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Correzione Di Errore Materiale

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638 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Correzione errore materiale: rinvio invece di rigetto
La Corte di Cassazione, tramite un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale relativo a un suo precedente provvedimento. A causa di una svista, un ricorso era stato erroneamente rigettato, mentre avrebbe dovuto essere rinviato a una nuova udienza per un difetto procedurale. La Corte ha quindi annullato il rigetto e fissato una nuova data per la trattazione, applicando la procedura di correzione errore materiale.
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Interesse ad impugnare: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto ricorre contro un'ordinanza di correzione di errore materiale che, di fatto, lo favoriva eliminando la sua condanna al pagamento delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di interesse ad impugnare, poiché l'appellante non ha dimostrato quale concreto vantaggio avrebbe ottenuto dall'annullamento del provvedimento favorevole.
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Interesse a ricorrere: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza di correzione di un errore materiale in una sentenza, per mancanza di interesse a ricorrere. Il ricorrente non ha dimostrato alcun vantaggio pratico dalla correzione, rendendo la sua richiesta priva di un interesse concreto e giuridico, requisito essenziale per qualsiasi azione processuale.
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Appello tardivo: errore materiale non riapre i termini
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché presentato oltre i termini di legge. L'ordinanza sottolinea un principio fondamentale: la successiva correzione di un errore materiale nella sentenza impugnata non ha l'effetto di riaprire i termini per l'impugnazione. Il caso riguardava un appello tardivo proposto quasi tre mesi dopo la scadenza del termine perentorio, rendendo inevitabile la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Correzione errore materiale: non cambiare la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che, dopo aver erroneamente depositato una motivazione appartenente a un altro caso, aveva tentato di rimediare attraverso una procedura di correzione errore materiale. La Suprema Corte ha chiarito che tale procedura non può essere utilizzata per sostituire integralmente la motivazione, poiché ciò costituisce una modifica essenziale dell'atto e non un semplice emendamento.
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Correzione errore materiale: quando è possibile
Un ricorrente chiede la correzione errore materiale di un'ordinanza della Corte di Cassazione che lo aveva erroneamente condannato al pagamento delle spese legali a favore di una controparte non costituitasi in giudizio. La Corte accoglie parzialmente l'istanza, eliminando la condanna alle spese in quanto 'mera svista redazionale', ma rigetta le richieste relative al contributo unificato e al patrocinio a spese dello Stato, poiché non costituiscono errori materiali.
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Attribuzione spese legali: la correzione d’ufficio
La Corte di Cassazione ha corretto d'ufficio una propria ordinanza per un errore materiale, consistente nella mancata disposizione della attribuzione spese legali in favore del difensore dichiaratosi antistatario. L'ordinanza chiarisce che il procedimento di correzione ha natura amministrativa, pertanto non comporta una condanna alle spese per nessuna delle parti, in quanto non si configura una situazione di soccombenza.
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Correzione errore materiale: la Cassazione si corregge
La Corte di Cassazione interviene con una procedura di correzione errore materiale per emendare una precedente ordinanza. Nel dispositivo di una sentenza, la Corte aveva erroneamente indicato un ente previdenziale come beneficiario del pagamento delle spese legali, anziché la società di servizi idrici, reale controparte nel giudizio. Riconoscendo la svista come una mera disattenzione, la Corte ha ordinato la rettifica del provvedimento, sostituendo il nome del soggetto errato con quello corretto, senza disporre sulle spese per il procedimento di correzione.
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Correzione errore materiale: quando il nome è omesso
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per la correzione di un errore materiale, disponendo l'inserimento del nominativo di una parte omesso nell'epigrafe di una precedente sentenza. Il caso chiarisce che, data la natura amministrativa del procedimento, non è prevista la liquidazione delle spese legali, poiché non si configura una situazione di soccombenza tra le parti.
