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Credito Chirografario

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274 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Credito privilegiato: basta la causa, non la norma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32951/2024, chiarisce i requisiti per l'ammissione di un credito privilegiato al passivo fallimentare. Un Comune aveva chiesto l'ammissione in via privilegiata di un credito verso una società di riscossione fallita, ma il Tribunale lo aveva ammesso solo come chirografario per mancata 'specificazione del titolo del privilegio'. La Cassazione ha cassato la decisione, affermando che è sufficiente indicare la causa del credito (es. tributi non versati), spettando poi al giudice individuare la norma applicabile in base al principio 'iura novit curia'. Indicare la causa del credito è essenziale per il riconoscimento del credito privilegiato.
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Privilegio professionista: no se l’incarico è alla società
La Corte di Cassazione ha negato il riconoscimento del privilegio del professionista a una società cooperativa di ingegneria. La sentenza chiarisce che, per ottenere la prelazione, è necessario dimostrare che l'incarico sia stato conferito 'intuitus personae', ovvero a un singolo professionista scelto dal cliente, anche se formalmente il contratto è con la società. In assenza di questa prova, il credito è considerato chirografario e non privilegiato.
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Privilegio contributi TFR: no alla prelazione per l’ente
La Corte di Cassazione ha stabilito che i crediti di un ente di previdenza per omessi versamenti di contributi al fondo TFR da parte di un'azienda fallita non godono del privilegio previsto per le retribuzioni dei lavoratori. La Corte ha chiarito che il privilegio spetta solo ai crediti retributivi e alle somme pagate direttamente al lavoratore, non ai contributi dovuti all'ente gestore, che restano crediti chirografari. La decisione si basa su un'interpretazione restrittiva delle norme sui privilegi, che non possono essere applicate per analogia.
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Mutuo fondiario: la Cassazione conferma la validità
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che un mutuo fondiario concesso oltre il limite di finanziabilità legale (80% del valore dell'immobile) non è nullo. Basandosi su un precedente delle Sezioni Unite, la Corte ha chiarito che tale violazione non inficia la validità del contratto, ma comporta la sua riqualificazione in un mutuo ipotecario ordinario, privo dei privilegi speciali. La decisione rigetta il ricorso del curatore fallimentare che sosteneva la nullità del finanziamento, confermando così la validità del credito della società cessionaria, seppur declassato a ipotecario ordinario.
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Privilegio crediti enti pubblici: no se contrattuali
Un consorzio pubblico per la gestione dei rifiuti ha richiesto il riconoscimento del privilegio crediti per somme versate a una società di gestione di discariche, poi fallita, per servizi mai resi. La Corte di Cassazione ha negato tale privilegio, stabilendo che il credito, pur originato da fondi di natura tributaria (tassa sui rifiuti), assume natura contrattuale e restitutoria una volta versato come compenso. Di conseguenza, non gode della preferenza accordata ai crediti fiscali.
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Credito da evizione e fallimento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che il credito per la restituzione del prezzo, derivante dall'evizione di un immobile a causa di abusi edilizi, non è prededucibile nel fallimento della società venditrice. Anche se l'evizione si è perfezionata dopo la dichiarazione di fallimento, l'effetto risolutivo del contratto di vendita retroagisce al momento della stipula. Pertanto, il credito da evizione è considerato anteriore al fallimento e deve essere ammesso al passivo come chirografario.
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Credito in prededuzione: sì alle penali post-fallimento
Un Comune ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di una società di servizi per penali contrattuali. La Cassazione ha stabilito che le penali per inadempienze avvenute dopo l'apertura del fallimento, durante la prosecuzione del contratto, costituiscono un credito in prededuzione. Questa decisione si fonda sul principio che la procedura fallimentare, continuando il rapporto per trarne vantaggio, deve anche assumerne gli oneri, comprese le responsabilità per inadempimenti successivi.
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Privilegio Professionale: No a Studio Associato
Uno studio professionale si è visto negare il riconoscimento del privilegio professionale per crediti vantati verso una società fallita. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che se il compenso per la prestazione non è di pertinenza esclusiva del professionista che l'ha eseguita, ma viene ripartito tra tutti i soci secondo le quote, il credito assume natura imprenditoriale e perde il diritto alla prelazione.
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Credito incapiente nel piano del consumatore: le regole
Un istituto di credito si è opposto all'omologazione di un piano del consumatore che prevedeva il pagamento parziale di un mutuo ipotecario. La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi relativi alla durata del piano e al diritto di voto del creditore, ma ha accolto quello sul trattamento del credito incapiente. È stato stabilito che la parte del credito garantito che eccede il valore del bene ipotecato deve essere considerata come un credito chirografario e soddisfatta nella stessa misura degli altri crediti non privilegiati.
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Crediti in prededuzione: serve il subentro esplicito
Un fornitore di energia chiedeva il riconoscimento dei crediti in prededuzione verso un'impresa in amministrazione straordinaria. La Cassazione ha negato, stabilendo che, anche per servizi essenziali, la semplice continuazione della fornitura non basta: è necessaria una dichiarazione esplicita di subentro nel contratto da parte del commissario per qualificare i crediti anteriori come prededucibili.
