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Danneggiamento Aggravato

159 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il reato commesso da chi distrugge, disperde, deteriora o rende inservibili cose mobili o immobili altrui in presenza di circostanze che ne aumentano la gravità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Danneggiamento Aggravato: Negata la Particolare Tenuità del Fatto
Un individuo è stato condannato per danneggiamento aggravato dopo aver aggredito la moglie e distrutto un computer presso una stazione dei Carabinieri, il tutto in stato di ubriachezza. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. L'individuo ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo l'applicazione della "particolare tenuità del fatto", una causa di non punibilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i giudici precedenti avessero correttamente escluso la particolare tenuità del fatto, considerando i numerosi precedenti penali dell'imputato e la sua condotta ostinata e sfrontata.
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Riconoscimento informale: la Cassazione conferma la validità della prova
Un individuo è stato condannato per danneggiamento aggravato. La condanna si basava sull'identificazione da parte di un agente di Polizia Municipale, che lo conosceva personalmente, tramite fotogrammi di videosorveglianza. L'agente ha riconosciuto l'imputato anche grazie a un dettaglio distintivo come la pettinatura. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione contestando l'attendibilità di tale riconoscimento informale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la validità del riconoscimento informale come prova, se operato da un soggetto credibile e su immagini chiare.
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Danneggiamento aggravato: Ricorso inammissibile, condanna confermata
Un Individuo è stato condannato per il reato di Danneggiamento aggravato (art. 635, comma secondo c.p.). Ha presentato ricorso contro la sentenza d'appello che aveva confermato la condanna. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ritenuto corretta la decisione di non applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa delle modalità della condotta, delle plurime azioni lesive e dell'entità dei danni. Hanno anche negato la sospensione condizionale della pena per i numerosi precedenti penali dell'Individuo. Il ricorso è stato respinto, con condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Danneggiamento aggravato del furgone: ricorso inammissibile
Due soggetti hanno assaltato e distrutto nottetempo il furgone da lavoro della persona offesa. Gli autori hanno spaccato il parabrezza, rigato la fiancata e forato tutti i quattro pneumatici con oggetti contundenti. I giudici di merito hanno identificato i responsabili grazie ai filmati della videosorveglianza e alle testimonianze della polizia giudiziaria. I condannati hanno impugnato la decisione in Cassazione invocando la non punibilità per la lieve entità del danno. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi del tutto inammissibili per la mera reiterazione di tesi già respinte. Il reato di danneggiamento aggravato commesso con armi improprie su uno strumento di lavoro esclude qualsiasi particolare tenuità. I ricorrenti devono pagare le spese processuali e tremila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.
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Sostituzione Pena Detentiva: Cassazione Annulla Conversione Illegittima
Un individuo è stato condannato per danneggiamento aggravato. Il Tribunale ha inflitto un mese di reclusione e cento euro di multa, sostituendo la pena detentiva con una pecuniaria. Il Pubblico Ministero ha contestato la sostituzione pena detentiva, sostenendo che l'imputato aveva precedenti condanne superiori a tre anni e aveva commesso il nuovo reato entro tre anni dalla precedente, violando la Legge 689/1981. La difesa ha eccepito l'illegalità della multa stessa, non prevista dalla legge vigente all'epoca dei fatti. La Corte di Cassazione ha annullato la sostituzione della pena detentiva e la multa, determinando la pena finale in un mese di reclusione.
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Danneggiamento aggravato: ricorso inammissibile, condanna confermata
Un Individuo è stato condannato per danneggiamento aggravato di un'autovettura. Ha presentato ricorso, contestando la quantificazione del danno e l'erronea valutazione di un preventivo riferito a un veicolo diverso. Ha anche chiesto l'applicazione della causa di esclusione della punibilità (art. 131-bis cod.pen.) o delle attenuanti per danno di lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha accertato che la Corte d'Appello aveva correttamente basato il suo giudizio sul preventivo del veicolo danneggiato. Il ricorso era una mera ripetizione di argomenti già esaminati e respinti. La condanna per danneggiamento aggravato è stata quindi confermata, con spese a carico dell'Individuo.
