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Danneggiamento Aggravato

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159 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Danneggiamento aggravato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di danneggiamento aggravato e continuato. La difesa aveva contestato il trattamento sanzionatorio, ma la Suprema Corte ha rilevato che i motivi erano generici e non contrastavano efficacemente le ragioni della Corte d'Appello. La decisione impugnata era infatti solidamente basata sulla presenza di una recidiva qualificata e su una valutazione negativa della personalità del soggetto, elementi che precludevano ogni ulteriore mitigazione della pena.
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Danneggiamento aggravato: limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di danneggiamento aggravato a carico di un soggetto che aveva impugnato la sentenza d'appello lamentando un presunto travisamento della prova testimoniale. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile poiché le censure sollevate riguardavano la valutazione dei fatti, ambito riservato esclusivamente ai giudici di merito. La sentenza impugnata è stata ritenuta logicamente motivata e coerente con le testimonianze raccolte, portando alla condanna del ricorrente anche al pagamento di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Danneggiamento aggravato: querela e procedibilità
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato per danneggiamento aggravato di veicoli esposti alla pubblica fede. La difesa sosteneva che, a seguito del D.Lgs. 31/2024, il reato fosse divenuto procedibile solo a querela e che tale condizione mancasse. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché, tramite l'accesso agli atti, è stata accertata la presenza di una querela valida e tempestiva presentata dalla persona offesa, confermando così la legittimità della condanna.
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Danneggiamento aggravato: procedibilità d’ufficio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per **danneggiamento aggravato**. La difesa sosteneva l'improcedibilità del reato per mancanza di querela di parte. Tuttavia, i giudici hanno confermato che, trattandosi di un bene di natura pubblica, il reato è perseguibile d'ufficio, rendendo irrilevante l'assenza di una querela formale. Il ricorso è stato giudicato generico e privo di critiche specifiche alla sentenza di appello.
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Danneggiamento aggravato: guida alla procedibilità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per danneggiamento aggravato a carico di un soggetto che aveva reso inutilizzabile una porta blindata in un edificio pubblico. I giudici hanno ribadito che il reato è procedibile d'ufficio data la natura pubblica del luogo. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché tentava di ottenere una nuova valutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità, e sollevava questioni sul ne bis in idem mai presentate in appello.
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Danneggiamento aggravato: quando è procedibile d’ufficio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 48284/2023, ha chiarito che il reato di danneggiamento aggravato su cose esposte alla pubblica fede (come un'auto parcheggiata in strada) rimane procedibile d'ufficio anche dopo la Riforma Cartabia. Sebbene abbia accolto il ricorso del PM contro una decisione del Tribunale di Bergamo che richiedeva la querela, la Corte ha annullato la sentenza senza rinvio, dichiarando il reato estinto per prescrizione.
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Danneggiamento aggravato: quando è procedibile d’ufficio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il danneggiamento di un'ambulanza. La Corte chiarisce che, nonostante la Riforma Cartabia, il reato di danneggiamento aggravato su beni di pubblica utilità rimane procedibile d'ufficio e non necessita di querela di parte, data la rilevanza dell'interesse pubblico tutelato.
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Danneggiamento aggravato: prova e identificazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per danneggiamento aggravato. L'identificazione, contestata dalla difesa, è stata confermata non solo sulla base della testimonianza della vittima, che lo ha visto dallo spioncino, ma anche sulle immagini della videosorveglianza. Il ricorso che mira a una nuova valutazione delle prove è inammissibile.
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Danneggiamento e querela: la Cassazione applica la Riforma
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per danneggiamento aggravato su cose esposte alla pubblica fede, applicando retroattivamente la Riforma Cartabia. A seguito della modifica normativa che ha introdotto la procedibilità a querela per tale reato, e in assenza di una formale querela da parte della persona offesa entro i termini stabiliti dalla legge transitoria, il reato è stato dichiarato estinto. La pena per un'imputata, condannata anche per oltraggio a pubblico ufficiale, è stata di conseguenza rideterminata.
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Ricorso inammissibile: quando manca la specificità
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per danneggiamento aggravato. La decisione si fonda sulla mancanza di specificità dei motivi, che si limitavano a riproporre censure già esaminate e respinte nei gradi di merito, senza un confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un imputato condannato per danneggiamento aggravato. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 c.p.p., che non consente più all'imputato di presentare personalmente l'atto, richiedendo l'assistenza di un difensore abilitato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Danneggiamento aggravato: quando è ancora reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per una donna accusata di aver danneggiato un'auto parcheggiata in una via pubblica. Nonostante la depenalizzazione del reato di danneggiamento semplice, la Suprema Corte ha stabilito che il fatto costituisce un'ipotesi di danneggiamento aggravato, in quanto il veicolo era esposto alla pubblica fede. Tale fattispecie non è stata interessata dalla riforma e continua a rappresentare un illecito penale, perseguibile a querela della persona offesa.
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Remissione di querela: annullata sentenza di proscioglimento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato a seguito di messa alla prova. In virtù di una recente modifica legislativa, il reato di danneggiamento aggravato su cose esposte alla pubblica fede è diventato procedibile a querela. Poiché nel caso di specie la persona offesa aveva ritirato la querela (remissione di querela) e l'imputato aveva accettato, la Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per questa causa, più favorevole, condannando l'imputato al pagamento delle spese processuali in assenza di accordo tra le parti.
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Danneggiamento aggravato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto condannato per danneggiamento aggravato ai danni di beni dell'amministrazione penitenziaria. La sentenza chiarisce che il reato è procedibile d'ufficio, data la natura pubblica dei beni, e ribadisce l'impossibilità di ottenere in sede di legittimità una nuova valutazione dei fatti.
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Estinzione del reato per morte dell’imputato: il caso
Un soggetto, condannato per danneggiamento aggravato commesso in carcere, ricorreva in Cassazione lamentando la violazione del principio del 'ne bis in idem', poiché già sanzionato in via disciplinare. La Corte Suprema, tuttavia, ha rilevato il decesso dell'imputato avvenuto nelle more del giudizio e ha dichiarato l'estinzione del reato, annullando la sentenza di condanna senza esaminare il merito del ricorso. La morte dell'imputato costituisce una causa di estinzione del reato che prevale su ogni altra questione.
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Termini impugnazione penale: quando l’appello è tardivo
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per tardività, chiarendo il calcolo dei termini impugnazione penale. La Corte ha confermato che la proroga del termine che scade in un giorno festivo si applica, ma non salva l'impugnazione depositata ben oltre la scadenza finale, anche considerando la sospensione feriale.
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Danneggiamento aggravato: quando assorbe le percosse?
Un uomo viene condannato per aver danneggiato la vetrina di un negozio e per aver commesso percosse e minacce. La Corte di Cassazione interviene, specificando che il reato di danneggiamento aggravato dalla violenza alla persona assorbe quello di percosse. Di conseguenza, la pena viene ricalcolata eliminando il cumulo per il reato minore, stabilendo un importante principio sull'assorbimento dei reati.
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Danneggiamento aggravato: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per danneggiamento aggravato di un'autovettura, stabilendo un principio chiave: se il proprietario sorveglia il bene in modo diretto e continuo, anche di nascosto, non sussiste l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede. Di conseguenza, il fatto, qualificato come danneggiamento semplice, non costituisce reato. La decisione chiarisce che la vigilanza attiva esclude la configurabilità del reato di danneggiamento aggravato.
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Danneggiamento aggravato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per danneggiamento aggravato per aver rovinato gli pneumatici di un'auto parcheggiata sulla pubblica via. I giudici hanno confermato la correttezza della decisione d'appello, che aveva negato la sospensione condizionale della pena a causa dei precedenti dell'imputato e della natura intimidatoria della sua condotta, ritenendo il ricorso manifestamente infondato su tutti i punti sollevati.
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Danneggiamento aggravato: no se il proprietario vigila
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per danneggiamento aggravato a carico di un individuo che aveva rotto piatti e bicchieri in un bar. La Corte ha stabilito che l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede non sussiste se i beni sono sotto la diretta e continua vigilanza del proprietario, come nel caso di un locale commerciale presidiato. Di conseguenza, il reato è stato derubricato e la condanna annullata per quella specifica imputazione.
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