La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di tre soggetti, un'amministratrice di diritto e due amministratori di fatto, condannati per bancarotta fraudolenta (documentale e patrimoniale) di un'azienda fallita nel 2006. I ricorrenti lamentavano, tra l'altro, l'intervenuta prescrizione dei reati. La Suprema Corte ha accolto questa eccezione, annullando la sentenza impugnata per gli effetti penali, poiché i reati si sono estinti per prescrizione. Tuttavia, ha rigettato il ricorso per gli effetti civili, confermando l'obbligo di risarcimento del danno in favore della curatela fallimentare.
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