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Correzione Di Errore Materiale — Anno 2022

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161 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Correzione Di Errore Materiale

Provvedimenti

Correzione di errore materiale: magistrato errato nell’atto
La Corte di Cassazione ha riscontrato una svista nella composizione formale indicata nell'intestazione di una propria precedente ordinanza. Nello specifico, il documento riportava erroneamente il nominativo di un magistrato che non aveva preso parte alla decisione, omettendo il giudice effettivamente presente. I magistrati supremi hanno attivato il procedimento di correzione di errore materiale d'ufficio. La Corte ha stabilito che la semplice svista formale nell'intestazione non incide sul contenuto decisionale della causa, disponendo la rettifica del nome errato con quello corretto e ordinando alla cancelleria di annotare la modifica sul provvedimento originale.
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Correzione di errore materiale: nulla la decisione senza udienza
La Corte d'Appello ha integrato il dispositivo di una sentenza penale che dichiarava estinto il reato per prescrizione a favore dell'imputato. I giudici hanno aggiunto la conferma della falsità di una perizia tramite un provvedimento emesso senza convocare le parti. L'imputato ha impugnato la decisione denunciando la violazione del diritto di difesa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che la correzione di errore materiale richiede tassativamente la camera di consiglio partecipata qualora sussista un interesse concreto a discutere il punto. L'omessa notifica dell'udienza determina la nullità insanabile del provvedimento.
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Correzione di errore materiale per scambio di giudici
La Corte di Cassazione è intervenuta d'ufficio per rimediare a una svista presente in una propria precedente ordinanza emessa tra due società. Nel testo originale compariva nell'intestazione il nome di un magistrato diverso da quello che aveva effettivamente composto il collegio giudicante e deliberato la decisione. Il giudice di legittimità ha disposto la correzione di errore materiale inserendo il nominativo corretto nell'atto e ordinando alla cancelleria le dovute annotazioni, ripristinando la piena corrispondenza formale del provvedimento senza alterare la sostanza della pronuncia.
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Correzione di errore materiale: da 300 a 3000 euro di spese
L'Ente Previdenziale ha perso il ricorso contro il Cittadino. I giudici hanno condannato l'ente pubblico a pagare le spese legali. Tuttavia, nel testo depositato dell'ordinanza, l'importo dei compensi professionali indicava la cifra di euro 300 anziché euro 3.000, per una mera svista di battitura rispetto a quanto deciso in camera di consiglio. Il Cittadino ha quindi richiesto la correzione di errore materiale. La Suprema Corte ha verificato il verbale interno di udienza e ha accertato la discordanza dovuta a una svista di redazione. I giudici hanno accolto l'istanza e hanno rettificato ufficialmente la cifra a euro 3.000.
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Correzione di errore materiale: la data di nascita errata
La Suprema Corte ha affrontato il caso di uno scambio anagrafico contenuto nell'intestazione di un provvedimento penale. Un precedente provvedimento dei giudici di legittimità riportava infatti l'anno di nascita dell'imputato errato, indicando il 1983 al posto del 1993. Questo errore ripeteva un identico refuso già emerso e corretto nel giudizio di secondo grado. Il Collegio ha stabilito che la correzione di errore materiale può avvenire in modo diretto e immediato. Il vizio riguarda esclusivamente un dato anagrafico e non tocca la sostanza della decisione penale. I giudici hanno quindi ordinato la modifica formale dell'anno di nascita nel testo originale, incaricando la cancelleria di procedere alle annotazioni ufficiali.
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Vittoria con svista: la correzione errore materiale sulle spese
L'Ente di Riscossione ha ottenuto l'accoglimento del proprio ricorso con condanna del Contribuente al rimborso delle spese di lite. Il giudice ha tuttavia omesso di disporre il pagamento diretto dei compensi in favore dell'avvocato, nonostante la formale richiesta avanzata negli atti. L'Ente ha quindi avviato il procedimento di correzione errore materiale per integrare il provvedimento. La Suprema Corte ha verificato la presenza dell'istanza ritualmente depositata prima della camera di consiglio. I giudici hanno accolto la domanda e ordinato la correzione del dispositivo inserendo l'attribuzione diretta delle spese al difensore, senza applicare ulteriori oneri economici tra le parti.
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Esenzione spese di lite: la Cassazione cancella la condanna
Un cittadino ha agito contro l'ente previdenziale per una prestazione legata all'omologa del requisito sanitario. All'esito del giudizio di legittimità, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso e ha condannato il ricorrente a pagare le spese processuali. Il cittadino ha contestato la decisione, evidenziando di aver depositato nei gradi di merito una formale autocertificazione reddituale. Tale documento garantiva l'esenzione spese di lite. La Corte di Cassazione ha riqualificato l'istanza come correzione di errore materiale. I giudici hanno riconosciuto la totale fondatezza della richiesta, poiché la condanna economica derivava da una mera disattenzione materiale. Il Collegio ha quindi eliminato l'onere economico a carico del cittadino.
