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De Plano — Anno 2024

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882 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Ricorso inammissibile: limiti del patteggiamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza di patteggiamento in appello. La Corte ha ribadito che l'impugnazione è consentita solo per vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del PM o a una decisione difforme dall'accordo, escludendo motivi legati alla determinazione della pena.
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Ricorso inammissibile: l’avvocato non è abilitato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto da un difensore non abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Nonostante la precedente riqualificazione dell'atto da appello a ricorso da parte della Corte d'Appello, la Cassazione ha stabilito che il difetto di legittimazione del difensore non può essere sanato, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: difensore non abilitato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto da un avvocato non abilitato a patrocinare dinanzi alle giurisdizioni superiori. Il ricorrente era stato condannato per un reato previsto dalla normativa sull'immigrazione. La Corte ha stabilito che il principio di conservazione del mezzo di impugnazione non può sanare il difetto di legittimazione del difensore, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità istanza di revisione: il ne bis in idem
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un'istanza di revisione presentata per la seconda volta sulla base degli stessi motivi e prove. La decisione ribadisce la validità del principio "ne bis in idem" anche nel giudizio di revisione. È stata inoltre confermata l'inammissibilità per un secondo motivo, basato su un presunto falso in sentenza, a causa della mancata allegazione della sentenza irrevocabile di condanna per tale reato, evidenziando il rigore formale che governa l'istituto e l'inammissibilità dell'istanza di revisione.
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Patrocinio a spese dello Stato: correzione sentenza
La Corte di Cassazione corregge un'ordinanza per errore materiale. Una parte civile, ammessa al patrocinio a spese dello Stato, aveva ottenuto una condanna dell'imputato alla rifusione delle spese legali. Tuttavia, la sentenza originale ordinava il pagamento diretto alla parte civile. Con questa ordinanza, la Corte rettifica la decisione, disponendo che il pagamento delle spese venga effettuato in favore dello Stato, come previsto dalla normativa sul patrocinio a spese dello Stato.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che impone la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato abilitato, pena l'inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che ha reso obbligatoria la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione personale: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si basa sulla L. 103/2017, che ha reso obbligatoria la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato abilitato, eliminando la facoltà per l'imputato di agire personalmente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si fonda sulla riforma introdotta con la legge 103/2017, che ha reso obbligatoria, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Corte di Cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dal condannato. La decisione si fonda sulla legge n. 103/2017 (riforma Orlando), che ha eliminato la facoltà di presentare un ricorso per cassazione personale, rendendo obbligatoria la sottoscrizione da parte di un avvocato iscritto all'apposito albo speciale, pena l'inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso: i limiti del 599-bis c.p.p.
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso basato sull'istituto del 'concordato sui motivi'. La decisione si fonda sulla constatazione che le argomentazioni proposte superavano i limiti stabiliti dall'art. 599-bis del codice di procedura penale. A causa di questa inammissibilità ricorso, il proponente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Opposizione giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Cassazione chiarisce che contro un provvedimento del giudice dell'esecuzione emesso senza udienza in materie specifiche (rito 'speciale'), come la riduzione di pena, l'unico rimedio è l'opposizione al giudice dell'esecuzione stesso, non il ricorso diretto in Cassazione. Il caso riguardava il diniego di riduzione di una pena detentiva già al minimo legale.
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Ricorso post concordato: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19256/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso proposto contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato sui motivi di appello'. Il ricorso post concordato è stato respinto poiché l'accordo tra le parti implica la rinuncia a contestare i punti concordati, salvo il caso di pena illegale, consolidando la finalità deflattiva dell'istituto.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18857/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza che applicava un concordato in appello. La Corte ha ribadito che l'accordo processuale limita drasticamente i motivi di impugnazione, escludendo doglianze sulla mancata valutazione delle cause di proscioglimento o sulla congruità della pena pattuita, a meno che questa non sia illegale. La decisione sottolinea la natura negoziale del concordato in appello e le conseguenze della rinuncia ai motivi di gravame.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento presentato da un imputato condannato per furto pluriaggravato. Il ricorso si basava sulla presunta omessa valutazione di cause di non punibilità. La Corte ha ribadito che i motivi di ricorso contro una sentenza di patteggiamento sono tassativamente limitati a quelli previsti dall'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., tra i quali non rientra la doglianza sollevata. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso tardivo: Cassazione e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso in materia penale a causa della sua presentazione tardiva. L'ordinanza chiarisce il calcolo dei termini per l'impugnazione, inclusa la proroga di 15 giorni in caso di assenza dell'imputato, e sottolinea come un ricorso tardivo non venga esaminato nel merito, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile in Cassazione: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di concordato in appello. La Corte chiarisce che la determinazione della pena non può essere contestata, a meno che non sia illegale. L'impugnazione è consentita solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo, al consenso del PM o a una decisione difforme dal patto.
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Correzione errore materiale: cognome errato in atti
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale relativo al cognome di un imputato, condannato in via definitiva per riciclaggio e ricettazione. L'errore, consistente nell'errata trascrizione del cognome nel ruolo d'udienza, è stato rettificato per garantire la precisione e la certezza giuridica degli atti giudiziari, senza modificare la sostanza della condanna.
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Ricorso inammissibile: le scadenze da rispettare
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una richiesta di estradizione verso il Brasile. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, presentata oltre il termine perentorio di quindici giorni. Il caso sottolinea l'importanza cruciale del rispetto delle scadenze processuali, la cui violazione impedisce al giudice di esaminare il merito della questione.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e concordato appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena per evasione sulla base di un accordo tra le parti (concordato in appello). La Suprema Corte ha chiarito che le sentenze emesse ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. non sono ulteriormente impugnabili, rendendo il ricorso inammissibile e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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