LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Credito Chirografario

Pagina 14 di 14

274 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Credito prededucibile: non si trasferisce al fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito prededucibile sorto durante un'amministrazione giudiziaria antimafia non conserva automaticamente tale status privilegiato nel successivo fallimento dell'impresa. La Corte ha negato la cosiddetta "consecuzione" tra le due procedure, evidenziando le loro diverse finalità: la prima è una misura di prevenzione, la seconda una procedura concorsuale basata sull'insolvenza. Pertanto, la prededuzione, essendo una priorità processuale, cessa con la procedura in cui è nata.
Continua »
Prededuzione crediti: no tra procedure diverse
Una società fornitrice ha richiesto il riconoscimento della prededuzione per un credito maturato nei confronti di una grande impresa mentre questa era in amministrazione giudiziaria. Successivamente, l'impresa debitrice è entrata in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che non esiste continuità giuridica (consecuzione) tra una misura di prevenzione come l'amministrazione giudiziaria e una procedura concorsuale come l'amministrazione straordinaria. Di conseguenza, la prededuzione crediti, valida nella prima procedura, non si trasferisce automaticamente alla seconda.
Continua »
Polizza TFM fallimento: quando è capitale finanziario
Un ex amministratore rivendicava il diritto su una polizza TFM (Trattamento di Fine Mandato) dopo il fallimento della sua società. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito: il contratto non era una polizza vita impignorabile, ma un'operazione di capitalizzazione finanziaria. Di conseguenza, le somme sono state correttamente acquisite all'attivo fallimentare e il credito dell'amministratore è stato ammesso solo come chirografario. La sentenza sottolinea i limiti del sindacato della Cassazione sulla qualificazione del contratto operata nei gradi precedenti.
Continua »
Prededuzione crediti: no tra procedure diverse
Una società fornitrice ha richiesto il riconoscimento della prededuzione per un credito maturato durante l'amministrazione giudiziaria di un'azienda cliente, nell'ambito della successiva procedura di amministrazione straordinaria di quest'ultima. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che non esiste 'consecuzione' tra una misura di prevenzione (amministrazione giudiziaria) e una procedura concorsuale (amministrazione straordinaria), data la loro diversa natura e finalità. Di conseguenza, il diritto di prededuzione sorto nella prima procedura non può essere trasferito alla seconda.
Continua »
Opposizione stato passivo: prova del credito ipotecario
Un istituto di credito ha visto respingere il proprio ricorso per cassazione contro la mancata ammissione di un credito ipotecario al passivo fallimentare. La Corte Suprema ha ribadito che, nel giudizio di opposizione allo stato passivo, il creditore ha l'onere di produrre immediatamente tutti i documenti costitutivi del proprio diritto, come la nota di iscrizione ipotecaria, non potendo presentarli in una fase successiva del processo. La richiesta di una nuova valutazione delle prove documentali è stata dichiarata inammissibile.
Continua »
Crediti prededucibili: no dopo l’omologa del concordato
Una società fornitrice ha richiesto l'ammissione in prededuzione di un credito per merci vendute a un'altra impresa dopo l'omologazione del suo concordato preventivo in continuità. A seguito del fallimento di quest'ultima, sia il Tribunale che la Corte di Cassazione hanno respinto la richiesta. La Suprema Corte ha chiarito che i crediti prededucibili sono solo quelli sorti durante la procedura concorsuale, che si conclude con il decreto di omologazione. I crediti successivi, sorti nella fase esecutiva, non sono considerati 'funzionali' alla procedura stessa e vengono quindi ammessi solo come chirografari.
Continua »
Opposizione stato passivo: oneri di prova del creditore
Una professionista ricorre in Cassazione per il parziale accoglimento del suo credito in un fallimento. La Corte dichiara inammissibile il motivo relativo alla valutazione delle prove, per mancata specificità nell'indicazione dei documenti a sostegno della pretesa nell'atto di opposizione stato passivo. Accoglie, invece, il motivo sull'omessa pronuncia del Tribunale in merito agli interessi di mora, rinviando la causa per una nuova decisione su questo punto.
