Un imputato è stato condannato per frode assicurativa, avendo presentato una richiesta di indennizzo con documentazione medica contraffatta. La Corte d'Appello di Torino ha confermato la condanna, riducendo la pena. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la tempestività della querela, vizi procedurali e di motivazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi generici e aspecifici, riproduttivi di quelli già presentati in appello. La Corte ha ribadito che la querela era tempestiva, poiché la compagnia assicurativa ha avuto certezza della frode solo dopo le indagini che hanno rivelato la contraffazione del referto medico. La sentenza ha confermato la condanna per frode assicurativa e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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