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Controricorrente

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12241 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Cessazione materia del contendere: effetti sul giudizio
Un ex dipendente pubblico contesta le trattenute sullo stipendio effettuate dall'ente previdenziale. Durante il giudizio in Cassazione, le parti raggiungono un accordo. La Corte dichiara la cessazione della materia del contendere, rendendo inefficaci le sentenze precedenti e chiudendo il caso sulla base della volontà delle parti.
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Correzione errore materiale: come si corregge?
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale in una propria sentenza. L'errore consisteva nella duplicazione dell'intero testo della decisione dopo la sottoscrizione dei giudici. Rilevato l'errore palese, la Corte ha disposto d'ufficio che la sentenza si consideri conclusa dopo la prima firma, eliminando di fatto la parte duplicata e ripristinando la corretta forma del documento senza alterarne il contenuto decisionale.
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Inammissibilità appello: limiti del ricorso Cassazione
Un correntista si è visto dichiarare l'inammissibilità dell'appello contro una decisione di primo grado in un contenzioso bancario. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 30637/2023, ha dichiarato a sua volta inammissibile il ricorso del correntista, chiarendo un punto fondamentale: l'ordinanza di inammissibilità dell'appello non può essere impugnata per motivi che riguardano il merito della causa, ma solo per specifici vizi procedurali dell'ordinanza stessa. Il ricorso avrebbe dovuto essere proposto contro la sentenza di primo grado.
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Cessazione materia contendere e accordo tra le parti
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in una disputa tra professionisti e un ente previdenziale, a seguito di un accordo di conciliazione. L'ordinanza chiarisce che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché l'accordo tra le parti sostituisce le precedenti decisioni giudiziarie.
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Cessazione materia del contendere: la Cassazione decide
Una controversia tra un ente previdenziale e un gruppo di suoi dipendenti, relativa alla restituzione di compensi, si è conclusa in Corte di Cassazione. Le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando la Corte a dichiarare la cessazione della materia del contendere. Questa decisione evidenzia come un accordo tra le parti possa risolvere una lite anche in fase di giudizio di legittimità, sostituendosi alle precedenti sentenze e determinando la compensazione delle spese legali.
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Onere della prova rimborso: la Cassazione decide
Una società ha richiesto un rimborso IRAP, fornendo come prova un elenco di dipendenti. L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta per insufficienza di prove. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione alla società, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. La Suprema Corte ha stabilito che la motivazione della sentenza d'appello era solo apparente, poiché non spiegava perché la documentazione fosse adeguata. Viene riaffermato il principio secondo cui l'onere della prova rimborso grava integralmente sul contribuente, che deve fornire documentazione dettagliata e non generica.
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Estinzione del processo: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte degli appellanti. La rinuncia è stata accettata dalla controparte, che ha anche concordato sulla compensazione delle spese legali, chiudendo così definitivamente la controversia senza ulteriori aggravi economici per le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio in Cassazione
Una società di servizi, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una condanna per licenziamento illegittimo di un dirigente, ha depositato un atto di rinuncia al ricorso. Le controparti hanno accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la sentenza di secondo grado e non pronunciandosi sulle spese processuali, in conformità con la procedura.
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Negatoria servitutis: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una controversia su un diritto di passaggio e il posizionamento di contatori. L'azione, qualificata come negatoria servitutis, era già stata decisa in modo conforme nei primi due gradi di giudizio. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso non può trasformarsi in un terzo grado di merito per una nuova valutazione delle prove, soprattutto in presenza di una "doppia conforme", condannando i ricorrenti anche al pagamento di una somma ulteriore per lite temeraria.
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Rinvio per trattative: Cassazione e accordo
Una società di gestione aeroportuale e una compagnia aerea, in lite presso la Corte di Cassazione, hanno richiesto e ottenuto un rinvio per trattative. La Corte, con ordinanza interlocutoria, ha acconsentito al posticipo dell'udienza per permettere alle parti di proseguire i negoziati in corso finalizzati a una definizione bonaria della controversia, sospendendo temporaneamente il giudizio di legittimità.