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Correzione di errore materiale tra Bari e Venezia
Una società ha promosso un ricorso davanti alla Suprema Corte nei confronti di un cittadino. Nel testo del provvedimento emesso, la cancelleria e i giudici hanno indicato per mera distrazione una sede territoriale diversa per la Corte territoriale di provenienza. Nello specifico, l'intestazione riportava la Corte d'Appello veneta anziché la reale Corte d'Appello pugliese che aveva originariamente trattato la controversia. Rilevata la palese discordanza documentale, è stata avviata la procedura per la correzione di errore materiale. I giudici di legittimità hanno accertato la natura documentale della svista. Di conseguenza, la Corte ha accolto la richiesta, ordinando la sostituzione del nome geografico errato con quello corretto e disponendo la relativa annotazione sull'atto originale.
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Riqualificazione dell’impugnazione: ricorso convertito in appello
La Procura della Repubblica ha presentato ricorso per cassazione contro una sentenza di non luogo a procedere emessa nei confronti di più imputati. La legge processuale impone l'appello e vieta il ricorso diretto in Cassazione in questi casi. La Suprema Corte ha inizialmente dichiarato inammissibile il ricorso senza disporre la trasmissione degli atti alla Corte di Appello. Rilevata la svista procedurale, i giudici di legittimità hanno corretto l'errore materiale. Il provvedimento errato è stato mutato da sentenza a ordinanza ed è stata disposta la riqualificazione dell'impugnazione con contestuale conversione dell'atto in atto di appello.
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Correzione di errore materiale e spese legali della parte civile
Una parte civile partecipa regolarmente al giudizio di legittimità depositando le proprie conclusioni scritte tramite il difensore. La Suprema Corte, nella stesura finale della decisione, compie una svista: inserisce l'ente tra le parti civili che non hanno presentato istanze, negando così il rimborso delle spese legali. L'associazione presenta quindi istanza per ottenere la correzione di errore materiale del provvedimento. La Corte di Cassazione accoglie la richiesta, riconoscendo la presenza delle conclusioni sia nel verbale sia nell'epigrafe dell'atto. Di conseguenza, i giudici modificano la motivazione e integrano il dispositivo, condannando gli imputati al pagamento delle spese di rappresentanza e difesa in favore dell'ente.
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Spese processuali del responsabile civile: soccombenza e limiti
Le Parti Civili richiedono la correzione di un presunto errore materiale in una decisione di Cassazione. Lamentano l'omessa condanna in solido dell'Ente (Responsabile Civile) al rimborso delle spese legali, dopo che il ricorso dell'Imputata è stato dichiarato inammissibile. La Corte Suprema dichiara l'istanza inammissibile. L'acquiescenza alla pronuncia precedente da parte del Responsabile Civile, che non ha presentato ricorso né sostenuto l'Imputata, esclude una sua soccombenza processuale. Pertanto, le spese processuali del responsabile civile non possono essere poste a carico dell'Ente rimasto estraneo all'impugnazione. L'unica parte obbligata a rifondere i costi di difesa resta l'Imputata. La Cassazione condanna le Parti Civili alle spese dell'istanza.
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Spese legali errate: correzione di errore materiale
La società creditrice ha ottenuto la vittoria in un giudizio davanti alla Corte di Cassazione, con la condanna della controparte al pagamento di 10.000 euro di compensi professionali, oltre a 200 euro per spese forfettarie. La società ha riscontrato un'evidente anomalia nel calcolo: la legge prevede infatti che il rimborso per spese generali sia automaticamente pari al 15% dei compensi (dunque 1.500 euro), salvo specifica motivazione del giudice. La parte creditrice ha quindi attivato la richiesta di correzione di errore materiale per ottenere la rettifica della cifra spettante. La Suprema Corte ha qualificato l'istanza come sollecitazione al rilievo d'ufficio e ha disposto il rinvio della causa per notificare la fissazione dell'udienza a tutte le parti costituite, garantendo così il pieno contraddittorio.
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Patrocinio a spese dello Stato: niente spese contro il Ministero
Un cittadino vince la causa contro un Ministero davanti alla Corte di Cassazione, ma l'ordinanza omette nel dispositivo la liquidazione delle spese legali, pur menzionandole nella motivazione. Il difensore del cittadino presenta quindi un'istanza per correggere l'errore materiale. La Suprema Corte rigetta l'istanza: il cittadino gode del patrocinio a spese dello Stato e l'avversario sconfitto è un'amministrazione statale. In tale situazione non può esserci condanna alle spese a favore dello Stato, poiché il compenso dell'avvocato deve essere liquidato separatamente dal giudice del merito. La Corte corregge d'ufficio i refusi motivazionali.
