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Danno Biologico

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46 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Malattia professionale edilizia: come ottenere tutela
Un lavoratore ha citato in giudizio l'ente assicurativo per il riconoscimento di una malattia professionale edilizia correlata a un'ernia discale. Durante il procedimento, l'ente ha proposto un accordo riconoscendo un danno biologico del 10%, portando alla cessazione della materia del contendere e alla condanna dell'ente alle spese legali per soccombenza virtuale.
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Responsabilità organizzatore gara sportiva: la guida
Il Tribunale ha accertato la responsabilità organizzatore gara sportiva per un incidente occorso a un ciclista durante una manifestazione. La caduta, causata da una buca non segnalata e occultata dall'acqua, è stata imputata all'associazione organizzatrice e al suo presidente per omessa vigilanza sul percorso.
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Risarcimento terzo trasportato: la guida legale
In un recente caso di sinistro stradale, il Tribunale ha riconosciuto il pieno diritto al risarcimento terzo trasportato a un passeggero che aveva riportato gravi lesioni. La compagnia assicuratrice contestava la qualifica di trasportato del danneggiato, sostenendo fosse lui alla guida. Grazie a testimonianze oculari e perizie mediche, il giudice ha confermato la versione del passeggero, condannando l'assicurazione al pagamento dei danni biologici e morali.
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Investimento pedone concorso colpa: chi ha ragione?
In un recente caso di investimento pedone concorso colpa, il Tribunale ha riconosciuto una responsabilità del 30% al pedone che procedeva nel medesimo senso di marcia dell'auto. Nonostante la presunzione di colpa del conducente, la condotta imprudente del danneggiato riduce il diritto al risarcimento integrale.
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Vittima del dovere: criteri di invalidità
Il caso riguarda il riconoscimento dei benefici previsti per la vittima del dovere e la corretta quantificazione dell'invalidità permanente. La Corte di Cassazione ha stabilito che la questione è di tale rilevanza giuridica da richiedere una trattazione in udienza pubblica, focalizzandosi sulla necessità di includere il danno biologico e morale nel calcolo complessivo dell'indennizzo previsto dalla legge.
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Risarcimento danno morale: quando spetta davvero
La Corte d'Appello di Venezia ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento danno morale per un motociclista coinvolto in un sinistro. Nonostante il riconoscimento del danno biologico al 10%, la Corte ha stabilito che la sofferenza interiore deve essere provata specificamente e non può essere presunta automaticamente.
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Danno morale: autonomia e liquidazione corretta
A seguito di un sinistro stradale, la vittima contesta la liquidazione del danno morale, ritenuta troppo bassa. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che il danno morale è una componente autonoma del danno non patrimoniale e non può essere confuso con la 'personalizzazione' del danno biologico. La sua liquidazione deve seguire criteri tabellari coerenti, non potendo essere ridotta in modo simbolico senza una specifica motivazione.
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Responsabilità professionale sanitaria: il caso
Un paziente, ricoverato per obesità, subisce l'amputazione di una gamba a seguito di un'infezione non gestita adeguatamente dalla struttura sanitaria. Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità professionale sanitaria dell'ospedale per le omissioni diagnostiche e le cure inadeguate, condannandolo al risarcimento del danno biologico. La sentenza sottolinea come le preesistenti patologie del paziente non escludano la colpa della struttura, ma incidano solo sulla quantificazione del danno.
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Danno biologico iure proprio: quando allegare i fatti?
In un caso di responsabilità medica, la Cassazione ha stabilito che la richiesta di risarcimento per danno biologico iure proprio, subìto dai familiari di una vittima, è valida se formulata nell'atto di citazione. Le specifiche patologie, quali fatti secondari a sostegno della prova, possono essere introdotte successivamente, nei termini previsti per le memorie istruttorie. La Corte ha cassato la decisione d'appello che le aveva erroneamente ritenute tardive, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Personalizzazione del danno: il caso del musicista
Un musicista professionista, a seguito di un'infezione nosocomiale contratta in ospedale, subisce un danno biologico permanente del 5%. In appello, chiede un risarcimento maggiore per danno morale, esistenziale e patrimoniale. La Corte d'Appello riconosce la personalizzazione del danno biologico, aumentando il risarcimento del 20% in considerazione delle specifiche ripercussioni sulla sua attività professionale. Tuttavia, rigetta la domanda per danno morale e per danno patrimoniale per insufficienza di prove specifiche, sottolineando la necessità di dimostrare concretamente ogni singola voce di danno richiesta.
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Liquidazione controllata: danno biologico incluso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28484/2025, ha stabilito che le somme ricevute a titolo di risarcimento per danno biologico devono essere incluse nell'attivo della liquidazione controllata. La Corte ha rigettato la richiesta di un debitore di escludere tale importo, negando la possibilità di applicare per analogia la norma prevista per la liquidazione giudiziale (art. 146 CCII), che esclude i diritti strettamente personali. La decisione si fonda sulla specificità dell'art. 268 CCII, che elenca tassativamente i beni esclusi dalla liquidazione controllata senza menzionare tale categoria, riflettendo una scelta consapevole del legislatore e non una lacuna normativa.
