Un cittadino ha subito settanta giorni di custodia cautelare per plurimi reati legati al traffico di stupefacenti. Il processo è stato successivamente separato in due tronconi, conclusi entrambi con sentenza di assoluzione in date differenti. La Corte di Appello ha dichiarato inammissibile la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione relativa al primo troncone, ritenendo scaduto il termine di due anni dalla prima pronuncia. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione. I giudici hanno stabilito che, in presenza di un'unica misura cautelare disposta per più reati giudicati separatamente, il termine biennale per presentare l'istanza decorre esclusivamente dal passaggio in giudicato dell'ultima sentenza di assoluzione. La Cassazione ha quindi annullato l'ordinanza con rinvio.
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