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Correzione di errore materiale: rettifica data di nascita
Il Pubblico Ministero ha segnalato uno sbaglio anagrafico presente negli atti processuali. La sentenza della Corte di Cassazione indicava infatti una data di nascita errata per Il Condannato. Il testo riportava il giorno 29 novembre 1947 invece del 20 settembre 1947. L'atto di nascita ufficiale ha confermato la reale data corretta. I Supremi Giudici hanno accolto l'istanza formale tramite la procedura di correzione di errore materiale. La Corte ha ordinato di rettificare formalmente l'intestazione del provvedimento giudiziario.
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Spese negate e correzione di errore materiale: decide la Cassazione
La Parte Civile ha depositato una memoria difensiva nel giudizio penale di legittimità per chiedere la declaratoria di inammissibilità del ricorso dell'imputata. La Corte di Cassazione ha deciso il ricorso ma non ha liquidato le spese legali in favore della persona offesa. Il difensore della Parte Civile ha quindi presentato istanza per ottenere la correzione di errore materiale della sentenza per omessa pronuncia sulle spese. I giudici supremi hanno respinto la richiesta. La Parte Civile non aveva inserito alcuna formale richiesta di condanna alle spese nei propri atti difensivi. La legge processuale impedisce al giudice di liquidare le spese d'ufficio senza una domanda espressa della parte interessata. La Corte ha quindi rigettato l'istanza e condannato la Parte Civile alle spese del procedimento.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione sana il refuso
La Suprema Corte di Cassazione è intervenuta d'ufficio per disporre la correzione di errore materiale presente in una propria precedente ordinanza. Nello specifico, nell'intestazione del provvedimento emesso nella causa tra una cittadina e un ente locale, era stato inserito per mera svista il nome di un magistrato al posto del componente effettivo del collegio giudicante. I giudici di legittimità hanno accertato la divergenza tra i membri che hanno deliberato l'atto e quelli indicati nel testo formale. Di conseguenza, la Corte ha ordinato di rettificare il nominativo errato con quello corretto, incaricando la cancelleria di eseguire le dovute annotazioni sull'originale senza alterare la sostanza della decisione.
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Correzione di errore materiale e conferma della condanna penale
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato condannato in appello. All'esito dell'udienza, i giudici hanno riqualificato il fatto contestato e hanno confermato definitivamente la responsabilità penale. Hanno quindi disposto la trasmissione degli atti a una diversa sezione della Corte d'Appello per ricalcolare la sanzione. Nel redigere il dispositivo inserito nel ruolo di udienza, tuttavia, la cancelleria e il collegio hanno omesso per una mera svista la formula finale di rigetto parziale. Rilevata la lacuna formale, la Suprema Corte è intervenuta d'ufficio per disporre la correzione di errore materiale, integrando il testo con le parole di rigetto del ricorso per la parte restante.
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Vittoria senza distrazione delle spese: la Cassazione corregge
Una società vince una controversia contro l'ente impositore, ma l'ordinanza finale omette di disporre la distrazione delle spese a favore del proprio avvocato. Il difensore aveva formalmente dichiarato di aver anticipato i costi e non riscosso gli onorari professionali. La società promuove quindi un ricorso per correzione di errore materiale dinanzi alla Suprema Corte. I giudici di legittimità accolgono la richiesta e precisano che la mancata pronuncia sulla distrazione delle spese non esige un nuovo grado di impugnazione, ma si risolve con il semplice procedimento di correzione materiale. Tale soluzione tutela la ragionevole durata del processo e assicura al professionista un titolo esecutivo celere ed efficace.
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Spese legali e correzione errore materiale: la decisione
La Corte di Cassazione aveva definito un giudizio tra una cittadina e l'ente di riscossione. Nel provvedimento finale, i giudici avevano disposto la distrazione delle spese di lite a favore del difensore della donna. Tuttavia, il legale non aveva mai formulato tale richiesta, chiedendo unicamente la liquidazione in favore della propria assistita. Lo stesso avvocato ha quindi promosso il procedimento di correzione errore materiale per rettificare il testo dell'ordinanza. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, stabilendo che l'assegnazione diretta dei compensi al difensore senza apposita istanza costituisce una mera svista formale. Di conseguenza, i giudici hanno rettificato il dispositivo, assegnando formalmente le somme alla cittadina.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione rettifica la sede
Una cittadina ottiene l'accoglimento del proprio ricorso contro l'ente di previdenza davanti ai giudici di legittimità. Nella motivazione della decisione, i magistrati stabiliscono il rinvio del processo allo stesso organo giudiziario territoriale di secondo grado di origine. Tuttavia, nella formula dispositiva finale compare per sbaglio il nome di un tribunale differente. La cittadina presenta istanza per correzione di errore materiale evidenziando la discordanza tra il testo argomentativo e la chiusura formale del provvedimento. La Suprema Corte accoglie pienamente la domanda, confermando che la mancata concordanza tra motivazione e dispositivo costituisce una mera svista redazionale. Di conseguenza, il collegio corregge ufficialmente il testo sostituendo l'indicazione errata con la sede corretta.
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