Un cittadino straniero ha impugnato il decreto con cui il Giudice di Pace ha prorogato il suo trattenimento in un Centro di Permanenza per i Rimpatri. Il ricorrente lamentava il superamento del termine di quarantotto ore per la decisione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della procedura. I giudici hanno chiarito che la convalida del trattenimento deve rispettare il doppio termine di quarantotto ore più quarantotto ore (per un totale massimo di novantasei ore) dall'adozione del provvedimento iniziale. Nel caso specifico, la decisione è intervenuta entro le novantaquattro ore, rispettando i limiti di legge. Inoltre, la Corte ha ritenuto congrua la motivazione sulla pericolosità sociale del ricorrente, prevalente rispetto ai suoi legami familiari in Italia.
Continua »