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Rinvio udienza Cassazione: accordo tra le parti
La Corte di Cassazione ha disposto un rinvio udienza Cassazione in una causa tra una società di gestione aeroportuale e diverse imprese di logistica. La decisione è stata presa a seguito di una richiesta congiunta delle parti, motivata dalla pendenza di trattative volte a una definizione bonaria del contenzioso. L'ordinanza interlocutoria rinvia il ricorso a nuovo ruolo, favorendo la possibilità di un accordo.
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Obblighi di protezione: quando la banca è responsabile
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di ingente depauperamento del patrimonio di un'anziana correntista, operato da un suo delegato. La Corte ha confermato la responsabilità della banca per la violazione degli obblighi di protezione, non avendo segnalato alla cliente una serie di operazioni palesemente anomale. L'istituto di credito, pur a conoscenza delle anomalie, non ha informato la correntista, venendo meno al dovere di diligenza dell'"accorto banchiere". Il ricorso della banca è stato rigettato, mentre è stato accolto quello dei professionisti coinvolti per un difetto di motivazione della sentenza d'appello riguardo la natura del loro incarico.
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Agevolazioni prima casa: l’idoneità dell’immobile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30585/2023, ha rigettato il ricorso di un contribuente a cui erano state revocate le agevolazioni prima casa. La Corte ha confermato che la proprietà di un altro immobile nello stesso Comune osta al beneficio se tale immobile è idoneo a soddisfare le esigenze abitative del richiedente, valutazione che spetta ai giudici di merito e che, nel caso di specie, era stata correttamente effettuata.
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Agevolazione fiscale enti: no a cliniche private
Una società che gestisce una clinica privata ha richiesto un rimborso fiscale sostenendo di avere diritto all'agevolazione fiscale per enti ospedalieri. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che tale beneficio ha natura soggettiva ed è riservato esclusivamente agli enti storicamente parte della rete sanitaria pubblica. Pertanto, le strutture private accreditate, anche se svolgono servizi per il sistema sanitario nazionale, non rientrano nella categoria e non possono usufruire della riduzione d'imposta.
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Correzione errore materiale: l’ordinanza della Corte
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'errata indicazione dell'avvocato difensore di un contribuente, indicato come difensore di sé stesso anziché rappresentato dal suo legale di fiducia. Riconosciuta la natura di mero errore materiale della svista, la Corte ha accolto l'istanza di correzione, emendando il testo del provvedimento originario per rispecchiare la corretta rappresentanza legale.
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Giurisdizione scelta sede: decide il giudice ordinario
Un dipendente pubblico, vincitore di concorso, si è visto negare la possibilità di scegliere la sede di lavoro vicino casa in base alla Legge 104/1992. La Corte di Cassazione ha stabilito che la questione sulla giurisdizione per la scelta della sede spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo. La decisione chiarisce che, una volta conclusa la fase concorsuale con la graduatoria finale, ogni controversia relativa all'assegnazione della sede rientra nella gestione del rapporto di lavoro di natura privatistica.
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Cessazione materia del contendere: l’accordo che estingue
Un dipendente di un ente previdenziale ha contestato la richiesta di restituzione di compensi professionali, ottenendo ragione in primo e secondo grado. L'ente ha fatto ricorso in Cassazione ma, durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, un esito che estingue il processo e rende inefficaci le sentenze precedenti, poiché la lite è stata risolta privatamente.
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Correzione errore materiale: l’ordinanza della Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente ordinanza. Su istanza di un'amministrazione comunale, è stato rettificato un palese errore di battitura nel nome di un cittadino, ripristinando la correttezza formale dell'atto giudiziario senza alterarne la sostanza.
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Indennità equipollenti: tassazione separata ok
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30555/2023, ha stabilito che l'indennità di fine rapporto erogata dal Fondo di previdenza per il personale del Ministero dell'Economia e delle Finanze rientra tra le indennità equipollenti e deve essere assoggettata a tassazione separata. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che tale emolumento ha natura previdenziale e di retribuzione differita, giustificando così un regime fiscale più favorevole per il contribuente.
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Improcedibilità del ricorso: errore formale fatale
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso presentato da alcuni fideiussori contro una società di gestione del credito. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il mancato deposito della copia notificata della sentenza d'appello impugnata. Questo errore formale ha impedito alla Corte di esaminare nel merito le censure relative a presunte irregolarità in contratti bancari, confermando l'importanza del rispetto rigoroso delle norme processuali.
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