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Correzione Di Errore Materiale — Anno 2022

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161 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Correzione Di Errore Materiale

Provvedimenti

Patrocinio a spese dello Stato: tariffe minime e ricorso perso
Un avvocato ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale di Firenze riguardante la liquidazione dei compensi per il patrocinio a spese dello Stato. Il legale lamentava l'applicazione dei minimi tariffari anziché dei valori medi e l'omessa liquidazione delle spese vive. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il giudice di merito non ha l'obbligo di motivare lo scostamento dai valori medi, purché rispetti i minimi tariffari di legge. Inoltre, l'omessa pronuncia sulle spese vive non può essere impugnata direttamente in Cassazione, ma deve essere risolta tramite la procedura di correzione di errore materiale. Di conseguenza, il legale perde il ricorso ed è condannato al pagamento del doppio del contributo unificato.
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Correzione di errore materiale: no alla confisca senza difesa
Il Giudice per le indagini preliminari aveva disposto, tramite la procedura di correzione di errore materiale, la confisca di oltre quattromila euro nei confronti de Il Cittadino, dopo che una precedente sentenza di patteggiamento aveva omesso qualsiasi decisione sui beni sequestrati. Il Cittadino ha impugnato il provvedimento ritenendolo abnorme. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la confisca non può essere disposta successivamente tramite la semplice correzione di errore materiale, poiché tale procedura è riservata solo a sviste meccaniche che non incidono sulla sostanza della decisione. L'omissione della confisca richiede invece l'attivazione di garanzie processuali e del contraddittorio. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato l'ordinanza di confisca senza rinvio, disponendo il dissequestro e la restituzione immediata della somma di denaro a Il Cittadino.
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Correzione di errore materiale: la forma blocca la giustizia
Un istituto di credito ha richiesto la correzione di errore materiale di una precedente ordinanza della Cassazione. L'ordinanza, pur avendo dato ragione all'istituto sulla competenza territoriale, lo aveva erroneamente condannato al pagamento delle spese. Tuttavia, l'istituto ha notificato la richiesta di correzione tramite posta elettronica certificata senza depositare l'attestazione di conformità delle ricevute di consegna e accettazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Senza la prova legale della notifica, infatti, il giudice non può esaminare la richiesta, anche se l'errore materiale appare evidente. Vince la parte intimata che non dovrà subire modifiche alla precedente decisione per via di questo vizio procedurale.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione corregge se stessa
L'Istituto Previdenziale ha richiesto la correzione di errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Il Collegio aveva erroneamente indicato la Corte d'appello di Lecce e la Corte d'appello di Bari come giudici del secondo grado e di rinvio, anziché la Corte d'appello di Roma. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'errore nell'individuazione del giudice di rinvio può essere corretto direttamente su istanza di parte se la corretta identità emerge chiaramente dalle motivazioni della decisione. Di conseguenza, ha disposto la sostituzione dei nomi dei tribunali errati con quello corretto di Roma.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge la propria svista
Il caso nasce dall'omissione della Corte di Cassazione che, in una precedente ordinanza favorevole a una società in liquidazione, aveva dimenticato di disporre la distrazione delle spese in favore del difensore, nonostante la sua espressa richiesta come antistatario. Le liquidatrici della società hanno quindi richiesto la correzione dell'errore. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non richiede un'impugnazione ordinaria, ma va risolta con il più rapido procedimento di correzione degli errori materiali. Di conseguenza, il dispositivo è stato corretto inserendo il diritto del difensore a ricevere direttamente il pagamento delle spese legali dall'ente impositore.
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Spese straordinarie di mantenimento: precetto senza nuova causa
Il Padre ha proposto ricorso contro La Madre contestando la validità dell'ordinanza di separazione come titolo esecutivo per il recupero delle spese scolastiche e mediche straordinarie anticipate per le figlie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che le spese straordinarie di mantenimento (scolastiche e mediche), se caratterizzate da ordinarietà e prevedibilità, integrano l'assegno periodico. Di conseguenza, il genitore che le anticipa può agire direttamente in via esecutiva per ottenere il rimborso della quota spettante all'altro coniuge, senza dover richiedere un nuovo provvedimento al giudice. Il Padre è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Correzione di errore materiale: Cassazione reinserisce le parti
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza per la correzione di errore materiale di una precedente sentenza penale. Nel provvedimento originario, i giudici avevano omesso di indicare le conclusioni scritte e i nomi di alcune parti civili regolarmente costituite, nonché dei loro difensori. La Suprema Corte, applicando le norme del codice di procedura penale, ha disposto l'integrazione del testo della sentenza, inserendo i dati mancanti nell'intestazione, nella motivazione e nel dispositivo, ristabilendo la corretta rappresentazione delle parti e disponendo la liquidazione delle spese in favore dei rispettivi difensori.
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Correzione di errore materiale: rinvio da penale a civile
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione di errore materiale presentata dall'Imputato. Nel dispositivo di una precedente sentenza penale, la Corte aveva erroneamente disposto il rinvio del processo davanti alla Corte d'Appello penale. In realtà, la decisione corretta prevedeva il rinvio davanti al giudice civile competente per valore in grado di appello. Rilevato il palese errore di trascrizione, i giudici di legittimità hanno modificato il testo del provvedimento, sostituendo la formula errata con quella corretta. Grazie a questa decisione, il procedimento prosegue ora nella corretta sede civile per la definizione delle questioni economiche e risarcitorie.
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Distrazione delle spese: la Cassazione rimedia alla dimenticanza
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per la correzione di un errore materiale in una precedente sentenza. Nel giudizio originario, un Ente Pubblico era stato condannato a pagare le spese legali a favore di un Istituto Religioso. Tuttavia, la sentenza aveva omesso di disporre la distrazione delle spese a favore del difensore dell'ente vincitore, che si era dichiarato antistatario. La Suprema Corte ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese si risolve con la procedura di correzione dell'errore materiale. Inoltre, la richiesta del difensore è valida anche senza una dichiarazione esplicita di aver anticipato le spese, poiché tale presupposto si considera implicitamente contenuto nella domanda stessa. Di conseguenza, la Corte ha integrato la sentenza disponendo il pagamento diretto all'avvocato.
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Correzione di errore materiale: recupero delle spese legali
Una società ha presentato ricorso per ottenere la correzione di errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Il giudice, pur avendo liquidato le spese di giudizio a carico della controparte, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del difensore della società, nonostante la sua espressa richiesta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, confermando che l'omessa indicazione della distrazione costituisce un errore materiale emendabile. Di conseguenza, ha corretto il provvedimento inserendo la formula di distrazione a favore dell'avvocato antistatario.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione ferma il giudizio
Una Cooperativa ha richiesto il pagamento di prestazioni socio-sanitarie all'Azienda Sanitaria Locale. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la causa è giunta in Cassazione. Il Consigliere relatore ha formulato una proposta di decisione che conteneva una evidente contraddizione interna: dichiarava l'infondatezza del ricorso ma richiamava principi favorevoli al suo accoglimento. Rilevato questo vizio, la Suprema Corte ha disposto la correzione di errore materiale della proposta, sostituendo la dicitura di "manifesta infondatezza" con quella di "manifesta fondatezza". Di conseguenza, la Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo per garantire il regolare contraddittorio tra le parti, consentendo loro di difendersi adeguatamente sulla base della proposta corretta.
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Correzione di errore materiale: un cognome errato viene corretto
Il Pubblico Ministero ha richiesto la correzione di errore materiale contenuta in una precedente sentenza della Corte di Cassazione. Nel documento originario, il cognome dell'imputato era stato erroneamente trascritto come "Morriconi" anziché "Moriconi", come invece risultava chiaramente dai certificati di nascita e di residenza allegati. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, ritenendo l'inesattezza un mero errore di battitura che non incide sul contenuto della decisione. Di conseguenza, i giudici hanno ordinato la rettifica del cognome nell'epigrafe della sentenza, ristabilendo la corretta identità del soggetto coinvolto e disponendo le necessarie annotazioni nei registri di cancelleria.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione cancella il refuso
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione di errore materiale in un procedimento penale che coinvolgeva Il Ricorrente. In una precedente decisione, la Corte aveva erroneamente indicato il Tribunale come giudice di rinvio competente ai sensi dell'articolo 324 del codice di procedura penale, nonostante il caso non riguardasse l'impugnazione di un provvedimento cautelare. Trattandosi di una svista puramente formale e non di un errore di giudizio, i giudici hanno applicato la procedura semplificata per eliminare la dicitura errata dal testo del provvedimento. La decisione ripristina la corretta formulazione del testo senza alterare la sostanza della decisione originaria.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione sblocca il rinvio
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza d'ufficio per la correzione di errore materiale contenuta nel dispositivo di una precedente udienza. Nel provvedimento originario, i giudici avevano omesso di indicare il rinvio della causa al giudice di merito dopo l'annullamento. Con questa ordinanza, la Suprema Corte corregge l'omissione inserendo espressamente il rinvio al Tribunale di Terni in diversa composizione per un nuovo giudizio. In questo modo, i ricorrenti vedono formalizzato il loro diritto a un nuovo esame della vicenda davanti al giudice territoriale competente, ripristinando la corretta prosecuzione del percorso giudiziario.
