma solo il rigetto o l'inammissibilità del ricorso.
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