LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Controricorrente

Pagina 54 di 40

12241 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Obbligazione ex lege ente locale e impegno di spesa
Un consorzio di riabilitazione ha citato in giudizio un Comune per il pagamento di servizi di trasporto per persone con disabilità, sostenendo che si trattasse di un'obbligazione ex lege. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso, stabilendo che anche una obbligazione ex lege a carico di un ente locale necessita del rispetto delle norme di contabilità pubblica. Per la validità del pagamento è indispensabile un formale impegno di spesa, in assenza del quale la responsabilità ricade sul funzionario che ha autorizzato la spesa e non sull'ente.
Continua »
Incompatibilità amministratore locale: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di presunta incompatibilità di un amministratore locale. Una consigliera comunale, dichiarata decaduta per aver intentato una causa contro il proprio Comune, viene reintegrata dalla Corte d'Appello. La Cassazione, pur dichiarando i ricorsi inammissibili per la fine del mandato elettorale, conferma nel merito la decisione d'appello: la lite era connessa all'esercizio del mandato e il Comune non è parte necessaria nel giudizio. Questo chiarisce i limiti dell'incompatibilità dell'amministratore locale.
Continua »
Incompatibilità consigliere comunale: quando è esclusa
Un consigliere comunale, dichiarato decaduto per incompatibilità a causa di una lite contro il Comune, viene reintegrato. La Cassazione chiarisce che l'incompatibilità consigliere comunale è esclusa se la controversia è connessa all'esercizio del mandato. Il ricorso finale è dichiarato inammissibile per cessata materia del contendere (fine mandato), ma la Corte, ai fini delle spese, conferma nel merito la decisione favorevole al consigliere, ribadendo che il Comune non è parte necessaria nel giudizio.
Continua »
Borse specializzandi medici: no a compensi maggiori
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzatisi tra il 1978 e il 1994, che chiedevano un risarcimento per l'inadeguata remunerazione ricevuta. La Corte ha stabilito che lo Stato italiano ha correttamente recepito le direttive comunitarie con il D.Lgs. 257/1991, istituendo borse specializzandi medici considerate adeguate. Il trattamento economico più favorevole introdotto dal D.Lgs. 368/1999 si applica solo dall'anno accademico 2006-2007 e non ha valore retroattivo. Inoltre, il diritto al risarcimento era comunque prescritto, essendo l'azione legale stata avviata nel 2016, ben oltre il termine decennale.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso accettata dalla controparte. Con l'ordinanza in esame, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, compensato le spese legali e escluso l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non si applica in caso di rinuncia.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: termini perentori
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso presentato da un'amministrazione statale contro una società energetica a causa del tardivo deposito dell'atto. La decisione riafferma il principio secondo cui il mancato rispetto dei termini perentori comporta una sanzione processuale rilevabile d'ufficio, che non può essere sanata dalla costituzione della controparte. Viene inoltre chiarito che le amministrazioni pubbliche sono esenti dal versamento del doppio del contributo unificato in caso di soccombenza.
Continua »
Cessazione materia del contendere: no al raddoppio
Un dipendente pubblico aveva avviato una causa contro un ente previdenziale per questioni di remunerazione. Durante il giudizio in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione materia del contendere, specificando che tale esito esclude l'obbligo del 'raddoppio del contributo unificato', in quanto non si tratta di un rigetto del ricorso ma di una risoluzione concordata della lite.
Continua »
Cessazione materia del contendere: accordo e spese
In una controversia tra un ente previdenziale e un professionista per la remunerazione di perizie, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere a seguito di un accordo transattivo tra le parti. La decisione sottolinea che tale esito, basato su un accordo, fa venir meno l'efficacia delle sentenze precedenti e, soprattutto, esclude l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità del ricorso.
Continua »
Sanzioni CONSOB: no alla legge più favorevole
Un membro del collegio sindacale di un istituto bancario, colpito da sanzioni CONSOB per omessa vigilanza, ha presentato ricorso in Cassazione invocando l'applicazione di una legge successiva più favorevole (lex mitior). La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che tali sanzioni amministrative non hanno natura penale e, pertanto, si applica la legge in vigore al momento della violazione (principio del tempus regit actum). È stata inoltre confermata la piena responsabilità personale del sindaco per le carenze organizzative della banca.
Continua »
Aiuti di Stato de minimis: il dovere di verifica
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un'impresa che chiedeva un rimborso fiscale come aiuto per i danni subiti da un sisma. La Corte ha stabilito che il giudice tributario non può limitarsi a negare il beneficio per mancata prova da parte del contribuente, ma ha il dovere di verificare attivamente se l'importo rientra nella soglia degli aiuti di Stato de minimis, come previsto dalla normativa europea. La sentenza precedente è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Contratto a progetto: quando si converte in subordinato
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto a progetto privo di un'indicazione specifica, determinata e autonoma dell'oggetto, che si risolve invece nello svolgimento di mansioni ordinarie dell'azienda, deve essere convertito in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Nel caso specifico, un'operatrice di call center si è vista riconoscere la natura subordinata del suo rapporto, sebbene la durata dello stesso sia stata limitata al periodo da lei richiesto in sede di ricorso iniziale, riformando parzialmente la decisione della Corte d'Appello che non aveva considerato tale limite temporale.