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Interesse ad impugnare: inutile il ricorso senza utilità pratica
Il Tribunale di sorveglianza correggeva, come errore materiale, l'omessa indicazione della durata di un permesso di necessità concesso a un detenuto per far visita al padre. Il detenuto ricorreva in Cassazione, sostenendo che la durata fosse un elemento essenziale non integrabile con la procedura di correzione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di interesse ad impugnare. La Corte ha chiarito che l'impugnazione penale richiede un interesse concreto e attuale volto a ottenere un vantaggio pratico o a rimuovere un danno reale. Poiché il detenuto aveva comunque ottenuto ed esercitato il beneficio, l'annullamento della correzione non gli avrebbe arrecato alcuna utilità concreta, non potendosi impugnare un provvedimento al solo fine di ottenerne l'astratta correttezza giuridica.
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Correzione di errore materiale: il TAR cede al Tribunale
L'Agenzia del Demanio ha richiesto la correzione di errore materiale di una precedente sentenza delle Sezioni Unite. La Corte aveva stabilito che la controversia sui canoni di concessione spettasse al giudice ordinario, ma nel dispositivo aveva erroneamente rimesso la causa al TAR Veneto anziché al Tribunale di Venezia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, disponendo la correzione del dispositivo e sostituendo il TAR Veneto con il Tribunale di Venezia, confermando così la giurisdizione del giudice ordinario per le questioni patrimoniali relative ai canoni concessori.
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Distrazione delle spese legali: la Cassazione corregge l’errore
Il Difensore Antistatario di un cittadino ha chiesto alla Corte di Cassazione di correggere una precedente ordinanza emessa contro la Pubblica Amministrazione. Il giudice aveva infatti dimenticato di disporre la distrazione delle spese legali a favore del professionista, nonostante l'esplicita richiesta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'omissione della distrazione delle spese legali costituisce un errore materiale rimediabile con la procedura di correzione semplificata. Di conseguenza, la Corte ha integrato la decisione precedente, disponendo il pagamento delle spese direttamente al difensore.
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Liquidazione delle spese processuali: unico compenso per due
Una società in liquidazione e il suo liquidatore, assistiti dallo stesso avvocato, ottengono una sentenza favorevole contro l'Amministrazione Finanziaria. La Cassazione condanna quest'ultima a pagare un compenso di diecimila euro per le spese di giudizio. I contribuenti chiedono la correzione del provvedimento, sostenendo che la somma spettasse a ciascuno singolarmente e non in modo cumulativo. La Suprema Corte rigetta il ricorso. Il principio stabilito prevede che, in caso di difesa comune di più parti con posizioni sovrapponibili, spetti una sola liquidazione delle spese processuali. La separazione dei compensi è ammessa solo se l'avvocato ha dovuto trattare questioni diverse per posizioni giuridiche non identiche. Di conseguenza, la decisione originaria resta valida e il compenso rimane unico.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge la dimenticanza
Il difensore dell'Ente di Riscossione ha richiesto la correzione di un'ordinanza della Corte di Cassazione che, pur avendo condannato il Contribuente al pagamento delle spese giudiziali, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore dello stesso avvocato, nonostante la richiesta formulata nel controricorso. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, confermando che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese si rimedia con la procedura di correzione degli errori materiali. Di conseguenza, il dispositivo è stato integrato disponendo il pagamento diretto delle spese al difensore antistatario.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione si corregge da sola
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione di errore materiale contenuta in una propria precedente ordinanza. Nel provvedimento originario era stato inserito per sbaglio il nome di un magistrato al posto di un altro che aveva effettivamente partecipato alla decisione in camera di consiglio. Rilevato lo scambio di persona dai documenti interni, la Suprema Corte ha ordinato la sostituzione del nominativo errato con quello corretto e ha incaricato la cancelleria di effettuare le necessarie annotazioni formali. Il procedimento si è concluso con la correzione formale dell'atto, ripristinando la verità storica della composizione del collegio giudicante.
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