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Controricorrente

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12241 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinvio per trattative: stop al processo in Cassazione
L'ordinanza interlocutoria n. 35435/2023 della Corte di Cassazione affronta la richiesta di rinvio per trattative presentata congiuntamente dalle parti. Un ente pubblico di riscossione e una procedura fallimentare, coinvolti in un giudizio di legittimità, hanno manifestato la volontà di sospendere il processo per definire bonariamente la controversia. La Suprema Corte, preso atto dell'istanza e della necessità di favorire l'esito positivo delle negoziazioni, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, evitando così una decisione immediata che avrebbe potuto precludere un accordo stragiudiziale.
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Direttiva comunitaria: la Cassazione sulla riunione
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso riguardante il risarcimento del danno derivante dalla tardiva attuazione di una direttiva comunitaria da parte dello Stato italiano. Un gruppo di professionisti e i loro eredi hanno agito contro diverse amministrazioni centrali per ottenere il ristoro dei danni subiti. La Suprema Corte, rilevando che la sentenza di appello era già stata impugnata con un precedente atto, ha disposto la riunione dei procedimenti per garantire un'unica decisione e rispettare il principio di economia processuale.
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Estinzione del giudizio: transazione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito di una transazione raggiunta tra le parti durante la pendenza del ricorso. La società ricorrente ha depositato un formale atto di rinuncia agli atti ex art. 306 c.p.c., regolarmente comunicato alle controparti. In assenza di contestazioni e in virtù dell'accordo transattivo, il Collegio ha stabilito di non procedere alla liquidazione delle spese legali, confermando la chiusura definitiva della controversia.
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Rottamazione: estinzione del giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'adesione alla **rottamazione** delle cartelle esattoriali determina l'estinzione del giudizio di legittimità, anche qualora il contribuente non abbia completato il pagamento integrale delle rate previste. Nel caso di specie, un contribuente aveva impugnato un'iscrizione ipotecaria ottenendo ragione in appello. L'Agente della Riscossione aveva proposto ricorso in Cassazione, ma la successiva adesione del contribuente alla definizione agevolata ha fatto venir meno l'interesse alla prosecuzione della lite. La Corte ha chiarito che la dichiarazione di volersi avvalere della sanatoria, accompagnata dall'impegno a rinunciare al giudizio, configura un'ipotesi di estinzione ex lege che prevale sulla prosecuzione del processo.
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Conciliazione stragiudiziale: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio di lavoro a seguito di una conciliazione stragiudiziale intervenuta tra una grande società tecnologica e una lavoratrice. La società ricorrente ha depositato atto di rinunzia ai sensi dell'art. 390 c.p.c., regolarmente notificato alla controparte. