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Costi Inesistenti

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Spese che un'azienda dichiara ma che in realtà non sono mai state sostenute o non sono legate a operazioni reali, usate per ridurre il carico fiscale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento Fiscale: Scudo non copre Costi Inesistenti
Un Contribuente ha impugnato un *accertamento fiscale* per II.DD. e IVA 2005, contestando l'invalidità dell'atto, la violazione del contraddittorio e l'irrilevanza dello *scudo fiscale*. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che lo *scudo fiscale* non preclude accertamenti su redditi non correlati ai capitali rimpatriati. Ha inoltre ribadito che l'onere di provare l'inerenza dei *costi inesistenti* spetta al contribuente, anche se l'eccezione sulla loro deducibilità fosse stata tardiva, nel merito era infondata per mancanza di prova.
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Disconoscimento Costi: Azienda vince contro Fisco su spese pubblicitarie
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un Consorzio il `disconoscimento costi` per presunte operazioni pubblicitarie inesistenti, recuperando IRES, IRAP e IVA. Il Consorzio ha impugnato l'avviso di accertamento, sostenendo l'effettività delle spese e la violazione del contraddittorio. La Commissione Tributaria Regionale ha parzialmente accolto il ricorso del Consorzio, riconoscendo alcune spese pubblicitarie ma disconoscendo altre legate a movimentazioni bancarie sospette. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la valutazione dei fatti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando la decisione del giudice di appello sulla prova delle operazioni. Il ricorso incidentale del Consorzio è stato assorbito.
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Costi Inesistenti: Nuove Allegazioni nel Processo Tributario Inammissibili
Un'Azienda ha contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate che disconosceva alcuni costi come inesistenti. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all'Agenzia, basandosi su un fatto nuovo (la mancanza di possesso dell'immobile da parte dell'Azienda al momento dei lavori) che l'Agenzia aveva introdotto solo in appello. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'introduzione di nuove allegazioni nel processo tributario da parte dell'Amministrazione finanziaria in appello è inammissibile se altera la base della pretesa originaria. Ha quindi annullato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame, limitatamente a questo punto.
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Costi inesistenti: quando la sponsorizzazione non è deducibile
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la dichiarazione di una società per l'anno 2007, recuperando a tassazione 250.000 euro di costi relativi a presunti servizi di sponsorizzazione. L'Agenzia ha ritenuto che si trattasse di operazioni oggettivamente inesistenti. La società ha fatto ricorso, ma la Commissione Tributaria Regionale ha confermato l'accertamento, giudicando i servizi fittizi sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, ribadendo che l'onere di provare l'effettività dei `costi inesistenti` spetta al contribuente, il quale non ha fornito prove idonee.
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Costi inesistenti: Agenzia Entrate vs Società, rinvio in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società che gestisce laboratori di analisi cliniche. L'Agenzia aveva contestato la deduzione di costi inesistenti per IRES e IRAP, relativi a fatture per operazioni ritenute oggettivamente non avvenute. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione alla società. La Cassazione, tuttavia, ha rinviato la causa a una sezione ordinaria per una trattazione congiunta con altri procedimenti simili già pendenti tra le stesse parti. La decisione non entra nel merito della questione dei costi inesistenti, ma evidenzia la necessità di un esame complessivo per questioni connesse.
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Costi inesistenti: Cassazione su onere della prova
Una società del settore commercio rottami si è vista contestare dall'Agenzia delle Entrate la deduzione di costi inesistenti per gli anni 2011 e 2012. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9907/2024, ha rigettato il ricorso della società fallita, stabilendo principi chiave sull'onere della prova. In particolare, ha chiarito che il contribuente che intende ottenere una riduzione dei ricavi a fronte di costi non deducibili perché fittizi, deve fornire la prova rigorosa che anche i ricavi corrispondenti siano inesistenti. Non sussiste alcun automatismo e la sola contestazione degli elementi presuntivi dell'Amministrazione non è sufficiente.
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