LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Controricorrente

Pagina 53 di 40

12241 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Notifica a società cancellata: il caso in Cassazione
Una società ottiene un rimborso IRAP ma viene cancellata dal registro imprese durante il contenzioso. L'Agenzia delle Entrate appella notificando l'atto alla società ormai estinta, e l'appello viene dichiarato inammissibile. In Cassazione, la Corte rileva la mancanza di atti processuali fondamentali (i verbali d'udienza) e, prima di decidere sulla corretta procedura di notifica a società cancellata, rinvia la causa ordinando l'acquisizione dei documenti mancanti.
Continua »
Trattenimento stranieri: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la convalida di un decreto di trattenimento. Il ricorso era basato su argomentazioni relative alla proroga del trattenimento, mentre il caso concreto riguardava un nuovo e autonomo provvedimento restrittivo emesso a seguito di un nuovo decreto di espulsione. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso devono essere aderenti alla situazione di fatto accertata, rendendo le doglianze sul tema della proroga non pertinenti e quindi inammissibili per il caso di un nuovo provvedimento di trattenimento stranieri.
Continua »
Revoca finanziamento pubblico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di un finanziamento pubblico concesso a una società. La decisione si fonda su gravi irregolarità, tra cui la rendicontazione di spese da una società collegata attraverso una fattura con data alterata e la mancata adozione di un sistema di contabilità separata. La Corte ha ritenuto che queste inadempienze, violando il principio di sostanza e le norme del bando, giustificassero pienamente il provvedimento di revoca, poiché impedivano la corretta verifica dell'impiego dei fondi e compromettevano il raggiungimento degli obiettivi del progetto finanziato.
Continua »
Onere della prova nel lavoro: la badante deve provare
Una lavoratrice domestica ha citato in giudizio il nipote della persona assistita per ottenere differenze retributive, sostenendo che fosse il suo datore di lavoro o erede. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il motivo principale è che la lavoratrice non ha soddisfatto l'onere della prova, non riuscendo a dimostrare che il convenuto fosse effettivamente il soggetto obbligato al pagamento, al di là della semplice prestazione lavorativa.
Continua »
Notificazione ricorso: errore? La Cassazione ordina
Una società, in qualità di custode giudiziario, ha proposto ricorso in Cassazione per ottenere un compenso maggiore. Tuttavia, ha commesso un errore nella notificazione del ricorso, non notificandolo alla Procura della Repubblica, parte necessaria del processo. La Corte di Cassazione, anziché dichiarare inammissibile il ricorso, ha ordinato alla società di sanare il vizio entro 60 giorni, garantendo così il diritto di difesa di tutte le parti.
Continua »
Giudizio di ottemperanza: vietato il bis per lo stesso
Un contribuente, dopo la chiusura di un primo procedimento di esecuzione forzata, ne ha avviato un secondo per ottenere il pagamento di un rimborso fiscale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile questa seconda azione, stabilendo che un giudizio di ottemperanza non può essere ripetuto per lo stesso titolo esecutivo, in applicazione del principio del 'ne bis in idem'. La conclusione del primo procedimento esaurisce la possibilità di agire nuovamente.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario relativo a un rimborso IRPEF. La causa, giunta in Cassazione dopo due sentenze favorevoli al contribuente, si è conclusa non con una decisione di merito, ma a seguito della richiesta di definizione agevolata della controversia presentata dall'Amministrazione Finanziaria, che ha saldato la pendenza secondo la normativa vigente.
Continua »
Trasferimento ramo d’azienda: quando è legittimo?
Un gruppo di dipendenti ha contestato la cessione del loro contratto di lavoro da una società di telecomunicazioni a una di servizi tecnologici, considerandola un illegittimo trasferimento ramo d'azienda. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Corte ha ribadito che la valutazione dell'autonomia funzionale e della preesistenza del ramo ceduto è un accertamento di fatto riservato ai giudici dei gradi inferiori, non riesaminabile in sede di legittimità se non per vizi specifici. La decisione è stata ritenuta ben motivata e coerente con la normativa vigente.
Continua »
Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
Un lavoratore ha citato in giudizio un'azienda di trasporti per ottenere il riconoscimento del periodo di apprendistato ai fini dell'anzianità di servizio. L'azienda si è difesa sostenendo che il diritto fosse estinto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione crediti di lavoro rimane sospesa per tutta la durata del rapporto, in quanto anche dopo le riforme del 2012 e 2015 il lavoratore non gode di una stabilità reale che lo metta al riparo dal timore di ritorsioni. Di conseguenza, il diritto del lavoratore è stato pienamente riconosciuto.