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Danneggiamento aggravato: ricorso inammissibile per nuova valutazione dei fatti
Un uomo, in un contesto di atti persecutori, ha sfondato la porta di un esercizio professionale, aggredendo e minacciando la persona offesa e danneggiando beni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando la condanna per **Danneggiamento aggravato** con minacce. La Corte ha ribadito che il ricorso in Cassazione non può chiedere una nuova valutazione dei fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione. La condotta violenta e minacciosa, anche se non finalizzata direttamente al danneggiamento, integra il reato.
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Danneggiamento aggravato: colla nella serratura, condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una persona per danneggiamento aggravato, reato commesso introducendo colla nella serratura di un'auto. L'imputata aveva sostenuto si trattasse di un semplice deturpamento e che dovesse applicarsi la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha ribadito che il danneggiamento aggravato si verifica quando l'azione compromette la funzionalità o il valore del bene, richiedendo un intervento di ripristino, a differenza del deturpamento che è superficiale. L'atto di bloccare una serratura rientra nel danneggiamento. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile anche perché la questione della tenuità del fatto non era stata sollevata correttamente nei gradi precedenti.
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Danneggiamento aggravato: Cassazione conferma condanna, ricorso inammissibile
Un Lavoratore è stato condannato per **danneggiamento aggravato** dal Tribunale e la condanna è stata confermata dalla Corte d'Appello. Il Lavoratore ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, contestando la valutazione delle prove sulla sua responsabilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in Cassazione. Di conseguenza, il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una somma di 3.000 Euro alla Cassa delle Ammende.
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Danneggiamento aggravato: vista dal balcone non basta a fermare la prescrizione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di danneggiamento aggravato. Un individuo aveva danneggiato il portone di un'abitazione mentre il proprietario osservava la scena dal balcone. La questione centrale era se la presenza visiva del proprietario impedisse la configurazione dell'aggravante di "cose esposte alla pubblica fede", rendendo il reato procedibile solo a querela. La Corte ha ritenuto che la vigilanza dal balcone non fosse sufficiente per escludere l'aggravante, ma ha comunque annullato la condanna per intervenuta prescrizione del reato, poiché il tempo massimo per perseguire il colpevole era scaduto.
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Danneggiamento aggravato: pena ridotta ma ricorso inammissibile
La Corte di Appello ha ridotto la pena al minimo edittale per un soggetto condannato per il reato di danneggiamento aggravato. L'imputato ha comunque presentato ricorso per Cassazione, contestando la valutazione compiuta dai giudici sul confronto tra circostanze aggravanti e attenuanti. I Supremi Giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che la valutazione del bilanciamento tra circostanze costituisce una scelta discrezionale riservata ai giudici di merito. Tale giudizio non può essere riesaminato in sede di legittimità se la motivazione risulta logica, coerente con le norme e fondata sugli elementi della personalità del condannato.
