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Dattiloscopici

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Rilievi relativi alle impronte digitali utilizzati per l'identificazione scientifica di un individuo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Recidiva e alias: quando l’identità falsa non inganna la giustizia
Un imputato è stato condannato per furto aggravato di un telefono. Ha impugnato la sentenza, contestando l'applicazione della **recidiva e alias**. Sosteneva che le condanne precedenti, usate per la recidiva, non fossero a lui attribuibili ma a nomi falsi (alias). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno confermato che l'imputato aveva usato diversi alias in passato, fornendo dati anagrafici alterati. Le sue condanne precedenti erano state accertate tramite rilievi dattiloscopici (impronte digitali), collegando inequivocabilmente gli alias all'imputato. La Corte ha ritenuto che questo comportamento dimostrasse una pericolosità sociale e non una ricaduta occasionale, legittimando l'applicazione della recidiva.
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Falsa attestazione: i rilievi dattiloscopici sono prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di falsa attestazione (art. 495 c.p.). L'imputato aveva fornito diverse identità in più occasioni, ma era stato identificato con certezza tramite rilievi dattiloscopici. La Suprema Corte ha rilevato la genericità dei motivi di ricorso, che non contestavano efficacemente le motivazioni della sentenza di merito, confermando la responsabilità penale e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Espulsione dello straniero: illegittima se cittadino
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero disposta nei confronti di un uomo condannato per reati legati agli stupefacenti. Nonostante la condanna definitiva, la difesa ha dimostrato che l'imputato era in possesso della cittadinanza italiana già al momento della sentenza di primo grado. Poiché la norma sull'espulsione si applica esclusivamente ai cittadini non italiani, la Corte ha rimosso tale sanzione accessoria per difetto del presupposto soggettivo.
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Codice Univoco Identificativo: valore legale
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca della sospensione condizionale della pena basata sulla corrispondenza del Codice Univoco Identificativo (C.U.I.). Nonostante il ricorrente avesse fornito diverse generalità, il sistema di identificazione scientifica ha dimostrato l'esistenza di una condanna precedente ostativa al beneficio. La Corte ha ribadito che il Codice Univoco Identificativo costituisce una prova oggettiva e prevalente rispetto alle dichiarazioni anagrafiche del soggetto.
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Espulsione alternativa: conta l’identità fisica
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione alternativa alla detenzione emesso nei confronti di un cittadino straniero. Il punto centrale della controversia riguardava l'identificazione del soggetto: la difesa sosteneva l'incertezza dell'identità a causa di discrepanze tra i dati della Questura e quelli consolari. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che l'identità fisica, accertata tramite rilievi dattiloscopici e il Codice Unico Identificativo (CUI), è sufficiente per integrare il requisito della certa identificazione richiesto per l'espulsione alternativa, prevalendo sulle generalità anagrafiche che possono risultare mutevoli.
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