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Contumace

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765 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Liquidazione spese processuali: calcolo in cause riunite
Un gruppo di dipendenti ha impugnato la sentenza di primo grado unicamente sulla quantificazione delle spese legali, ritenuta inferiore ai minimi tariffari. L'appello verteva sulla corretta liquidazione spese processuali in seguito alla riunione di più cause individuali solo nella fase finale del giudizio. La Corte d'Appello ha accolto il ricorso, stabilendo che le fasi antecedenti alla riunione devono essere liquidate autonomamente per ciascuna parte, riformando così l'importo dovuto e affermando un importante principio sul calcolo dei compensi legali.
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Inadempimento contratto di fornitura: no danni se è in corso
Un fornitore di bevande ha citato in giudizio un cliente per inadempimento di un contratto di fornitura, chiedendo un risarcimento danni per il mancato acquisto di una quantità minima di prodotti. Il Tribunale ha respinto la domanda, poiché il contratto era ancora in vigore e il termine per l'adempimento non era ancora scaduto. La richiesta di risarcimento è stata quindi considerata prematura, dato che il cliente aveva ancora tempo per onorare i suoi obblighi contrattuali.
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Termine opposizione avviso addebito: le conseguenze
Un contribuente ha opposto un avviso di addebito per contributi previdenziali ben oltre il termine perentorio di 40 giorni. Il Tribunale aveva inizialmente accolto l'opposizione per prescrizione del credito. La Corte d'Appello ha riformato la decisione, dichiarando l'opposizione inammissibile. Il mancato rispetto del termine opposizione avviso addebito rende il credito definitivo e non più contestabile nel merito, neanche per prescrizione.
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Contributi gestione separata: obbligo per avvocati
La Corte d'Appello di Cagliari ha stabilito che un avvocato, pur versando il contributo integrativo alla propria cassa professionale, è tenuto a iscriversi e a versare i contributi alla Gestione Separata se non paga il contributo soggettivo. La decisione si fonda sul principio di universalizzazione della tutela previdenziale, poiché il contributo integrativo ha natura solidaristica e non crea una posizione pensionistica individuale. Di conseguenza, per i redditi non coperti da contribuzione soggettiva, scatta l'obbligo dei contributi gestione separata.
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Appello tardivo: quando la scusa non regge in Corte
Una locatrice impugna una sentenza che la condanna a risarcire l'ex conduttrice, sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica del processo a causa di una cassetta postale rotta. La Corte d'Appello dichiara l'appello tardivo inammissibile, ritenendo la scusa infondata. Le prove hanno dimostrato che l'avvocato della locatrice aveva consultato il fascicolo telematico mesi prima, attestando la conoscenza della sentenza. La Corte ha inoltre condannato la locatrice per lite temeraria a causa della palese infondatezza del ricorso.
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Anzianità di servizio: vale il contratto a termine?
La Corte d'Appello ha stabilito che l'anzianità di servizio maturata durante un contratto a termine deve essere pienamente riconosciuta ai fini di una progressione di carriera, anche se il rapporto a termine si è concluso prima dell'entrata in vigore della Direttiva 99/70/CE. La mancata valutazione di tale periodo costituisce una discriminazione illegittima.
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Responsabilità intermediario finanziario: quando paga?
Una sentenza della Corte d'Appello chiarisce i limiti della responsabilità dell'intermediario finanziario per le condotte illecite del promotore. Nel caso esaminato, la banca è stata assolta perché i risparmiatori non hanno provato il 'nesso di occasionalità necessaria' tra l'illecito e le mansioni del promotore. Decisivo è stato il fatto che parte delle somme fosse stata versata tramite assegni intestati a terzi, interrompendo così il legame di causalità con l'operato della banca.
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Locazione operativa: risoluzione e penale per canoni non pagati
Una società che aveva preso in locazione operativa attrezzature per la ristorazione non ha pagato i canoni pattuiti. Il Tribunale ha dichiarato risolto il contratto, condannando l'azienda alla restituzione immediata dei beni e al pagamento di oltre 12.000 euro, comprensivi di canoni insoluti, spese e una pesante penale. La decisione si fonda sull'efficacia della clausola risolutiva espressa e sulla mancata contestazione da parte della società inadempiente.
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Accollo di debito: la liberazione del debitore
Un debitore si oppone a un decreto ingiuntivo per una provvigione immobiliare, sostenendo che un terzo si era assunto il debito tramite un accollo. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, confermando la responsabilità solidale del debitore originario, poiché il creditore non aveva mai acconsentito espressamente alla sua liberazione. La sentenza chiarisce inoltre la nullità della chiamata in causa del terzo effettuata senza la preventiva autorizzazione del giudice nel rito di opposizione.
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Responsabilità medica odontoiatra: il risarcimento
Un paziente cita in giudizio il proprio dentista per un intervento di implantologia mal riuscito. Il Tribunale di Torino, basandosi su una perizia tecnica (CTU), accerta la responsabilità medica odontoiatra per l'inadeguata realizzazione delle protesi. Dispone la risoluzione parziale del contratto e condanna il professionista alla restituzione delle somme versate per le prestazioni incongrue, al risarcimento dei danni patrimoniali (spese mediche e correttive) e del danno morale per il disagio subito dal paziente.
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Sospensione servizi condominiali: quando è lecita?