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Attenuante della provocazione: clacson e violenza nel traffico
Un automobilista ha suonato il clacson durante una comune situazione di traffico urbano. Un altro guidatore ha reagito con estrema violenza, distruggendo il parabrezza dell'auto e colpendo la vittima al braccio con una mazza di ferro. I giudici di merito hanno condannato l'aggressore per danneggiamento aggravato e lesioni personali volontarie. L'uomo ha fatto ricorso in Cassazione invocando l'attenuante della provocazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: il suono del clacson non giustifica una reazione sproporzionata e lesiva dell'incolumità fisica. L'imputato deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Danneggiamento aggravato: la “Tenuità del fatto” non salva il ricorso
Un Cittadino è stato condannato per danneggiamento aggravato. Ha presentato ricorso, sostenendo che il fatto fosse di "tenuità del fatto", una condizione che esclude la punibilità per reati minori. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che il ricorso riproponeva argomenti già esaminati e respinti in appello. La Corte d'Appello aveva correttamente escluso la "tenuità del fatto" a causa del danno non trascurabile e della condotta ingiustificata. Il Cittadino dovrà pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Danneggiamento Aggravato: Intenzione vs. Reazione, la Cassazione decide
Un Individuo è stato condannato per il reato di **danneggiamento aggravato** di un veicolo delle Forze dell'Ordine. L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo di non aver agito con dolo (intenzione) ma solo per divincolarsi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che l'Imputato aveva agito con piena consapevolezza, sferrando calci al mezzo. La condanna è stata quindi mantenuta, e l'Imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Danneggiamento Aggravato: La Cassazione Nega la Particolare Tenuità del Fatto
L'Imputato è stato condannato per danneggiamento aggravato. Ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il suo caso rientrasse nella particolare tenuità del fatto e contestando la pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la valutazione sulla particolare tenuità del fatto, esclusa dai giudici precedenti per i numerosi precedenti penali e la condotta aggressiva dell'Imputato, è una decisione di merito non riesaminabile. Anche la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice, se non arbitraria o illogica. L'Imputato ha perso il ricorso e dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Danneggiamento Aggravato: Ex Occupante Condannato per Danni a Immobile Pignorato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per danneggiamento aggravato a carico di un ex occupante di un immobile sottoposto a pignoramento. L'individuo aveva rimosso parti interne dell'abitazione, come pareti in cartongesso e impianto di riscaldamento, convinto di poterne disporre. La Corte d'Appello aveva già assolto l'imputato dal reato di furto, ma aveva mantenuto la condanna per il danneggiamento. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ex occupante, ritenendo la motivazione della condanna adeguata e la sua pretesa infondata, ribadendo la gravità del danneggiamento aggravato su beni pignorati.
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Danneggiamento aggravato: ricorso generico e condanna confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di danneggiamento aggravato. Il ricorrente contestava genericamente la valutazione delle prove sulla propria colpevolezza senza indicare specifici errori di fatto o di diritto della sentenza impugnata. I giudici supremi hanno evidenziato la totale aspecificità delle censure, che richiamavano formule astratte senza confrontarsi con la motivazione logica e coerente resa dai giudici di merito. L'imputato perde definitivamente la causa ed è condannato a pagare le spese del processo e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Danneggiamento aggravato: la minaccia lo rende sempre reato
Il Tribunale aveva dichiarato il non luogo a procedere per l'imputato, ritenendo il danneggiamento non più reato e la minaccia estinta per remissione di querela. Il Procuratore Generale ha impugnato, sostenendo che il danneggiamento aggravato da minaccia, come nel caso di danneggiamento di un'auto mentre si minacciava la vittima, rimane un fatto penalmente rilevante. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che il danneggiamento aggravato con violenza o minaccia è sempre reato, anche senza un nesso strumentale diretto. La sentenza è stata annullata e il caso rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Danneggiamento aggravato: l’inammissibilità del ricorso conferma la condanna
Un amministratore di un'azienda zootecnica ha causato un danneggiamento aggravato all'ambiente. Ha smaltito illegalmente rifiuti speciali non pericolosi, come liquami, in un'area vicina al fiume Calore, creando una discarica non autorizzata e distruggendo la vegetazione. La Corte d'Appello ha confermato la condanna a sei mesi di reclusione per il danneggiamento aggravato. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, sia per la contestazione dei fatti, ritenuta troppo generica, sia per la pena, considerata congrua e al minimo edittale. L'imputato deve pagare le spese processuali e una sanzione.
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Danneggiamento aggravato: graffi all’auto, ricorso inammissibile
Un Imputato è stato condannato per il reato di danneggiamento aggravato, avendo graffiato un'autovettura. Ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello, sostenendo che il fatto dovesse essere qualificato come danneggiamento semplice o imbrattamento, non prevedendo l'aggravante contestata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le questioni sollevate fossero una mera ripetizione di quelle già esaminate e respinte in appello. La Corte ha confermato la configurabilità del danneggiamento aggravato, in quanto i numerosi graffi rendevano l'atto un vero e proprio danneggiamento e non un semplice imbrattamento.
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