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De Plano — Anno 2024

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882 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Ricorso in Cassazione: il ruolo del difensore
Un condannato ha presentato personalmente appello contro un'ordinanza del Giudice di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso in Cassazione inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, tali ricorsi devono essere obbligatoriamente sottoscritti da un difensore iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità e la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso cassazione: l’obbligo di firma
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sull'obbligo, a pena di inammissibilità ricorso cassazione, della sottoscrizione da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, come previsto dalla legge n. 103/2017. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: avvocato obbligatorio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23695/2024, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, è obbligatoria, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto all'albo speciale dei cassazionisti. Il ricorrente è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile se firmato dall’imputato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato anziché da un difensore iscritto all'albo speciale. La decisione sottolinea l'obbligatorietà della difesa tecnica qualificata per i ricorsi in sede di legittimità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione personale proposto da un cittadino contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si basa sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone la necessaria assistenza di un avvocato abilitato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23645/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento con cui si contestava la determinazione della pena. La Corte ha ribadito che l'impugnazione è consentita solo per i motivi tassativamente previsti dall'art. 448, co. 2-bis c.p.p., tra i quali non rientra la semplice doglianza sul calcolo della pena, a meno che questa non risulti palesemente illegale.
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Ricorso patteggiamento: i limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23644/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento. La decisione si fonda sul principio che le sentenze di applicazione della pena su richiesta non possono essere impugnate per vizi di motivazione, come la mancata verifica delle cause di proscioglimento. Il ricorso è limitato dalle specifiche violazioni di legge previste dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione proposto e sottoscritto personalmente da un imputato. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, tali atti devono essere obbligatoriamente firmati da un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione senza avvocato: l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione proposto personalmente da un cittadino avverso un decreto di archiviazione del 2015. Sebbene la normativa applicabile fosse quella dell'epoca (principio 'tempus regit actum'), che ammetteva il ricorso, la sua presentazione senza l'assistenza di un avvocato cassazionista ha violato una regola procedurale inderogabile, rendendo l'impugnazione inammissibile.
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Morte dell’imputato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato nell'interesse di un imputato deceduto prima della sentenza d'appello. La decisione si fonda sul principio che la morte dell'imputato estingue il mandato del difensore, che perde così la legittimazione a impugnare. Gli atti vengono rinviati alla Corte d'appello per la correzione della sentenza.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se personale
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un'imputata. La decisione si fonda sulla riforma dell'art. 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore specializzato. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso post patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso post patteggiamento con cui si lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di ricorso avverso una sentenza di patteggiamento sono tassativamente indicati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., e tra questi non rientra la mancata verifica delle cause di proscioglimento previste dall'art. 129 c.p.p.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia penale poiché proposto personalmente dall'imputato e non da un difensore abilitato, come richiesto dalla legge. La decisione, presa con procedura semplificata 'de plano', conferma che dopo la riforma del 2017, il ricorso per Cassazione deve essere sottoscritto da un avvocato iscritto all'apposito albo, a pena di inammissibilità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: i limiti dopo il patteggiamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in cassazione proposto a seguito di un 'patteggiamento in appello'. Il motivo, relativo alla mancata concessione di attenuanti, non rientrava tra i casi tassativamente previsti dalla legge, che limitano l'impugnazione a vizi sulla volontà, sul consenso del PM o a una decisione difforme dall'accordo.
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Ricorso per cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un individuo contro un'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613, comma 1, del codice di procedura penale, che impone l'obbligo del patrocinio di un avvocato. L'inammissibilità ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un detenuto avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza in materia di liberazione anticipata. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 cod. proc. pen., che impone il patrocinio di un avvocato abilitato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reclamo avverso archiviazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso contro un decreto di inammissibilità di un'opposizione all'archiviazione. Invece di annullare il ricorso, la Corte lo ha riqualificato come reclamo avverso archiviazione, applicando il principio del *favor impugnationis*. Ha quindi trasmesso gli atti al Tribunale competente per la prosecuzione del procedimento corretto, come previsto dall'art. 410-bis, comma 3, c.p.p.
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Ricorso per cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione in materia penale poiché presentato personalmente dall'imputato e non da un difensore abilitato. La decisione ribadisce la regola inderogabile, introdotta dalla riforma del 2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, pena la reiezione del ricorso e la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Qualificazione giuridica del fatto: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante l'erronea qualificazione giuridica del fatto in un caso di detenzione di stupefacenti. L'imputato chiedeva di riconoscere la lieve entità del reato. La Corte ha stabilito che, dopo un patteggiamento, il ricorso è ammissibile solo se l'errore di qualificazione è palese e non richiede una nuova valutazione dei fatti, come il notevole quantitativo di droga (416 dosi) nel caso di specie.
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Illegalità della pena: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sulla presunta illegalità della pena. L'ordinanza chiarisce che la nozione di illegalità della pena è ristretta ai soli casi in cui la sanzione finale superi i limiti edittali previsti dalla legge, e non si estende a presunti errori nel calcolo dell'aumento per la continuazione tra reati.
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