Un condominio ha richiesto e ottenuto dal Tribunale un provvedimento d'urgenza per la sospensione dei servizi condominiali (riscaldamento e acqua) a un condomino moroso da oltre sei mesi. Data l'irreperibilità del proprietario e il fatto che l'immobile fosse disabitato, il giudice ha autorizzato l'amministratore ad accedere all'appartamento, con l'ausilio di un ufficiale giudiziario, per procedere materialmente al distacco delle forniture e impedire l'ulteriore aggravamento del debito a danno degli altri condomini.
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Liquidazione compenso perito: calcolo e criteri
Un perito si oppone al compenso liquidato dal Tribunale per un'attività di traduzione e trascrizione, ritenendolo inadeguato. Il giudice accoglie parzialmente l'opposizione, ridefinendo i criteri per la liquidazione compenso perito. La sentenza chiarisce che il calcolo deve basarsi sulle ore effettive di lavoro (vacazioni) e non sul termine concesso, aumentando significativamente l'importo da 88 euro a oltre 880 euro.
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Azione revocatoria: vendita tra coniugi inefficace
Una società creditrice ha agito in giudizio per far dichiarare inefficace la vendita di una quota immobiliare tra un debitore e il proprio coniuge. La vendita era avvenuta poco dopo la notifica di un decreto ingiuntivo. Il Tribunale ha accolto la domanda, ritenendo sussistenti i presupposti dell'azione revocatoria: il pregiudizio per il creditore (eventus damni) e la consapevolezza di tale pregiudizio da parte di entrambi i coniugi (scientia damni), desunta dal rapporto di coniugio e dalla stretta vicinanza temporale tra la notifica del debito e l'atto di compravendita.
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Liquidazione compensi avvocato: l’errore si corregge
Un avvocato omette per errore di richiedere i compensi per la fase delle indagini preliminari in un caso di patrocinio a spese dello Stato. Il GIP rigetta la successiva richiesta correttiva, ma il Tribunale di Torino accoglie l'opposizione. La sentenza stabilisce che una mera svista non costituisce rinuncia al diritto al compenso. Questo caso chiarisce che è possibile integrare una richiesta di liquidazione compensi avvocato se l'omissione è frutto di un errore palese e non di una volontà di rinuncia.
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Riservato dominio: riduzione della penale eccessiva
In una causa per inadempimento di un contratto preliminare di vendita di un chiosco con patto di riservato dominio, il Tribunale ha confermato la risoluzione del contratto a causa del mancato pagamento delle rate da parte dell'acquirente. Tuttavia, ha ridotto l'indennità che il venditore poteva trattenere dalle rate già pagate, ritenendo la clausola penale manifestamente eccessiva ai sensi dell'art. 1526 c.c. e bilanciando l'equità tra le parti. L'acquirente è stato condannato a restituire il bene e a pagare gli oneri tributari arretrati.
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Legittimazione attiva: appello inammissibile
Una società che agiva in giudizio come incorporante di un'altra non ha fornito la prova di tale fusione. La Corte d'Appello ha dichiarato l'appello inammissibile per difetto di legittimazione attiva, senza esaminare il merito della richiesta di pagamento di canoni di locazione, ritenuta prescritta in primo grado. La decisione sottolinea che chi agisce come successore di un altro soggetto deve provarne la qualità, se contestata.
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Protezione internazionale per fede religiosa: il caso
La Corte d'Appello di Roma ha concesso la protezione internazionale, nella forma dello status di rifugiato, a una cittadina cinese perseguitata nel suo paese d'origine per l'appartenenza alla Chiesa del Dio Onnipotente. La decisione ribalta un precedente diniego, conformandosi a un'ordinanza della Corte di Cassazione. Quest'ultima aveva censurato la precedente valutazione di non credibilità della richiedente e l'omesso esame delle fonti internazionali sulla persecuzione religiosa in Cina. La Corte ha ritenuto il racconto della donna, che include minacce, clandestinità e la fuga dal paese, dettagliato, coerente e riscontrato da numerosi rapporti sui diritti umani che confermano la repressione sistematica attuata dal governo cinese contro i gruppi religiosi non riconosciuti.
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Restituzione finanziamenti pubblici: la guida al caso
Un ente pubblico ha richiesto la restituzione di fondi indebitamente percepiti da un'associazione per progetti formativi. La Corte d'Appello, su rinvio della Cassazione, ha confermato l'obbligo di restituzione, chiarendo che la prescrizione per l'azione di restituzione finanziamenti pubblici decorre dalla verifica amministrativa finale e non dal pagamento. Una generica contestazione non basta a superare specifiche irregolarità contabili. La responsabilità del garante è stata invece esclusa perché la polizza non copriva tali irregolarità.
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Risarcimento docenti religione: la sentenza sul precariato
Un insegnante di religione cattolica ha ottenuto il risarcimento del danno per l'abusiva reiterazione di contratti a termine. Il Tribunale del Lavoro ha condannato l'amministrazione scolastica al pagamento di 4 mensilità, riconoscendo che il superamento del limite di 36 mesi su posti vacanti viola la normativa europea. Questa sentenza sul risarcimento docenti religione conferma l'orientamento della Cassazione, sanzionando il precariato nel settore pubblico.
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Accettazione tacita eredità: il caso del possesso
Un creditore ha agito in giudizio per far dichiarare l'accettazione tacita dell'eredità da parte del suo debitore. Quest'ultimo, vivendo nell'immobile ereditato senza redigere l'inventario, è stato considerato erede puro e semplice. Il Tribunale ha accolto la domanda, ordinando la trascrizione della sentenza per ristabilire la continuità dei registri immobiliari e consentire al creditore di procedere con il pignoramento.
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