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De Plano — Anno 2024

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882 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Concordato in Appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.). L'ordinanza chiarisce che la rinuncia a specifici motivi di appello per ottenere un accordo sulla pena è irretrattabile e preclude la possibilità di sollevare tali questioni in Cassazione, anche se relative a condizioni di procedibilità. Si forma, infatti, un giudicato sui punti oggetto di rinuncia.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario perché depositato oltre sei mesi dalla pubblicazione della sentenza impugnata. L'ordinanza chiarisce che la tardività del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, confermando l'importanza del rispetto dei termini perentori nel processo penale.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per resistenza a pubblico ufficiale. Il motivo del ricorso, relativo alla mancata esclusione della recidiva, non rientrava nelle specifiche eccezioni previste dalla legge per impugnare un accordo di pena. Questo caso evidenzia come un ricorso inammissibile patteggiamento porti alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Patteggiamento Inammissibile: La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La decisione sottolinea che i motivi di impugnazione per questo tipo di sentenze sono tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., e tra questi non figura la mancata verifica di cause di proscioglimento. Di conseguenza, il ricorso patteggiamento inammissibile ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: firma dell’avvocato vitale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 cod. proc. pen., che richiede la firma di un difensore abilitato. L'errore procedurale comporta la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione di 3.000 euro.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (cd. concordato in appello), aveva impugnato la sentenza. La Corte ha chiarito che la rinuncia ai motivi di merito limita la possibilità di ricorso, rendendolo nullo se basato su punti oggetto dell'accordo.
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Continuazione tra reati: illegittimo il no senza udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che respingeva una richiesta di applicazione della continuazione tra reati per pene patteggiate. Il giudice dell'esecuzione aveva deciso 'de plano', ovvero senza udienza, basandosi sul parere contrario del Pubblico Ministero. La Suprema Corte ha stabilito che tale procedura è illegittima, in quanto viola il diritto al contraddittorio. La regola generale impone la celebrazione di un'udienza in camera di consiglio, e il parere del PM non è vincolante, dovendo il giudice valutare autonomamente l'istanza.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La contestazione riguardava l'eccessività della pena patteggiata per rapina aggravata, un motivo che non rientra tra quelli ammessi dall'art. 599 bis c.p.p. per l'impugnazione, confermando la natura vincolante dell'accordo tra le parti.
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Termini impugnazione: Cassazione e ricorso tardivo
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 17/01/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso penale a causa del mancato rispetto dei termini impugnazione. L'analisi del provvedimento evidenzia come il deposito tardivo dell'atto, anche tenendo conto della sospensione feriale, renda l'impugnazione improcedibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: limiti dell’art. 599-bis c.p.p.
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi di doglianza non rientravano tra quelli consentiti dall'art. 599-bis del codice di procedura penale. L'ordinanza sottolinea che la non conformità alle norme procedurali preclude l'esame nel merito del ricorso, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda. Questo caso ribadisce l'importanza di formulare correttamente i motivi di impugnazione.
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Ricorso 599-bis cpp: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11000/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso 599-bis cpp presentato da tre individui. La decisione si basa sul principio che i motivi di doglianza non rientravano nel novero di quelli specificamente consentiti dalla legge per impugnare una sentenza emessa con tale rito, portando alla condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per due vizi procedurali decisivi: la sottoscrizione personale dell'imputato, in violazione dell'art. 613 c.p.p., e il deposito oltre i termini previsti dall'art. 585 c.p.p. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La contestazione riguardava il calcolo della pena per una circostanza aggravante, ma tale motivo non rientra nel concetto di "illegalità della pena", requisito necessario per un ricorso patteggiamento ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis c.p.p.
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Ricorso in cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si basa sull'art. 613 c.p.p., che impone la firma di un avvocato iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza, poiché presentato personalmente dal condannato. La motivazione risiede nella violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione proposto da un imputato condannato per ricettazione. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., poiché l'atto è stato presentato personalmente dall'imputato anziché da un avvocato abilitato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: obbligo di avvocato cassazionista
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso un'archiviazione. Il motivo è che l'interessato ha presentato l'atto personalmente, mentre la legge richiede la firma obbligatoria di un avvocato iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità.
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Ricorso inammissibile: appello personale in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dall'imputato e non tramite un difensore abilitato, come richiesto dall'art. 613 c.p.p. Tale violazione procedurale ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di € 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende. La decisione sottolinea l'inderogabilità della rappresentanza legale nei ricorsi di legittimità.
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Ricorso in Cassazione: Obbligo del Difensore Abilitato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente da due imputati. La decisione ribadisce la regola inderogabile, introdotta dalla legge n. 103 del 2017, che impone la necessaria assistenza di un difensore abilitato per l'impugnazione in sede di legittimità. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di € 3.000,00.
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Sentenza predibattimentale: annullata per lesione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato un reato estinto per prescrizione tramite una sentenza predibattimentale, emessa cioè senza udienza e senza ascoltare le parti. La Suprema Corte, richiamando una pronuncia della Corte Costituzionale, ha stabilito che tale procedura viola il principio del contraddittorio e il diritto a un giusto processo. Di conseguenza, il procedimento è stato rinviato alla Corte d'Appello per la celebrazione di un regolare giudizio.
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