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Debitor Debitoris

16 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Letteralmente 'il debitore del debitore'. È il soggetto che è debitore nei confronti di una persona che, a sua volta, è debitrice di un altro soggetto. Nel pignoramento presso terzi, è il terzo pignorato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Competenza esecuzione contro PA: Roma o Palermo? La Cassazione decide
Un Lavoratore ha avviato un'espropriazione presso terzi contro un Ministero per recuperare un credito, pignorando somme presso un istituto bancario a Roma. Il Tribunale di Roma ha dichiarato la propria incompetenza territoriale, ritenendo competente il Tribunale di Palermo, basandosi sul luogo di residenza del creditore per individuare l'ufficio di tesoreria competente. Il Lavoratore ha impugnato questa decisione con un regolamento di competenza, sostenendo che il foro competente dovesse essere quello dove il tesoriere opera. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la **competenza esecuzione contro PA** si determina in base alla sede della Sezione di Tesoreria Provinciale dove il creditore è domiciliato, non dove il terzo pignorato ha la sua sede legale o una sua rappresentanza. Ha quindi dichiarato competente il Tribunale di Palermo.
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Pignoramento presso terzi valido nonostante le cambiali
Un istituto bancario ha avviato una procedura esecutiva tramite pignoramento presso terzi contro una società acquirente, debitrice del saldo del prezzo di compravendita di un terreno a favore dei debitori della banca. I venditori e la società acquirente hanno contestato l'esecuzione sostenendo che il debito fosse incorporato in cambiali e che il pignoramento dovesse colpire direttamente i titoli cartacei. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, confermando la piena validità del pignoramento sul credito contrattuale derivante dall'atto pubblico notarile. I giudici hanno chiarito che il rilascio di cambiali non costituisce adempimento immediato e che l'eventuale pagamento successivo alla notifica dell'atto esecutivo resta del tutto inopponibile al creditore procedente.
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Limiti Appello Sentenze Giudice di Pace: Errore di Merito non è Procedurale
Un Creditore aveva ottenuto un'ordinanza di assegnazione per un credito verso un Ente (Roma Capitale) tramite un terzo pignorato. L'ordinanza fu corretta per un errore di calcolo, aumentando l'importo dovuto. Il Creditore chiese all'Ente il pagamento della differenza. Il Giudice di Pace respinse la domanda, ritenendo che il Creditore dovesse agire contro il terzo. Il Tribunale dichiarò inammissibile l'appello, poiché le sentenze del Giudice di Pace rese secondo equità hanno Limiti Appello Sentenze Giudice di Pace. Il Creditore ricorse in Cassazione, sostenendo la violazione di una norma procedurale (art. 553 c.p.c.). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che la violazione di una norma, se usata dal giudice per decidere il merito della controversia, costituisce un errore di giudizio e non un errore procedurale, non rientrando nei motivi limitati di appello.
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Pignoramento presso terzi: senza la banca il processo è nullo
Un creditore ha avviato un pignoramento presso terzi nei confronti di un'azienda sanitaria, bloccando somme custodite presso un istituto bancario. L'azienda debitrice si è opposta all'esecuzione lamentando l'intervenuta sospensione della sentenza azionata. I giudici di primo e secondo grado hanno accolto l'opposizione, annullando il pignoramento e condannando il creditore al risarcimento per responsabilità aggravata. La Corte di Cassazione ha stravolto la decisione rilevando d'ufficio un difetto fondamentale. L'istituto bancario detentore delle somme pignorate non era stato coinvolto nel giudizio di opposizione. Essendo la banca un litisconsorte necessario, la sua assenza rende il processo interamente nullo. La Suprema Corte ha annullato la sentenza e rimesso la causa al tribunale iniziale.
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Regolamento di competenza: stop al conflitto sollevato d’ufficio
Un creditore ha avviato un pignoramento presso terzi contro un ente pubblico. Il terzo pignorato, una banca, ha dichiarato l'esistenza di un rapporto di credito presso una filiale di Lecce. Il Giudice dell'esecuzione di Lecce, ritenendo competente il Tribunale di Roma in quanto sede dell'ente debitore, ha sollevato d'ufficio il regolamento di competenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il regolamento di competenza richiesto d'ufficio. La Corte ha chiarito che il giudice dell'esecuzione non può sollevare direttamente il conflitto d'ufficio, ma deve dichiarare la propria incompetenza con ordinanza. Spetta poi alle parti contestare tale decisione tramite l'opposizione agli atti esecutivi e, solo successivamente, proporre il regolamento di competenza.
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Ordinanza di assegnazione credito: tassa fissa o proporzionale?
Un istituto di credito ha impugnato il silenzio dell'amministrazione finanziaria riguardo alla tassazione di una ordinanza di assegnazione credito ottenuta durante un pignoramento presso terzi. La banca sosteneva l'applicazione dell'imposta di registro in misura fissa, ritenendo l'atto meramente esecutivo. Al contrario, l'Agenzia delle Entrate ha applicato l'aliquota proporzionale dello 0,50%. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della banca, confermando che l'ordinanza di assegnazione ha natura traslativa e costituisce un atto autonomo rispetto al titolo esecutivo originario. Tale provvedimento, definendo il trasferimento del credito dal debitore al creditore, rientra tra gli atti soggetti a tassazione proporzionale secondo la tariffa allegata al Testo Unico dell'Imposta di Registro.
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Tassazione ordinanza di assegnazione: fissa o proporzionale?
