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Criterio Del Più Probabile Che Non

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È lo standard di prova usato nei processi civili. Un fatto si considera provato se, sulla base delle prove, la sua esistenza è più probabile della sua inesistenza. È meno rigoroso della prova 'oltre ogni ragionevole dubbio' del processo penale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Appropriazione indebita: reato prescritto ma risarcimento dovuto
Un costruttore edile ha ricevuto da un'acquirente un assegno di oltre undicimila euro per pagare una differenza IVA all'Erario. Invece di versare la somma, l'uomo l'ha trattenuta per compensare debiti della propria società, causando all'acquirente una sanzione del fisco. Nonostante il reato di appropriazione indebita sia andato prescritto, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna del costruttore al risarcimento dei danni civili. I giudici hanno chiarito che, anche se il reato si estingue, il giudice penale deve valutare la responsabilità civile applicando le regole del diritto privato, basate sul principio della probabilità prevalente. Il ricorso del costruttore è stato dichiarato inammissibile, obbligandolo a risarcire i danni morali e materiali causati alla vittima.
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Risarcimento danni da reato prescritto: la lite stradale si paga
A seguito di una violenta lite stradale, l'Aggressore ferisce la Vittima. Nei gradi di giudizio, il reato di lesioni personali viene dichiarato estinto per prescrizione, ma il giudice d'appello conferma la condanna al risarcimento dei danni in favore della Vittima. L'Aggressore ricorre in Cassazione, sostenendo che la prescrizione escluda il risarcimento senza un autonomo accertamento civile. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Viene stabilito che, in caso di prescrizione del reato, il giudice penale deve comunque decidere sulla richiesta di risarcimento applicando le regole civili. Per l'illecito civile basta dimostrare che la responsabilità sia "più probabile che non", uno standard meno severo di quello penale. Di conseguenza, la condanna al risarcimento danni da reato prescritto viene confermata e l'Aggressore deve pagare anche le spese processuali.
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Reato Prescritto, Risarcimento Dovuto: Truffa e Danno Confermato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento del danno a carico di due soggetti, nonostante il reato di truffa fosse stato dichiarato estinto. Avevano indotto un fornitore a consegnare merce per oltre un milione di euro con la falsa promessa di una garanzia finanziaria. La sentenza stabilisce un principio fondamentale sul risarcimento del danno da reato prescritto: anche se l'azione penale si estingue, la responsabilità civile rimane. Il giudice deve valutare il fatto non più come reato, ma come illecito civile (art. 2043 c.c.), applicando il criterio probatorio del 'più probabile che non'. Di conseguenza, gli imputati, pur non subendo una condanna penale, devono risarcire interamente il danno patrimoniale causato alla vittima.
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Danno Ambientale: Azienda assolta se manca il nesso di causalità
La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento di una Pubblica Amministrazione contro un'Azienda per i costi di bonifica di siti industriali. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione del nesso di causalità danno ambientale. Nonostante l'Azienda avesse operato sui siti, l'inquinamento era avvenuto in un arco temporale di oltre un secolo, con il succedersi di diversi operatori. La Pubblica Amministrazione non è riuscita a provare quale specifica quota di inquinamento fosse attribuibile all'Azienda. Senza questa prova, secondo la Corte, non è possibile addebitare i costi, confermando che chi accusa deve fornire prove concrete secondo il criterio del 'più probabile che non'.
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Responsabilità Architetto: Errore Certo, Risarcimento Negato
La Cassazione ha negato il risarcimento a un cliente che aveva perso un finanziamento di 100.000 euro a causa dell'errore di due architetti. I professionisti avevano omesso di presentare dei documenti, causando l'archiviazione della pratica. Tuttavia, la Corte ha stabilito che la colpa del professionista non basta. Il cliente deve anche dimostrare, secondo il criterio del 'più probabile che non', che senza quell'errore avrebbe certamente ottenuto il risultato sperato. In questo caso, la presenza di altri ostacoli (come pareri negativi e costi aggiuntivi che il cliente non voleva sostenere) rendeva l'ottenimento del finanziamento incerto. Di conseguenza, è stata esclusa la responsabilità professionale architetto per mancanza di prova del nesso causale tra l'errore e il danno finale.
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Nesso di causalità appalto e prova del danno
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un committente, chiarendo che il nesso di causalità appalto non può essere presunto se sul bene sono intervenuti diversi soggetti tecnici. La pluralità di interventi rende impossibile attribuire con ragionevole probabilità il difetto all'attività di uno specifico appaltatore, escludendo così il risarcimento.
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