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Controricorrente

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12241 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Transazione novativa: no alla risoluzione del contratto
Una ditta edile e un Comune stipulano un accordo per chiudere una controversia su un appalto. La Cassazione qualifica l'intesa come transazione novativa, stabilendo che essa sostituisce il contratto originario e, pertanto, non può essere risolta per inadempimento, ma solo eseguita. Il ricorso della ditta, che chiedeva la risoluzione, viene dichiarato inammissibile.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia ex L. 197/2022
Un contribuente, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento basato su fatture per operazioni inesistenti, ha adito la Corte di Cassazione. Durante il procedimento, ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della L. 197/2022, rinunciando al ricorso. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia.
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Correzione errore materiale: quando la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza di correzione errore materiale per rettificare una sua precedente decisione. Gli errori, che non alteravano la sostanza del giudizio, riguardavano l'errata identificazione di una delle parti (un'Azienda Sanitaria Locale), dei suoi difensori, e la presenza di refusi e intere sezioni di testo da eliminare nel corpo della motivazione. Questo provvedimento chiarisce come la procedura di correzione garantisca l'accuratezza formale degli atti giudiziari senza incidere sul merito della causa.
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Recupero aiuti agricoli: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un'ordinanza di restituzione di quasi 100.000 euro a carico di un'imprenditrice agricola per aiuti comunitari indebitamente percepiti. La Corte ha chiarito che, a differenza degli "aiuti di Stato", il recupero aiuti agricoli finanziati direttamente dall'UE non richiede una preventiva decisione della Commissione Europea. Lo Stato membro ha infatti l'obbligo diretto di recuperare le somme erogate in modo irregolare, agendo come gestore dei fondi comunitari. L'opposizione dell'imprenditrice, basata sulla presunta mancanza di legittimazione del Ministero, è stata quindi rigettata.
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Transito NCC altro comune: la Cassazione chiarisce
Un consorzio di noleggio con conducente (NCC) ha impugnato con successo una serie di multe per il passaggio in una zona a traffico limitato (ZTL) di Roma nel 2016. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31971/2023, ha stabilito che all'epoca dei fatti non esisteva alcun obbligo di comunicazione preventiva per il transito NCC in altro comune rispetto a quello di rilascio della licenza. La Corte ha chiarito che, a causa di una serie di sospensioni legislative, si applicava la versione originaria della Legge quadro n. 21/1992, che non prevedeva tale adempimento, annullando così la decisione del Tribunale e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Prelazione agraria: contratto preliminare obbligatorio
Un'imprenditrice agricola ha citato in giudizio i proprietari di un fondo confinante per ottenere una sentenza che trasferisse la proprietà di un terreno, a seguito dell'esercizio del loro diritto di prelazione agraria. Tuttavia, i confinanti si erano rifiutati di stipulare il rogito, eccependo l'invalidità della comunicazione di vendita ("denuntiatio"), poiché non era stato allegato il contratto preliminare concluso con un terzo. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso, stabilendo che per la validità della denuntiatio nella prelazione agraria è indispensabile la trasmissione del contratto preliminare, non essendo sufficiente la mera comunicazione delle condizioni di vendita.
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Responsabilità del custode: la Cassazione decide
Un'automobilista subisce danni urtando una ruota di camion in autostrada. La Corte di Cassazione, riformando la sentenza d'appello, riafferma il principio della responsabilità del custode (art. 2051 c.c.). Spetta all'ente gestore dimostrare il caso fortuito per escludere la propria colpa, non al danneggiato provare l'assenza di condotte alternative. La Corte ha ritenuto illegittima la decisione di secondo grado basata su mere congetture sulla velocità del veicolo.
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Accertamento induttivo: i limiti alla presunzione semplice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31898/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società. L'accertamento induttivo, fondato sull'applicazione di percentuali di ricarico ritenute non supportate da prove adeguate, era già stato annullato in appello. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso fiscale per motivazione non apparente della sentenza impugnata e per mancanza di specificità dei motivi, condannando l'amministrazione al pagamento delle spese legali.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti al riesame
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 31902/2023, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni clienti contro il proprio legale per presunta responsabilità professionale. La Corte ha stabilito che non è possibile utilizzare il ricorso per Cassazione per richiedere un nuovo esame dei fatti già valutati concordemente dai giudici di primo e secondo grado. La decisione sottolinea che l'inammissibilità del ricorso Cassazione scatta quando le censure, pur mascherate da violazioni di legge, mirano in realtà a una diversa interpretazione delle prove, compito che non spetta alla Suprema Corte.