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Correzione errore materiale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza per la correzione di errore materiale perché il ricorrente non l'aveva notificata alla controparte. La decisione sottolinea che il rispetto del principio del contraddittorio è un requisito fondamentale, anche per consentire alla Corte di procedere d'ufficio alla correzione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un istituto di credito aveva presentato ricorso in Cassazione per la correzione di un'ordinanza, ma ha successivamente deciso di ritirarlo. La Corte Suprema ha accolto la rinuncia al ricorso e, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La Corte ha inoltre stabilito che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese, dato che le controparti non si erano costituite in giudizio e la natura del ricorso riguardava una correzione di errore materiale.
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Patrocinio a spese dello Stato: correzione errore costi
La Corte di Cassazione ha corretto un proprio precedente provvedimento che conteneva un errore materiale. L'ordinanza aveva erroneamente condannato la parte soccombente a pagare le spese processuali direttamente alla parte vincitrice, una curatela fallimentare, nonostante quest'ultima fosse stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato. La Corte ha ribadito che, per legge, in questi casi il pagamento deve essere eseguito a favore dello Stato. Di conseguenza, ha disposto la correzione del dispositivo, specificando che il versamento delle spese deve essere effettuato a favore dello Stato.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione accoglie un ricorso per correzione errore materiale presentato da un ente di riscossione. Una precedente ordinanza aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato. La Corte chiarisce che tale omissione costituisce un errore materiale sanabile con una procedura semplificata, senza necessità di un nuovo giudizio di impugnazione, garantendo una giustizia più rapida.
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Correzione errore materiale e distrazione spese legali
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omissione della distrazione delle spese in favore dell'avvocato che si è dichiarato antistatario costituisce una correzione errore materiale. Nel caso di specie, i legali di una società avevano ottenuto una sentenza favorevole con condanna alle spese per la controparte, ma il dispositivo non prevedeva il pagamento diretto in loro favore. La Corte ha accolto l'istanza di correzione, ordinando di modificare il provvedimento originale per includere tale attribuzione, chiarendo che si tratta di una mera svista e non di un errore di giudizio.
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Correzione errore materiale: l’ordinanza incompleta
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza di correzione errore materiale per emendare un proprio precedente provvedimento. Il caso nasce da una controversia di lavoro in cui una decisione, sebbene corretta nella sostanza, presentava una frase finale incompleta nella motivazione, creando ambiguità. La Corte chiarisce che la frase doveva intendersi come un richiamo ai principi di diritto già esposti nel corpo del testo, ristabilendo così la piena chiarezza e coerenza della decisione senza alterarne il contenuto.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese a favore dell'avvocato costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è un nuovo giudizio, ma la più rapida procedura di correzione, garantendo così al legale di ottenere un titolo esecutivo in tempi brevi. Il caso nasce dalla richiesta di un avvocato che, pur avendo richiesto la distrazione delle spese, non l'aveva vista disposta nel decreto che condannava la controparte al pagamento.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue il giudizio
Un cittadino aveva richiesto alla Corte di Cassazione la correzione di un errore materiale in una precedente sentenza. Tuttavia, prima della decisione, lo stesso cittadino ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte, prendendo atto della rinuncia rituale, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Non è stata emessa alcuna statuizione sulle spese legali, poiché le controparti non avevano svolto attività difensiva nel procedimento.
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Correzione errore materiale: spese legali dimenticate
La Corte di Cassazione, tramite una ordinanza per correzione errore materiale, ha integrato una precedente sentenza che aveva omesso di pronunciarsi sulla condanna alle spese processuali in favore di un controricorrente. Quest'ultimo, pur avendo resistito con successo al ricorso principale, non era stato menzionato nel dispositivo riguardo alle spese. La Corte ha chiarito che la compensazione delle spese disposta nella sentenza originaria riguardava unicamente il rapporto tra i ricorrenti principali e un altro ricorrente incidentale, e non il controricorrente vittorioso. Di conseguenza, ha corretto l'omissione condannando i ricorrenti principali a rifondere le spese al controricorrente, sanando così l'errore materiale.
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