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Credito Risarcitorio

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il diritto di un soggetto a ricevere un indennizzo per un danno ingiusto subito a causa del comportamento illecito di un altro soggetto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Credito da Illecito in Confisca: La Cassazione Nega l’Ammissione
Una società in liquidazione ha cercato di far ammettere un **credito da illecito in confisca** di oltre 37 milioni di euro, derivante da sanzioni e interessi tributari e previdenziali, nel passivo di una procedura di confisca contro un ex amministratore accusato di bancarotta fraudolenta. Il Tribunale ha respinto la richiesta, sostenendo che il credito risarcitorio necessitava di un accertamento definitivo del reato penale, ancora in corso. La Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che il giudice della prevenzione ha un potere di verifica limitato e non può accertare autonomamente l'esistenza di un illecito complesso senza una pronuncia giudiziale definitiva o documenti giustificativi con data certa anteriore al sequestro.
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Estensione della confisca: il credito per danni non è automatico
La Corte di Cassazione ha stabilito che la confisca di prevenzione di un bene immobile non comporta l'automatica estensione della confisca al credito risarcitorio sorto in precedenza a favore del proprietario. Il caso riguardava un'azienda i cui immobili, occupati abusivamente da un Comune, erano stati confiscati. L'Agenzia per i beni confiscati pretendeva anche il relativo credito per i danni. La Corte ha negato questa possibilità, affermando che il diritto al risarcimento è autonomo rispetto al diritto di proprietà. Per essere confiscato, il credito deve essere oggetto di uno specifico provvedimento, non potendo essere assorbito dalla confisca del bene principale. L'Agenzia ha quindi perso la causa.
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Fallimento Holding di Fatto: Condannata Anche Senza Nome
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del fallimento di una holding di fatto e dei suoi soci. La vicenda nasce dall'azione del curatore di una società controllata, che ha chiesto il fallimento della holding 'occulta' per i gravi danni patrimoniali subiti a causa di una gestione abusiva. La Corte ha stabilito un principio chiave: il fallimento della holding di fatto è possibile anche se questa non ha mai agito spendendo il proprio nome. L'enorme debito derivante dal risarcimento del danno (ex art. 2497 c.c.) è sufficiente a dimostrare lo stato di insolvenza e a giustificare la dichiarazione di fallimento, esteso anche ai soci illimitatamente responsabili.
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Consegna parziale immobile: diritto alla restituzione
In un caso di locazione commerciale, una società ha ricevuto solo una parte dell'immobile pattuito, pur pagando il canone per intero. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10361/2024, ha stabilito che il conduttore non ha diritto a un risarcimento del danno, bensì a una restituzione della porzione di canone pagata e non goduta. La Corte ha specificato che tale importo non va calcolato sul valore di mercato della porzione mancante, ma deve essere proporzionale alla riduzione del godimento rispetto al canone contrattuale complessivo.
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Credito risarcitorio e fallimento: rinvio decisivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 8250/2024, ha rinviato a nuovo ruolo la decisione su un ricorso presentato dal fallimento di una società contro un'Autorità Portuale. La questione centrale riguarda l'ammissibilità al passivo del credito risarcitorio vantato dall'ente pubblico per l'invalidità di una polizza fideiussoria, mentre è ancora pendente un giudizio ordinario sulla nullità, annullamento o risoluzione del contratto d'appalto. La Corte ha ritenuto che la questione interferisca con altri casi simili già devoluti alla pubblica udienza, rendendo necessario attendere le relative decisioni per garantire uniformità di giudizio.
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Credito risarcitorio: è ammissibile in prededuzione?
La Corte di Cassazione esamina un caso complesso relativo a un credito risarcitorio richiesto da una società creditrice nei confronti di una procedura fallimentare, a causa di un presunto ritardo nella distribuzione delle somme ricavate dalla vendita di beni. Il Tribunale aveva ammesso il credito in prededuzione, considerandolo un danno sorto durante la gestione della procedura. La Cassazione, tuttavia, data la rilevanza della questione sulla proponibilità di tale domanda e sulla sua natura, ha ritenuto necessario un approfondimento in pubblica udienza, rinviando la causa a nuovo ruolo senza una decisione nel merito.
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Credito risarcitorio: la massa paga per i ritardi
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una società creditrice a ottenere un risarcimento per il ritardo con cui un fallimento ha gestito la liquidazione e il riparto delle somme. La sentenza stabilisce che il ritardo ingiustificato degli organi della procedura può generare un credito risarcitorio a carico della massa, da pagarsi in prededuzione. La decisione si fonda sul principio del giudicato interno, poiché il fallimento non aveva specificamente contestato in appello la qualificazione del danno come responsabilità extracontrattuale della massa fallimentare, rendendo tale punto non più riesaminabile.
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