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Deduzione Perdite Su Crediti

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Deduzione perdite su crediti: scontro fiscale e tregua
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la deduzione perdite su crediti vantati verso imprese insolventi per annualità precedenti al 2009. I giudici di merito hanno dato ragione all'impresa, applicando retroattivamente le norme di favore introdotte nel 2015. L'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione per annullare la pronuncia d'appello. La società contribuente ha depositato istanza di sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata della lite prevista dalla riforma tributaria del 2022. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, congelando il contenzioso e rinviando la trattazione per consentire la chiusura agevolata della controversia.
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Deduzione perdite su crediti senza fallimento: vince l’impresa
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società edile la rettifica del reddito d'impresa per l'anno 2005. L'Ufficio contestava la deduzione perdite su crediti non riscossi da un debitore insolvente e l'imputazione temporale di un corrispettivo per prestazioni edili. La contribuente aveva dimostrato l'irrecuperabilità della somma tramite protesti a carico del debitore, vicende giudiziarie per truffa e un parere legale negativo sulle possibilità di recupero. I giudici di merito hanno annullato l'avviso di accertamento riconoscendo la piena legittimità delle scelte contabili. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Fisco, confermando che per dedurre la perdita non serve attendere un fallimento formale, purché sussistano elementi chiari e oggettivi che provino l'impossibilità di riscuotere il credito.
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Deduzione perdite su crediti: no alla scelta dell’anno comodo
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società commerciale ricavi non dichiarati derivanti da finti finanziamenti dei soci e l'indebita deduzione perdite su crediti relative a debitori falliti o cancellati negli anni precedenti, ma dedotte solo successivamente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che i versamenti dei soci in contanti, senza prova della loro reale disponibilità finanziaria, si presumono ricavi occulti. Inoltre, la deduzione perdite su crediti deve rispettare rigorosamente il principio di competenza temporale: le perdite vanno dedotte nell'anno in cui si acquista la certezza dell'irrecuperabilità (come la chiusura del fallimento o la cancellazione del debitore), e non quando il creditore dichiara di averne avuto conoscenza. La causa è stata rinviata alla Corte di Giustizia Tributaria per un nuovo esame.
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Deduzione perdite su crediti: rigore fiscale contro prudenza
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un'azienda la deduzione di alcune perdite su crediti e la detrazione di costi per un appalto riqualificato come somministrazione illecita di manodopera. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che la deduzione perdite su crediti richiede elementi certi e precisi di irrecuperabilità e rispetta il principio di competenza temporale, non potendo essere giustificata dal solo criterio civilistico della prudenza. Inoltre, la Suprema Corte ha stabilito che, per accertare l'illecito utilizzo di manodopera, il giudice di merito deve valutare globalmente tutti gli indizi raccolti dall'ufficio, senza analizzarli in modo isolato o pretendere prove dirette impossibili. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Deduzione perdite su crediti: perché la truffa non dà sconti
L'Azienda ha richiesto il rimborso delle imposte Ires e Irap versate in eccedenza, sostenendo di aver subito una perdita su crediti a causa di una truffa subita per una fornitura mai avvenuta. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato il rimborso, contestando la mancanza dei requisiti di certezza e precisione per la deduzione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fisco, stabilendo che la deduzione perdite su crediti richiede prove rigorose. Non basta un precedente accordo con il fisco per un altro anno d'imposta: il contribuente deve dimostrare gli elementi certi e precisi che giustificano l'irrecuperabilità del credito. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria per un nuovo esame.
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Deduzione perdite su crediti: nuove regole Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la deduzione perdite su crediti derivante da cessione pro soluto a società di factoring è legittima se il contribuente dimostra ragioni economiche valide, come i lunghi tempi di pagamento degli enti pubblici. La sentenza chiarisce che il giudice deve valutare elementi certi e precisi, oltre alla mera inesigibilità, annullando decisioni basate su motivazioni carenti.
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