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Correzione errore materiale: spese e valore causa
La Corte di Cassazione ha respinto un'istanza di correzione errore materiale relativa alla liquidazione delle spese legali. La Corte ha chiarito che se l'oggetto del ricorso è il rango di un credito (e non il suo ammontare), la causa è di valore indeterminato, giustificando l'applicazione di uno scaglione tariffario superiore. Inoltre, ha stabilito che nel procedimento di correzione non si liquidano le spese.
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Domanda di ammissione al passivo: modifica impossibile
Una società creditrice ha tentato di modificare la propria domanda di ammissione al passivo, inizialmente presentata come credito chirografario, per richiedere il riconoscimento di un privilegio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo il principio di immutabilità della domanda. La richiesta di privilegio costituisce una modifica della 'causa petendi' (la ragione della pretesa), non ammissibile dopo il deposito, anche se la modifica viene presentata prima dell'udienza di verifica. La Corte ha ribadito che la domanda, una volta depositata, cristallizza la pretesa del creditore.
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Credito privilegiato per TEE: la Cassazione decide
Un gestore di servizi energetici ha richiesto l'ammissione in via privilegiata di un credito derivante dalla revoca di Titoli di Efficienza Energetica (TEE) nel fallimento di una società. I tribunali di merito avevano negato il privilegio, classificando il credito come chirografario. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione sulla natura pubblica dei fondi TEE sufficientemente complessa da richiedere una trattazione in pubblica udienza, rinviando la decisione finale.
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Postergazione finanziamento soci: fornitura è prestito?
La Corte di Cassazione ha confermato che una fornitura di beni da parte di un socio di maggioranza a una società controllata in crisi finanziaria può essere riqualificata come un finanziamento. Di conseguenza, il credito derivante da tale fornitura è soggetto a postergazione finanziamento soci, ovvero viene rimborsato solo dopo tutti gli altri creditori. La Corte ha ritenuto che continuare a fornire merci senza richiedere il pagamento di debiti pregressi significativi equivale a sostenere finanziariamente la società, alterando la natura commerciale del rapporto.
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Domanda di rivendica: la prova rigorosa dei beni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società fornitrice che aveva presentato una domanda di rivendica per beni non pagati da un'azienda poi fallita. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale, sottolineando che la prova per la rivendica deve essere rigorosa e specifica: non basta dimostrare la presenza generica di imballaggi del fornitore nei magazzini dell'azienda fallita. È necessario identificare puntualmente e in modo inequivocabile i singoli beni oggetto della richiesta. L'ammissione di un credito IVA privilegiato su tali beni non costituisce prova sufficiente per l'accoglimento della domanda di rivendica.
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Atti di straordinaria amministrazione: il caso deciso
A una società di stampa è stato negato il carattere prededucibile del proprio credito nel fallimento di un'azienda cliente. La Cassazione ha confermato che la prosecuzione di un oneroso contratto di fornitura dopo la domanda di 'concordato con riserva' costituisce un atto di straordinaria amministrazione se non adeguatamente giustificato in funzione del piano di risanamento, rendendo il debito non privilegiato.
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Sostituzione immobile confiscato: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di un Giudice che rigettava la richiesta di sostituzione di un immobile confiscato con una somma di denaro. La richiesta è stata ritenuta inammissibile perché subordinata alla condizione, non prevista dalla legge, che l'immobile venisse restituito a una società terza, estranea al procedimento penale. Questa condizione è stata giudicata in contrasto con la sentenza definitiva di condanna.
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Interessi moratori commerciali: ammessi in fallimento
Una società in amministrazione straordinaria ha impugnato l'ammissione al passivo di un credito di un fornitore, contestando in particolare la debenza degli interessi moratori commerciali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: gli interessi moratori commerciali, previsti dal D.Lgs. 231/2002, maturati prima dell'apertura della procedura concorsuale, devono essere ammessi al passivo. La Corte ha inoltre respinto gli altri motivi relativi alla valutazione delle prove e alla liquidazione delle spese legali.
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Eccezione revocatoria nel sovraindebitamento: la Corte
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle procedure di liquidazione del patrimonio per sovraindebitamento, il liquidatore è legittimato a sollevare un'eccezione revocatoria per contestare un'ipoteca concessa a garanzia di un debito preesistente. La Corte ha rigettato il ricorso di una società creditrice, il cui credito ipotecario era stato declassato a chirografario, confermando che l'operazione di finanziamento era in realtà un modo per frodare gli altri creditori, garantendo una posizione di privilegio ingiustificata. L'uso dell'eccezione revocatoria è stato ritenuto un potere implicito del liquidatore, finalizzato a proteggere la parità di trattamento tra i creditori.
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Garanzia e privilegio: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società controllante presta una garanzia a favore di una committente per le obbligazioni della propria controllata. Quando la controllata fallisce nel pagare i propri dipendenti, la committente li paga e si surroga nei loro crediti, pretendendo di esercitare il relativo privilegio lavorativo anche nei confronti della garante. La Cassazione nega tale possibilità, affermando che il privilegio è legato alla causa del credito originario (lavoro) e non si estende al distinto credito derivante dal contratto di garanzia, che rimane chirografario.
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