L'Amministratore unico di una società fallita è stato condannato per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale. L'imputato aveva omesso di tenere le scritture contabili per due anni, occultato un conto corrente bancario e distratto somme di denaro trasferendole sul proprio conto personale. Inoltre, aveva sottratto il parco automezzi aziendale, cedendolo in parte a terzi o dipendenti senza alcuna registrazione contabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'amministratore. I giudici hanno confermato che l'omessa tenuta dei registri contabili, unita alla distrazione dei beni e all'occultamento dei conti correnti, dimostra chiaramente la volontà di danneggiare i creditori. Di conseguenza, la condanna penale è stata interamente confermata, con l'obbligo per il ricorrente di pagare le spese processuali.
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