Un cittadino, condannato all'ergastolo con isolamento diurno per omicidio e altri reati, viene successivamente assolto dall'omicidio in sede di revisione. La sua condanna viene rideterminata in ventiquattro anni per i reati restanti. Avendo già scontato l'isolamento diurno, il condannato chiede la riduzione della pena alla metà per i reati concorrenti, applicando in via analogica l'articolo 184 del codice penale. Il giudice dell'esecuzione accoglie la richiesta e ne ordina la scarcerazione. Il Procuratore generale ricorre in Cassazione, ritenendo inapplicabile l'analogia. La Suprema Corte rigetta il ricorso, confermando che l'applicazione analogica a favore del reo è legittima. La ratio della norma, volta a compensare la maggiore afflittività dell'isolamento già subito, si applica a maggior ragione in caso di revoca dell'ergastolo per revisione.
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