Un istituto di credito ha impugnato un avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate applicava l'imposta di registro proporzionale dello 0,50% su un'ordinanza di assegnazione crediti. La banca sosteneva che l'atto, avendo natura meramente esecutiva e non traslativa di diritti reali, dovesse scontare l'imposta in misura fissa. La Corte di Cassazione ha invece confermato la legittimità della tassazione ordinanza di assegnazione in misura proporzionale. Secondo i giudici, l'ordinanza ex art. 553 c.p.c. opera un trasferimento di ricchezza autonomo e definitivo, configurandosi come una cessione di credito coattiva. Tale provvedimento definisce il giudizio esecutivo e produce effetti traslativi immediati, giustificando l'applicazione dell'aliquota proporzionale prevista per gli atti giudiziari a contenuto patrimoniale, senza violare i principi costituzionali di capacità contributiva.
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Pignoramento e fallimento: l’ordinanza non opposta
Una società cooperativa ottiene un'ordinanza di assegnazione di un credito in un pignoramento presso terzi, dove il terzo debitore è successivamente dichiarato fallito. La Corte di Cassazione chiarisce che, nel delicato rapporto tra pignoramento e fallimento, se il curatore partecipa alla procedura esecutiva e non impugna l'ordinanza di assegnazione, non può più contestare l'esistenza del credito in sede di verifica del passivo. L'ordinanza diventa definitiva e vincolante per la massa dei creditori.
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Pignoramento presso terzi: il creditore agisce iure proprio
La Corte di Cassazione chiarisce un principio fondamentale del pignoramento presso terzi. Un creditore che avvia tale procedura agisce 'iure proprio', ovvero in nome e per diritto proprio, e non come sostituto del proprio debitore inerte. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente qualificato l'azione del creditore come surrogatoria, riaffermando l'autonomia del suo diritto a pignorare i crediti del debitore verso terzi, anche in presenza di precedenti vincoli.
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Compensazione crediti e fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21256/2024, ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate può legittimamente opporre la compensazione crediti fiscali verso una società fallita, anche se il credito di quest'ultima era stato precedentemente pignorato da terzi. Il pignoramento, pur rendendo il credito indisponibile, non estingue il diritto del debitore (in questo caso l'Erario) di eccepire la compensazione, a condizione che entrambi i crediti siano sorti prima della dichiarazione di fallimento.
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Assegnazione canoni locazione e pignoramento immobiliare
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, affronta il complesso tema dell'assegnazione canoni locazione. Il caso riguarda il conflitto tra un creditore, che aveva ottenuto un'ordinanza di assegnazione su canoni di affitto futuri, e un altro creditore che aveva successivamente pignorato l'immobile da cui provenivano tali canoni. Il Tribunale aveva dato ragione al primo creditore, considerando l'assegnazione come un trasferimento di proprietà del credito. La Cassazione, riconoscendo la 'particolare rilevanza' della questione giuridica, non decide nel merito ma rinvia la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito, al fine di chiarire se i canoni maturati dopo il pignoramento immobiliare spettino al creditore assegnatario o rientrino nella procedura esecutiva immobiliare.
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Pagamento debitor debitoris: chi citare in giudizio?
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha stabilito che, in caso di fallimento del debitore, l'azione per dichiarare l'inefficacia di un pagamento debitor debitoris eseguito dopo l'apertura della procedura concorsuale deve essere intentata contro il creditore che ha ricevuto la somma (accipiens) e non contro il terzo debitore che ha materialmente effettuato il pagamento. Il ricorso della procedura è stato dichiarato inammissibile per aver citato in giudizio il soggetto sbagliato.
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Pignoramento del credito: obblighi del debitore
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il complesso caso del pignoramento del credito. Un debitore, soggetto a esecuzione forzata da parte di un ente creditore, si oppone sostenendo che il proprio debito verso l'ente era stato a sua volta pignorato da terzi. La Corte rigetta il ricorso, stabilendo che il pignoramento del credito non blocca automaticamente la prima esecuzione. Il debitore pignorato (debitor debitoris) ha l'onere di dichiarare la pendenza di altre procedure per non rischiare di pagare due volte.
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Obbligo del terzo pignorato: banca intermediaria
La Corte di Cassazione chiarisce che una banca, agendo come semplice intermediaria per l'incasso di assegni circolari per conto di un'altra banca, non assume la qualità di debitore del debitore esecutato. Pertanto, non sussiste un obbligo del terzo pignorato a suo carico, in quanto non ha mai la disponibilità diretta delle somme. Il pignoramento, in questi casi, deve essere rivolto all'istituto emittente del titolo.
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Dichiarazione di fallimento: il ricorso inammissibile
Una società ricorre in Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello che confermava la sua dichiarazione di fallimento, richiesta da un unico creditore. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per difetto di autosufficienza e ribadisce che, ai fini della dichiarazione di fallimento, non è necessario un accertamento definitivo del credito, essendo sufficiente una valutazione incidentale del giudice. Viene inoltre confermato che lo stato di insolvenza può sussistere anche in presenza di un solo inadempimento.
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Litisconsorte necessario: il terzo pignorato è parte
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel giudizio di opposizione a un pignoramento presso terzi, il terzo pignorato (ad esempio, la banca) è un litisconsorte necessario. La sua mancata partecipazione al processo causa la nullità del giudizio. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, che aveva dichiarato cessata la materia del contendere, e ha rinviato la causa al primo grado per integrare correttamente il contraddittorio, sottolineando che tale necessità va valutata "ex ante" e non in base all'esito della lite.
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