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Soccombenza virtuale: spese legali in caso di rinuncia
La Corte di Cassazione chiarisce che, in caso di rinuncia al ricorso, le spese processuali sono regolate dal principio della soccombenza virtuale. Se il ricorso era destinato a essere dichiarato improcedibile per un vizio formale, come il tardivo deposito della relazione di notifica, il ricorrente rinunciante è comunque tenuto a rifondere le spese legali alla controparte, in quanto sarebbe risultato virtualmente soccombente.
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Responsabilità del notaio: esclusa per questioni opinabili
Il caso riguarda una richiesta di risarcimento danni contro un notaio per aver redatto un atto di accettazione di eredità con beneficio d'inventario a favore di una fondazione non ancora riconosciuta e, quindi, priva di personalità giuridica. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, escludendo la responsabilità del notaio. La motivazione principale si fonda sul carattere opinabile e non consolidato della questione giuridica al momento dell'atto. Secondo la Corte, la condotta del professionista deve essere valutata 'ex ante' e, in presenza di incertezze interpretative, non è configurabile la colpa grave richiesta per affermare la sua responsabilità.
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Onere della prova: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società commerciale ha richiesto un risarcimento danni a un Ente Locale a seguito di un allagamento, ma la sua domanda è stata respinta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di prove concrete, sottolineando che l'onere della prova spetta a chi chiede il risarcimento. L'ordinanza chiarisce che la presentazione di semplici preventivi di spesa non è sufficiente a dimostrare l'effettivo danno subito, impedendo così anche la possibilità di una liquidazione equitativa.
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Atto pubblico sostitutivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione analizza il caso di una clausola contenuta in una scrittura privata, ma omessa nel successivo atto pubblico sostitutivo di divisione ereditaria. La Corte ha ritenuto che la mancata riproduzione della clausola nell'atto definitivo ne comportasse la rinuncia. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il ricorso basato sulla cosiddetta "doppia ratio", poiché il ricorrente non ha impugnato con successo una delle due autonome ragioni su cui si fondava la decisione d'appello, rendendo irrilevante l'esame della seconda.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della società ricorrente. La controversia originale riguardava la richiesta di ammissione al passivo fallimentare per un credito, rigettata in primo grado per avvenuta compensazione. L'accordo tra le parti ha portato alla rinuncia, evidenziando come la risoluzione stragiudiziale possa chiudere un contenzioso anche in fase avanzata.
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Estratti conto incompleti: prova del credito possibile?
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente percepite. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda a causa della produzione di estratti conto incompleti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando il principio secondo cui il giudice può e deve ricostruire i saldi del conto corrente anche in assenza di una documentazione completa, avvalendosi di altre prove e di una consulenza tecnica. Se il saldo iniziale non è noto, il ricalcolo parte dal primo saldo disponibile, anche se a debito per il cliente.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un soggetto privato, che aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello, ha successivamente deciso di rinunciare all'impugnazione. La società controparte ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese legali, in applicazione del codice di procedura civile.
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Arricchimento senza causa: la Cassazione decide
Un professionista agisce contro un'amministrazione provinciale per ottenere il compenso per un incarico svolto. La sua richiesta, basata su un contratto, viene respinta perché l'accordo è nullo per vizio di forma. Successivamente, propone l'azione per arricchimento senza causa, ma anche questa viene negata in appello per la presunta esistenza di un rimedio tipico. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31757/2023, cassa la decisione, chiarendo che se l'azione contrattuale è inesistente dall'origine per nullità del titolo, l'azione di arricchimento senza causa è pienamente ammissibile.
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Cessazione materia del contendere: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per sopravvenuta cessazione materia del contendere. Il caso origina da una lite per infiltrazioni d'acqua, ma la sentenza d'appello impugnata è stata revocata da un'altra decisione, ormai definitiva, rendendo inutile la pronuncia della Suprema Corte.
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Danni da escavazione: chi è responsabile?
Un'impresa agricola, dopo aver causato la rottura di un oleodotto durante lavori di pulizia di un canale, ha cercato di attribuire la colpa a un ente pubblico per precedenti lavori stradali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la responsabilità per i danni da escavazione è di chi commissiona i lavori che causano materialmente il danno. La Corte ha inoltre chiarito che le nuove normative di sicurezza non si applicano retroattivamente a impianti datati e mai modificati.
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Responsabilità intermediario: la scelta dell’investitore
Due investitori, dopo aver affidato ingenti somme a un trader non qualificato per operazioni speculative e aver perso l'intero capitale, hanno citato in giudizio le banche presso cui erano aperti i conti e l'organo di vigilanza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, escludendo la responsabilità dell'intermediario finanziario (le banche) poiché gli investitori avevano agito di propria autonoma iniziativa, scegliendo consapevolmente il loro mandatario. Le banche erano all'oscuro della riconducibilità dei fondi agli investitori e quindi non potevano essere ritenute responsabili.
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