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Daspo Con Obbligo Di Firma

13 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

DASPO con obbligo di firma: fumogeno innocuo ma misura valida
La Corte di Cassazione ha confermato la piena legittimità del DASPO con obbligo di firma della durata di cinque anni imposto a un tifoso. L'uomo aveva acceso un fumogeno durante una partita di calcio per festeggiare un gol della propria squadra, lanciandolo sulla pista di atletica antistante gli spalti. La difesa sosteneva la particolare tenuità del fatto e la natura puramente folkloristica dell'atto, privo di danni effettivi o pericoli immediati. I giudici hanno invece ribadito che il lancio di materiale pirotecnico integra una pericolosità oggettiva e attuale. Il giudice della convalida può motivare il provvedimento richiamando gli accertamenti della Questura, soprattutto quando la persona presenta precedenti specifici per condotte analoghe.
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DASPO con obbligo di firma: la Cassazione frena sugli eccessi
Un tifoso è stato colpito da un DASPO con obbligo di firma per la durata di otto anni a causa di scontri violenti. Il provvedimento gli imponeva di presentarsi in Questura quattro volte per ogni partita della sua squadra dilettantistica, incluse le amichevoli, sia in casa che in trasferta. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso del tifoso, stabilendo che l'estensione dell'obbligo alle partite amichevoli di un club dilettantistico e la frequenza di firma così elevata richiedono una motivazione specifica e dettagliata da parte del giudice. La sentenza è stata quindi annullata limitatamente a questi profili, con rinvio al giudice di merito per una nuova valutazione.
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DASPO con obbligo di firma: scontro violento costa otto anni di stop
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro la convalida del DASPO con obbligo di firma per la durata di otto anni. Il provvedimento era stato emesso dal Questore a seguito di un violento scontro fortuito tra tifoserie opposte, nel quale il ricorrente aveva svolto un ruolo di primo piano. La Suprema Corte ha chiarito che, in caso di recidiva, l'applicazione dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è obbligatoria per legge e la durata deve essere compresa tra cinque e dieci anni. Inoltre, i requisiti di urgenza non richiedono una specifica motivazione se non vi sono state partite tra la notifica e la convalida. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Torcia allo stadio e DASPO con obbligo di firma: confermati 6 anni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro il provvedimento di DASPO con obbligo di firma per la durata di sei anni. Il provvedimento era stato emesso dopo che il soggetto aveva acceso una torcia illuminante durante una partita di calcio. Il tifoso lamentava la violazione del diritto di difesa per non aver ottenuto copia degli atti e l'eccessiva durata della misura. La Suprema Corte ha chiarito che l'accensione di artifizi pirotecnici integra la pericolosità sociale e che il diritto di difesa è garantito dal contraddittorio cartolare, anche senza rilascio immediato di copie. La durata di sei anni è stata ritenuta congrua e motivata, considerando i precedenti penali del soggetto e la recidiva. Il ricorrente perde la causa e viene condannato a pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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DASPO con obbligo di firma: Tifoso recidivo perde in Cassazione
Un tifoso, già colpito in passato da provvedimenti simili, ha ricevuto un nuovo e più severo DASPO con obbligo di firma della durata di otto anni a seguito di tafferugli. L'interessato ha fatto ricorso alla Corte di Cassazione, sostenendo che la misura fosse immotivata e sproporzionata. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio importante: per un soggetto recidivo, l'applicazione di un nuovo DASPO con obbligo di firma è un atto quasi dovuto e non discrezionale. La durata e le modalità della firma sono state ritenute congrue in ragione della comprovata e attuale pericolosità sociale del soggetto, giustificando pienamente la decisione del Questore.
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DASPO con obbligo di firma: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un tifoso contro un DASPO con obbligo di firma della durata di tre anni. Il ricorrente lamentava una durata eccessiva, la poca chiarezza sull'applicazione alle partite amichevoli e la violazione del diritto di difesa per i tempi ristretti della convalida. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo la misura proporzionata alla gravità della condotta violenta del soggetto, la clausola sulle amichevoli sufficientemente chiara e i termini procedurali rispettosi delle garanzie difensive.
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DASPO con obbligo di firma: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un DASPO con obbligo di firma per un tifoso ritenuto socialmente pericoloso. La decisione si basa sulla gravità dei fatti, la condotta del soggetto e un precedente specifico. La Corte chiarisce che la motivazione del Giudice può anche desumersi implicitamente dalla pericolosità dell'individuo, senza necessità di formule esplicite.
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DASPO con obbligo di firma: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un provvedimento di DASPO con obbligo di firma. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del G.I.P. sulla pericolosità del soggetto, identificato nonostante l'uso di mascherina, e sulla necessità della misura aggiuntiva per prevenire l'elusione del divieto di accesso, giudicando le lamentele del ricorrente come una mera rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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DASPO con obbligo di firma: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro un provvedimento di DASPO con obbligo di firma. La sentenza chiarisce che, per la convalida della misura, è sufficiente una valutazione indiziaria della pericolosità del soggetto e che la motivazione del giudice può legittimamente richiamare quella del Questore. Il ricorso in Cassazione non può riesaminare i fatti, come l'identificazione tramite fotogrammi.
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DASPO con obbligo di firma: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un DASPO con obbligo di firma. La Corte chiarisce che la partecipazione a tafferugli tra tifoserie è sufficiente per la misura, e che per contestare l'identificazione in sede di legittimità è necessario un travisamento della prova, non una semplice rilettura degli atti.
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DASPO con obbligo di firma: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro un DASPO con obbligo di firma. La sentenza chiarisce che per la convalida del provvedimento non è richiesta la certezza della prova, ma una valutazione indiziaria sufficiente. La Corte ha inoltre ribadito la legittimità della motivazione del giudice che si richiama a quella del Questore, specificando i limiti del controllo giurisdizionale sulle misure di prevenzione per la violenza negli stadi.
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DASPO: Quando è valido l’obbligo di firma?
La Cassazione conferma la validità di un DASPO con obbligo di firma per un operatore sanitario accusato di comportamento minaccioso durante una partita. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, sottolineando che la valutazione della pericolosità del soggetto e dei fatti spetta al giudice di merito, specialmente in presenza di precedenti specifici.
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DASPO con obbligo di firma: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato un DASPO con obbligo di firma della durata di cinque anni a carico di un dirigente di una società sportiva. L'uomo era stato accusato di condotte provocatorie e minacciose verso la tifoseria avversaria. La difesa sosteneva che il suo assistito si fosse avvicinato solo per rimuovere dei fumogeni e che la misura fosse immotivata. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo le informative della Polizia pienamente credibili e la motivazione del G.i.p. adeguata, sottolineando come il ruolo apicale del dirigente aggravasse la sua pericolosità sociale e giustificasse la misura restrittiva.
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