Continua »
Equa riparazione: diritto all’indennizzo anche per crediti piccoli
Alcune società creditrici in una procedura fallimentare durata oltre dieci anni hanno richiesto un'equa riparazione per l'eccessiva durata del processo. La Corte d'Appello aveva negato l'indennizzo, ritenendo i crediti di valore irrisorio. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che il diritto all'equa riparazione sussiste a prescindere dal valore del credito, purché non sia meramente bagatellare (sotto i 500 euro), e indipendentemente dalle concrete possibilità di recupero del credito stesso.
Continua »
Equa riparazione: quando il giudice può ridurla
Una società ha richiesto un'equa riparazione per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare. La Corte d'Appello ha liquidato un importo inferiore al minimo legale, motivando la decisione con la scarsa entità del credito e la solidità patrimoniale della società. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il giudice ha la discrezionalità di ridurre l'indennizzo per l'equa riparazione al di sotto della soglia minima prevista dalla legge, purché la decisione sia adeguatamente motivata dalle circostanze specifiche del caso. La locuzione "di regola" nella norma consente tale flessibilità.
Continua »
Privilegio crediti previdenza: le Sezioni Unite decidono
Un Ente Edile ha richiesto l'ammissione in via privilegiata, nel fallimento di una società, dei crediti per contributi non versati a un fondo di previdenza complementare. Il Tribunale ha respinto la richiesta, qualificando il credito come chirografario. La Corte di Cassazione, rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sulla natura (retributiva o previdenziale) di tali somme, ha ritenuto necessario rimettere la questione sul privilegio crediti previdenza alle Sezioni Unite per un pronunciamento definitivo.
Continua »
Responsabilità del liquidatore: guida al caso pratico
La Corte d'Appello conferma la condanna per responsabilità del liquidatore di una società. Il caso esamina atti di mala gestio, inclusa la vendita di quote a un prezzo inferiore al valore effettivo, la mancata riscossione del corrispettivo tramite una compensazione illegittima e l'esecuzione di pagamenti preferenziali. La sentenza chiarisce i criteri per la quantificazione del danno, limitandolo alla differenza tra il valore reale delle quote e il prezzo pattuito, escludendo il danno da mancata riscossione poiché la curatela non aveva provato l'impossibilità di recuperare il credito dagli acquirenti.
Continua »
Equa riparazione: indennizzo ridotto sotto il minimo
Una società si opponeva a un decreto che liquidava un'equa riparazione per la durata irragionevole di una procedura fallimentare in misura inferiore ai minimi di legge. La Corte d'Appello di Firenze ha respinto l'opposizione, stabilendo che il giudice può ridurre l'indennizzo al di sotto delle soglie standard previste dalla Legge Pinto. La decisione si basa su una valutazione equitativa che considera la natura del credito, il suo valore modesto e, soprattutto, la scarsissima aspettativa di recupero, ritenendo che tali fattori riducano il danno non patrimoniale (patema d'animo) subito dal creditore.
Continua »
Equa riparazione: risarcimento per processo troppo lungo
Una società creditrice ha ottenuto un'equa riparazione per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare. La Corte d'Appello ha riconosciuto che una durata di oltre 8 anni superava il limite ragionevole di 6 anni, liquidando un risarcimento di 800 euro per il ritardo di 2 anni. La Corte ha calcolato il danno sulla base di 400 euro per ogni anno di ritardo irragionevole, condannando il Ministero competente al pagamento.
Continua »
Revocatoria fallimentare: ipoteca su debito preesistente
Un istituto di credito ha concesso un finanziamento garantito da ipoteca a una società, successivamente fallita. Il Tribunale di Brescia ha applicato la revocatoria fallimentare, annullando la garanzia ipotecaria. La decisione si fonda sul fatto che il finanziamento non era "nuova finanza", ma un'operazione volta a garantire un debito preesistente e non garantito, violando così la parità di trattamento tra creditori. La banca ha quindi visto il proprio credito ammesso al passivo come semplice credito chirografario.
Continua »