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Certificato di agibilità: DURC regolare non evita la maxi sanzione

L’Ispettorato del Lavoro ha sanzionato un’emittente televisiva e il suo rappresentante legale con oltre 400.000 euro per aver impiegato undici collaboratori autonomi dello spettacolo senza il prescritto certificato di agibilità. L’Azienda si è opposta sostenendo di possedere regolari DURC, di aver inoltrato le comunicazioni obbligatorie UNILAV e che l’onere ricadesse sui lavoratori stessi, eccependo inoltre la tardività degli accertamenti e la prescrizione. I giudici di merito hanno confermato la sanzione e la Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che l’obbligo di richiedere o verificare il certificato di agibilità grava esclusivamente sull’impresa che ospita le prestazioni, che DURC e UNILAV non sono equipollenti e che l’infrazione costituisce un illecito permanente.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 24386 Anno 2026
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Pubblicato il 2 settembre 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

L’obbligo del certificato di agibilità per le imprese dello spettacolo

Il settore dello spettacolo impone regole rigide per la tutela dei lavoratori. La Corte di Cassazione ha chiarito che l’impiego di personale artistico e tecnico richiede sempre il preventivo certificato di agibilità. Le imprese committenti non possono sottrarsi a tale adempimento formale, nemmeno dimostrando la regolarità contributiva generale tramite il DURC o l’avvenuta trasmissione delle comunicazioni di assunzione. La legge tutela il settore con controlli specifici e preventivi.

La vicenda sanzionatoria e la difesa dell’Azienda

L’Ispettorato del Lavoro ha notificato un’ordinanza ingiunzione da oltre 400.000 euro a un’emittente radiotelevisiva. L’autorità ha contestato l’impiego di undici professionisti privi della prescritta attestazione per oltre tremila giornate lavorative complessive. L’Azienda ha impugnato il provvedimento sostenendo la decadenza dei termini ispettivi e la totale assenza di colpa. La difesa ha evidenziato il possesso di numerosi documenti di regolarità contributiva e la presenza delle comunicazioni telematiche di avvio rapporto. La società riteneva inoltre che l’obbligo del certificato di agibilità gravasse direttamente sui singoli lavoratori autonomi.

L’autonomia del certificato di agibilità rispetto a DURC e UNILAV

I giudici hanno escluso qualsiasi equipollenza tra i documenti aziendali generali e l’autorizzazione specifica dello spettacolo. Il DURC certifica la situazione previdenziale globale ai fini degli appalti pubblici, ma non sostituisce l’accertamento preventivo mirato per la gestione ex ENPALS. Allo stesso modo, le comunicazioni di assunzione non attestano la sussistenza della specifica regolarità richiesta per l’agibilità. L’impresa committente deve sempre richiedere il documento all’ente previdenziale o pretenderne copia dal lavoratore prima della prestazione. L’omissione integra una precisa responsabilità sanzionatoria a carico esclusivo dell’azienda ospitante.

Termini di accertamento e natura dell’illecito ispettivo

La Suprema Corte ha affrontato anche il tema dei tempi del procedimento sanzionatorio. Il termine di novanta giorni per la notifica del verbale non decorre dal semplice ritiro dei documenti aziendali. Il conteggio parte solo quando gli ispettori completano l’esame della complessa documentazione e valutano le difese presentate dalla parte. Inoltre, l’impiego di personale senza idonea attestazione costituisce un illecito permanente. La violazione prosegue fino alla regolarizzazione formale o alla notifica del verbale, impedendo il decorso anticipato della prescrizione quinquennale.

Le motivazioni della sentenza sul certificato di agibilità

I Supremi Giudici hanno confermato la piena legittimità dell’operato dell’Ispettorato. La Corte ha ribadito che la tutela dei lavoratori dello spettacolo poggia su un controllo preventivo di stretta legalità. L’obbligo del certificato di agibilità risponde all’esigenza inderogabile di verificare in anticipo la copertura previdenziale del comparto. Le difficoltà tecniche o i problemi telematici non scusano l’azienda, che ha l’onere di attivare i canali alternativi ordinari. La colpa del datore di lavoro o committente sussiste per il solo fatto di aver consentito l’attività artistica nei propri locali senza aver prima acquisito il titolo prescritto.

Le conclusioni sul mancato certificato di agibilità

La sentenza consolida una linea di estremo rigore a carico delle imprese operanti nello spettacolo e nei media. L’Azienda perde definitivamente il ricorso e deve pagare l’intera sanzione pecuniaria oltre al raddoppio del contributo unificato. La decisione sancisce che nessun documento contabile generico può rimpiazzare il certificato di agibilità. I committenti devono verificare scrupolosamente la posizione autorizzativa di ogni collaboratore prima di avviare qualsiasi registrazione o evento.

Il possesso di un DURC regolare sostituisce il certificato di agibilità?
No, il DURC attesta la correttezza contributiva generale ma non ha valore equipollente al certificato di agibilità previsto specificamente per il settore dello spettacolo.

Su chi ricade l’obbligo di richiedere o verificare il certificato di agibilità?
L’obbligo ricade sempre sull’impresa committente o sul datore di lavoro che ospita le prestazioni artistiche o tecniche nei propri locali.

Quando inizia a decorrere la prescrizione per la mancata agibilità?
Trattandosi di un illecito permanente, la prescrizione quinquennale inizia a decorrere solo dalla data di notifica del verbale o dalla cessazione effettiva dell’irregolarità.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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