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Controricorrente

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12241 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Terreno edificabile plusvalenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di tassazione della plusvalenza (IRPEF) derivante dalla vendita di un terreno. La questione centrale era se un'area, pur essendo classificata come "verde pubblico" dagli strumenti urbanistici, potesse essere considerata un terreno edificabile plusvalenza. La Corte ha annullato la decisione precedente, stabilendo che la mera classificazione non è sufficiente a escludere la tassabilità. È invece necessario un esame approfondito dello strumento urbanistico locale per verificare se sia consentita una qualsiasi forma di edificazione privata, anche limitata. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Pellicole oscuranti: sanzione ex art. 78 CdS
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'applicazione di pellicole oscuranti sui vetri anteriori di un veicolo costituisce una modifica delle caratteristiche costruttive e funzionali. Di conseguenza, la mancata sottoposizione del veicolo a visita e prova presso la Motorizzazione Civile integra la violazione dell'art. 78 del Codice della Strada, e non quella, meno grave, dell'art. 71. La decisione si fonda sul fatto che tali modifiche incidono sulla sicurezza, limitando il campo visivo del conducente, in violazione anche di direttive europee.
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Estinzione lite fiscale: il caso della sanatoria
Un contribuente, raggiunto da avvisi di accertamento basati sul metodo sintetico (redditometro), ha impugnato gli atti. Dopo un percorso giudiziario che lo ha visto prima vincitore e poi parzialmente soccombente in appello, il caso è giunto in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha aderito a una definizione agevolata della lite. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento, ha dichiarato l'estinzione lite fiscale e la cessazione della materia del contendere.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha impugnato diverse cartelle di pagamento per intervenuta prescrizione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33213/2023, ha chiarito la questione della prescrizione crediti erariali. Ha stabilito che per tributi come IRPEF, IRAP e IVA, in assenza di norme specifiche, si applica il termine ordinario decennale. Per altri tributi, invece, la mancata impugnazione della cartella non converte il termine di prescrizione breve in quello decennale. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica della cartella di pagamento originaria. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che l'impugnazione estratto di ruolo è permessa solo in casi tassativi, qualora il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da gare d'appalto. In assenza di tale prova, l'atto non è autonomamente impugnabile.
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Estinzione giudizio tributario: la definizione agevolata
Un caso concernente una controversia fiscale su un atto di trust è stato dichiarato estinto dalla Corte di Cassazione. Il contribuente ha aderito a una sanatoria, portando alla estinzione del giudizio tributario. La Corte ha stabilito che ogni parte debba sostenere le proprie spese legali, conformemente alla normativa specifica sulle definizioni agevolate.
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Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
Una società di gestione balneare ha impugnato un accertamento fiscale basato su una ricostruzione induttiva dei ricavi. Dopo due sentenze sfavorevoli e conformi nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile in applicazione del principio della 'doppia conforme', poiché la società non ha dimostrato una diversa base fattuale tra le due decisioni.
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Inammissibilità ricorso per carenza di interesse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un avviso di accertamento. Dopo aver presentato ricorso, la società ha aderito a una procedura di definizione agevolata ('rottamazione'), comunicandolo alla Corte. Sebbene tale comunicazione non costituisse una rinuncia formale, è stata interpretata come una chiara manifestazione della sopravvenuta carenza di interesse a proseguire il giudizio, portando così alla declaratoria di inammissibilità.
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Distanze tra costruzioni in condominio: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che le norme sulle distanze tra costruzioni si applicano anche all'interno dei condomini, regolando i rapporti tra le proprietà esclusive. Nel caso specifico, una struttura, inizialmente definita 'serra bioclimatica', è stata classificata come una vera costruzione e, pertanto, condannata alla demolizione per violazione delle distanze legali dalla proprietà vicina. La Corte ha rigettato i tentativi di applicare deroghe o le norme sull'uso delle parti comuni, confermando un principio consolidato in materia immobiliare.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo tributario relativo a IRES e IRAP. La decisione è seguita all'adesione della società contribuente alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. La Corte ha verificato il corretto adempimento degli oneri da parte del contribuente, applicando la normativa che impone l'estinzione del giudizio e stabilendo che ogni parte sostenga le proprie spese legali.
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Prescrizione credito tributario: 10 anni per agire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33154/2023, ha chiarito i termini per la riscossione dell'imposta di registro. Una volta che l'avviso di liquidazione diventa definitivo per mancata impugnazione, l'Agenzia delle Entrate ha dieci anni per agire. La Corte ha stabilito che non si applicano i più brevi termini di decadenza, ma solo la prescrizione del credito tributario ordinaria decennale, distinguendo nettamente la disciplina rispetto a quella delle imposte dirette.
