La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di trattenimento della corrispondenza detenuti emesso nei confronti di un soggetto ristretto in regime di alta sicurezza. Il caso riguardava una lettera e una fotografia contenenti riferimenti a soggetti non identificati, interpretati come potenziali messaggi occulti per la criminalità organizzata. La Suprema Corte ha chiarito che, sebbene l'art. 18-ter dell'ordinamento penitenziario non preveda un esplicito obbligo di motivazione, questo è immanente per il rispetto dell'art. 15 della Costituzione. La motivazione può essere sintetica ma deve poggiare su elementi concreti che facciano ragionevolmente dubitare della genuinità del contenuto della missiva, garantendo così l'equilibrio tra sicurezza pubblica e diritto alla segretezza delle comunicazioni.
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