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Danno biologico: come si calcola l’indennizzo
La Corte d'Appello interviene su un caso di malattia professionale da amianto, riformando parzialmente la sentenza di primo grado. A seguito di una nuova consulenza tecnica, il danno biologico del lavoratore viene rideterminato dal 36% al 34%. La decisione, basata su un accordo tra l'ente previdenziale e gli eredi del lavoratore defunto, conferma il diritto all'indennizzo ma ne adegua l'importo, liquidando le somme maturate fino al decesso in favore degli eredi.
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Danno da demansionamento: onere della prova e risarcimento
Un lavoratore, dequalificato da responsabile informatico a semplici mansioni esecutive, ha ottenuto il risarcimento del danno da demansionamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 48/2024, ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando che l'onere di provare la legittimità del cambio di mansioni spetta al datore di lavoro. La Corte ha inoltre ribadito che il danno alla professionalità può essere provato anche tramite presunzioni, come la durata della dequalificazione e l'impoverimento delle competenze acquisite.
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Risarcimento sinistro stradale: colpa esclusiva U-turn
Un motociclista subisce gravi lesioni a seguito di un incidente causato da un autocarro che eseguiva un'inversione a 'U' vietata. Il Tribunale di Venezia ha riconosciuto la colpa esclusiva del conducente dell'autocarro, basando la sua decisione sulle risultanze di una Consulenza Tecnica d'Ufficio. La sentenza analizza dettagliatamente il calcolo del risarcimento sinistro stradale, sia per il danno non patrimoniale che per quello patrimoniale, rigettando la tesi del concorso di colpa del motociclista.
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Responsabilità proprietario animale: la sentenza
Il Tribunale di Roma ha condannato la proprietaria di un cane per i danni causati a una passante, ribadendo la natura oggettiva della responsabilità del proprietario dell'animale. La difesa non ha provato il caso fortuito, unico esimente. La sentenza analizza in dettaglio la quantificazione del danno biologico e morale.
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Danno da demansionamento: prova e risarcimento
Un dipendente, dopo aver svolto mansioni dirigenziali, subisce un demansionamento. La Cassazione interviene sul caso, chiarendo la ripartizione dell'onere della prova e i criteri di liquidazione del danno da demansionamento. Si specifica che spetta al datore di lavoro dimostrare di aver adibito il lavoratore a mansioni corrette. Viene inoltre affrontata la questione del risarcimento del danno professionale, distinguendolo dalla perdita di chance, e si statuisce sulla necessità di accertare la soggettività giuridica dei fondi di previdenza complementare prima di poter decidere sulla relativa domanda di contribuzione.
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Benefici vittime terrorismo: quando il ricorso è nullo
Una vittima di attentato terroristico ha richiesto i benefici vittime terrorismo previsti dalla L. 206/2004. Il Tribunale ha respinto la domanda per mancata prova della riduzione della capacità lavorativa. La Cassazione ha dichiarato il ricorso diretto inammissibile, chiarendo che la procedura speciale ex art. 12 è limitata nel tempo e non applicabile al caso di specie, che avrebbe dovuto seguire la via ordinaria dell'appello.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono incongruenti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un'azienda ospedaliera. La decisione si fonda sulla non coerenza dei motivi di ricorso rispetto alle specifiche modifiche apportate dalla Corte d'Appello, che aveva solo corretto un errore di calcolo e confermato il risarcimento integrale per l'inabilità temporanea. L'azienda cercava di rimettere in discussione questioni già decise in primo grado e non oggetto della riforma in appello.
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Personalizzazione danno biologico: la sentenza di Firenze
Una donna di 32 anni, investita su strisce pedonali, ottiene un risarcimento che va oltre le tabelle standard. Il Tribunale di Firenze ha applicato la personalizzazione del danno biologico, riconoscendo l'impatto specifico dell'incidente sulla vita relazionale, lavorativa ed estetica della vittima. La sentenza distingue tra danno biologico base, danno morale e le conseguenze 'peculiari' che giustificano un aumento del risarcimento, come il danno estetico e la maggiore fatica nello svolgere il lavoro (cenestesi lavorativa).
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Malattia professionale: indennizzo per muratore
Un lavoratore, dopo oltre 25 anni di attività come muratore, ha citato in giudizio l'ente assicuratore per ottenere un indennizzo per malattia professionale legata a patologie delle spalle e dei gomiti. Inizialmente la domanda è stata respinta, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. Sulla base di una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), i giudici hanno riconosciuto il nesso causale tra il lavoro usurante e le malattie, liquidando un indennizzo pari al 10% di danno biologico e correggendo il calcolo del perito sul punto dell'arrotondamento finale.
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