Continua »
Composizione del giudice: nullità della decisione errata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza in materia di compensi professionali a un avvocato. La causa, che per legge doveva essere decisa da un collegio di giudici, è stata invece decisa da un giudice monocratico. Questo errore sulla composizione del giudice ha reso la decisione nulla, portando alla cassazione con rinvio per un nuovo giudizio davanti al Tribunale in corretta composizione collegiale.
Continua »
Dimidiazione compenso gratuito patrocinio: sì al taglio
Un avvocato aveva ottenuto un compenso per l'assistenza a un cliente con gratuito patrocinio in un caso di espulsione. Il tribunale di merito aveva escluso la riduzione del 50% della parcella. Il Ministero della Giustizia ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la **dimidiazione compenso gratuito patrocinio**, prevista dall'art. 130 del D.P.R. 115/2002, è una regola generale che si applica anche nei casi di ammissione automatica ("ex lege") al beneficio, dimezzando di conseguenza l'importo liquidato.
Continua »
Esenzione IRAP sindaco: onere della prova sull’uso
Un professionista, che svolge anche il ruolo di sindaco in società di capitali, ha richiesto il rimborso dell'IRAP versata sui compensi relativi a tale incarico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esenzione IRAP sindaco spetta solo se il contribuente fornisce la prova rigorosa che tale attività è stata svolta in modo del tutto separato e senza avvalersi della propria autonoma organizzazione professionale. L'incapacità di fornire tale prova determina l'assoggettamento a imposta.
Continua »
Impugnazione delibera condominiale: limiti e poteri
Una condomina ha tentato un'impugnazione delibera condominiale che approvava una transazione per chiudere una lite su spese di manutenzione. La ricorrente sosteneva che l'accordo le addebitasse costi ingiusti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'assemblea ha piena autonomia nel decidere su transazioni e che il controllo del giudice non può estendersi al merito della scelta, ma solo alla sua legittimità. Molti motivi del ricorso sono stati inoltre giudicati inammissibili per vizi procedurali.
Continua »
Incentivo all’esodo: no al rimborso IRPEF ridotto
Un contribuente ha richiesto il rimborso dell'IRPEF versata su un incentivo all'esodo, invocando una tassazione agevolata basata su un accordo aziendale antecedente alla modifica normativa del 2006 che ha abolito il beneficio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione della Commissione Tributaria Regionale. Secondo la Corte, il contribuente non ha fornito prove sufficienti a dimostrare che la cessazione del suo rapporto di lavoro fosse avvenuta in attuazione di un accordo con data certa anteriore al 4 luglio 2006, requisito indispensabile per l'applicazione della norma più favorevole.
Continua »
Giurisdizione controversie lavoro: il caso NATO
Un cittadino bosniaco, assunto localmente dal contingente militare italiano in Bosnia, ha promosso una causa per differenze retributive. La Corte di Cassazione ha confermato il difetto di giurisdizione dei tribunali italiani, stabilendo che per le controversie di lavoro di civili impiegati da forze NATO, la competenza spetta ai giudici dello Stato ospitante (Bosnia), in applicazione della Convenzione di Londra. Si tratta di un'importante pronuncia sulla giurisdizione nelle controversie di lavoro connesse a missioni internazionali.
Continua »
Ricorribilità in Cassazione: il caso dell’eredità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un erede contro l'ordinanza del Tribunale che approvava il rendiconto del curatore di un'eredità giacente. La Corte ha chiarito che tali provvedimenti, rientrando nella volontaria giurisdizione, mancano dei requisiti di decisorietà e definitività necessari per la ricorribilità in Cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., in quanto non risolvono in modo definitivo una controversia su diritti soggettivi.
Continua »
Decorrenza pensione: conta la domanda di computo
La Cassazione stabilisce che la decorrenza pensione, in caso di computo di contributi dalla gestione AGO alla Gestione separata, coincide con il primo giorno del mese successivo alla domanda di computo e non alla maturazione del diritto, poiché l'opzione richiede una richiesta esplicita.
Continua »
Prescrizione credito tributario: il caso all’esame
Una società richiedeva il rimborso di un credito IRPEG risalente agli anni '80. L'Amministrazione Finanziaria negava il rimborso eccependo la prescrizione del credito tributario. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione e rinviato la causa, in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino sulla questione se la legge consenta all'ente fiscale di rinunciare a far valere la prescrizione per crediti così datati.
Continua »