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Servitù coattiva: no se l’ostacolo è creato da te
Un proprietario, dopo aver modificato un edificio che bloccava il suo accesso alla strada, ha richiesto una servitù coattiva sul terreno del vicino. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il diritto di passaggio non può essere concesso se la mancanza di accesso deriva dalle azioni del proprietario stesso, poiché ciò comporterebbe un ingiusto sacrificio dei diritti del vicino.
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Proprietà del sottosuolo: quando puoi opporti?
Un proprietario ha citato in giudizio una società di servizi per ottenere la rimozione di tubature per il teleriscaldamento collocate nel sottosuolo di una sua strada privata. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la richiesta, sostenendo che il proprietario non avesse un interesse concreto e apprezzabile alla rimozione, dato che le tubature si trovavano a una profondità tale da non interferire con l'uso del suo bene. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che, in base ai limiti della proprietà del sottosuolo definiti dall'art. 840 c.c., spetta al proprietario dimostrare il pregiudizio effettivo derivante dalle opere di terzi per poterne chiedere la rimozione.
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Istanza di prelievo e durata irragionevole del processo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata reiterazione dell'istanza di prelievo in un giudizio amministrativo non è sufficiente a dimostrare il disinteresse della parte e a negarle il diritto all'equa riparazione per l'irragionevole durata del processo. La sentenza chiarisce che il pregiudizio si presume per legge e che aver presentato alcune istanze e essersi opposti alla perenzione del giudizio sono atti idonei a manifestare il persistere dell'interesse alla decisione.
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Incarichi dipendenti pubblici: serve l’autorizzazione?
Una Onlus affida incarichi a dipendenti pubblici sanitari senza un'autorizzazione formale, ma sulla base di convenzioni con la loro ASL. L'Ente Fiscale multa l'associazione. La Cassazione chiarisce: se l'incarico deriva da un accordo formale tra l'ente pubblico e il privato per un interesse pubblico, la disciplina sull'autorizzazione incarichi dipendenti pubblici non si applica. La sanzione è annullata per i dipendenti dell'ASL convenzionata, ma confermata per gli altri.
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Annullamento crediti previdenziali: la Cassazione decide
Una cassa di previdenza professionale ha citato in giudizio l'agente della riscossione per il mancato incasso di crediti contributivi risalenti agli anni '90. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 33117/2023, ha respinto il ricorso della cassa, confermando che la legge del 2012 sull'annullamento crediti previdenziali iscritti a ruolo prima del 1999 si applica a tutti gli enti creditori, sia pubblici che privati. La Corte ha chiarito che tale normativa mira a razionalizzare i bilanci e non estingue il credito in sé, ma solo lo strumento esecutivo del ruolo, lasciando all'ente la possibilità di agire per altre vie legali.
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Estinzione del giudizio: accordo e fine del processo
Una società consortile, operante nel settore dell'energia, aveva impugnato avvisi di pagamento per accise non versate. Dopo un complesso iter giudiziario, la questione è giunta in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo di ristrutturazione del debito e una transazione fiscale. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia al ricorso, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese processuali e chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Fideiussione omnibus: ricorso inammissibile
Un garante si opponeva a una fideiussione omnibus, accusando la banca di aver agito in malafede. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, non per il merito della questione, ma per un vizio procedurale: il ricorso non era autosufficiente, ovvero non conteneva tutti gli elementi necessari a valutarne la fondatezza senza dover consultare altri atti. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto delle regole processuali nei ricorsi per cassazione.
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Rinvio Sezioni Unite: la Cassazione attende la pronuncia
In un caso di opposizione all'esecuzione, la Corte di Cassazione ha riscontrato la presenza di questioni giuridiche con precedenti contrastanti. Per questo motivo, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per disporre il rinvio Sezioni Unite, sospendendo la decisione del ricorso. La Corte attenderà la pronuncia delle Sezioni Unite, già investite di questioni analoghe, al fine di garantire l'uniformità del diritto.
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Retribuzione pubblico impiego: il caso cessa in Cassazione
Alcuni dipendenti di un ente previdenziale hanno richiesto una retribuzione aggiuntiva per mansioni ritenute extra. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, considerandole parte dei doveri d'ufficio. Durante il ricorso in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine al giudizio senza una decisione sul merito della questione legata alla retribuzione pubblico impiego.
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