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Corrispettivo A Corpo

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Modalità di pagamento in un contratto d'appalto in cui il prezzo è stabilito in una somma fissa e invariabile per l'intera opera, indipendentemente dalle quantità di lavoro o materiali effettivamente impiegati.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Corrispettivo a corpo: prezzo fisso anche con lavori a metà
Una società committente si accorda con un fornitore per il noleggio di ponteggi su tre cantieri, pattuendo un corrispettivo a corpo, cioè un prezzo fisso totale. Il fornitore, però, esegue solo una parte minima del lavoro. I giudici di merito, per calcolare il dovuto, trasformano illegittimamente il prezzo da 'a corpo' a 'a misura'. La Corte di Cassazione interviene e stabilisce un principio fondamentale: il corrispettivo a corpo non si tocca. Anche in caso di lavori parziali, il calcolo corretto si ottiene sottraendo dal prezzo fisso iniziale il valore dei lavori non eseguiti, senza snaturare l'accordo originale. La Committente vince il ricorso.
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Onere della prova: chi paga se il lavoro è incompleto?
Una società appaltatrice ha citato in giudizio un ente pubblico per ottenere il pagamento del corrispettivo di un contratto di servizi. L'ente ha eccepito il parziale inadempimento. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, ribadendo che l'onere della prova dell'esatto adempimento grava sull'appaltatore che agisce per il pagamento. Di conseguenza, la richiesta economica della società è stata notevolmente ridotta, in quanto non era riuscita a dimostrare di aver eseguito tutte le prestazioni pattuite. La Corte ha anche chiarito che, negli appalti pubblici, la mancata contestazione dei rapporti di avanzamento attività non equivale ad accettazione dell'opera, essendo necessario il collaudo formale.
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Prova testimoniale appalto: la Cassazione decide
Una società edile ha citato in giudizio un'immobiliare per il saldo di un contratto di appalto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che, basandosi sulla prova testimoniale, ha ritenuto valido un prezzo a corpo inferiore a quello richiesto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando come il contratto d'appalto non richieda la forma scritta e come la valutazione dell'ammissibilità e attendibilità della prova testimoniale appalto rientri nella discrezionalità del giudice di merito, se adeguatamente motivata.
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Variazioni appalto: quando la prova scritta non serve
Un committente si rifiutava di pagare lavori extra in un contratto d'appalto, sostenendo che le modifiche richiedessero un'autorizzazione scritta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che se le variazioni appalto sono richieste o concordate dal committente, l'appaltatore può provarle con ogni mezzo, inclusa la testimonianza, senza necessità di un atto scritto. La decisione distingue nettamente tra modifiche proposte dall'appaltatore (che richiedono forma scritta) e quelle volute dal committente.
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Lavori extracontrattuali: la prova in appalto
Una società committente si opponeva a un decreto ingiuntivo per il pagamento di lavori di ristrutturazione, contestando l'esistenza di lavori extracontrattuali. L'impresa appaltatrice, tramite domanda riconvenzionale, chiedeva il pagamento di un importo maggiore per le opere aggiuntive. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha rigettato il ricorso della committente, stabilendo che le prove, incluse le perizie e le pratiche edilizie, dimostravano una modifica sostanziale del progetto originario, legittimando la rideterminazione dell'intero compenso. Il caso evidenzia i limiti del sindacato della Cassazione sulla valutazione delle prove compiuta dai giudici di merito.
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Lavori extra-contratto: quando sono inclusi nel prezzo
Una società appaltatrice ha richiesto un compenso aggiuntivo per la realizzazione di muri di contenimento, ritenendoli lavori extra-contratto. Sia il lodo arbitrale che la Corte d'Appello hanno respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato tali decisioni, stabilendo che, nonostante non fossero esplicitamente menzionate, tali opere erano indispensabili e propedeutiche alla costruzione principale su terreni scoscesi, e quindi da considerarsi incluse nel corrispettivo pattuito "a corpo". La Cassazione ha valorizzato l'interpretazione del contratto che va oltre il dato letterale, considerando anche il comportamento successivo delle parti, come la mancata richiesta di un compenso extra da parte dell'appaltatrice durante l'esecuzione.
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Corrispettivo appalto a corpo: si ha diritto a un extra?
Una società ha richiesto un pagamento extra per servizi aggiuntivi in un appalto pubblico a corpo. La Corte d'Appello ha accolto la richiesta e la Cassazione ha confermato, rigettando il ricorso del committente. La sentenza stabilisce che una modifica sostanziale del servizio, anche con un corrispettivo appalto a corpo, giustifica un compenso ulteriore. Il ricorso è stato giudicato inammissibile e sanzionato come abuso del processo.
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