Continua »
Licenza NCC e accesso ZTL: la Cassazione chiarisce
Un consorzio di servizi di trasporto privato ha ricevuto sanzioni per accesso non autorizzato a zone a traffico limitato (ZTL). La società ha contestato le multe, sostenendo di avere diritto al transito grazie alla sua attività. La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la validità della licenza NCC deve essere verificata al momento esatto dell'infrazione. Nel caso specifico, la licenza non solo è stata rilasciata mesi dopo i fatti, ma era anche intestata a un soggetto diverso dal consorzio. La Corte ha inoltre rigettato le eccezioni procedurali relative alla firma e alla delega del viceprefetto.
Continua »
Estinzione processo: rinuncia al ricorso in Cassazione
In un caso di differenze retributive, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte della parte ricorrente, accettata dalla controparte. La Corte ha chiarito che in caso di estinzione del processo non sono dovute né le spese legali né il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
Continua »
Licenziamento condizionato: quando è valido?
Una lavoratrice impugna un secondo licenziamento condizionato, sostenendo che avesse revocato il primo. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando la validità del primo licenziamento, regolarmente notificato tramite 'compiuta giacenza'. La sentenza chiarisce che il secondo licenziamento, subordinato a una condizione, era privo di effetti.
Continua »
Giudicato esterno e reintegra: le eccezioni vanno fatte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda che si opponeva al pagamento di retribuzioni a un lavoratore, la cui reintegra era stata ordinata da una sentenza passata in giudicato. L'azienda sosteneva l'incompatibilità tra la reintegra e la pensione percepita dal lavoratore. La Corte ha stabilito che tale eccezione doveva essere sollevata nel giudizio precedente e che l'efficacia del giudicato esterno preclude la possibilità di ridiscutere la questione, coprendo sia quanto dedotto sia quanto deducibile.
Continua »
Inammissibilità ricorso: l’effetto della sanatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un ente previdenziale contro un'imprenditrice agricola. Durante il processo, l'imprenditrice ha aderito a una definizione agevolata dei crediti (sanatoria), estinguendo il debito contributivo oggetto della causa. Ciò ha determinato una sopravvenuta carenza d'interesse da parte dell'ente a proseguire il giudizio, rendendo il ricorso inammissibile.
Continua »
Notifica PEC nulla: quando è sanabile? Cassazione
Un'Amministrazione pubblica ha notificato un appello tramite PEC, ma gli allegati erano vuoti. La Corte d'Appello ha dichiarato l'appello improcedibile, qualificando il vizio come 'inesistenza' insanabile. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che se il corpo del messaggio PEC contiene gli elementi essenziali (parti, oggetto della notifica), il vizio è una 'notifica PEC nulla', che è sanabile. Il caso è stato quindi rinviato per essere giudicato nel merito.
Continua »
Revocazione ordinanza Cassazione: rinvio a udienza
Una società ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto sulla data di definitività di un avviso di accertamento. Tale errore avrebbe inciso sulla prescrizione del debito tributario. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione complessa e di rilevanza nomofilattica, in particolare per l'ammissibilità di una definizione agevolata in sede di revocazione, e ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita. La decisione sulla revocazione ordinanza cassazione è quindi posticipata.
Continua »
Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei crediti di lavoro, come le differenze retributive, inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto e non durante il suo svolgimento. Questa decisione si basa sulla constatazione che le riforme del lavoro, a partire dal 2012, non garantiscono una stabilità reale del posto, esponendo il lavoratore a un potenziale 'metus' (timore) nel far valere i propri diritti. Di conseguenza, il ricorso di una società di trasporti, che sosteneva l'avvenuta prescrizione del diritto di un dipendente al riconoscimento dell'anzianità maturata in apprendistato, è stato respinto.
Continua »
Notifica atto di citazione: quando è valida?
Una controversia sulla divisione di un'eredità si è incentrata sulla validità della notifica dell'atto di citazione a un indirizzo diverso da quello anagrafico. La Corte d'Appello ha ritenuto la notifica valida, basandosi su prove che dimostravano la coincidenza tra il luogo di notifica e la residenza effettiva della destinataria. Il procedimento in Cassazione si è poi concluso con una declaratoria di estinzione del giudizio a seguito di rinuncia al ricorso.
Continua »
Tassazione separata: no per addetti alla riscossione
Un ex dipendente di un istituto bancario, addetto alla riscossione tributi, ha richiesto il rimborso di imposte ritenendo di aver diritto al regime di tassazione separata per le somme ricevute da un fondo di solidarietà. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo che tale beneficio fiscale è previsto esclusivamente per i lavoratori del settore del credito e non può essere esteso a quelli del settore della riscossione. Di conseguenza, tali somme devono essere soggette a tassazione ordinaria.
Continua »
Termini impugnazione rito Fornero: la Cassazione
Un dipendente pubblico ha impugnato il proprio licenziamento. Il processo si è svolto con il rito Fornero e l'appello è stato dichiarato inammissibile perché tardivo. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che i termini di impugnazione del rito Fornero (30 giorni) devono essere rispettati anche se il rito è stato applicato erroneamente, in virtù del principio dell'ultrattività del rito.
Continua »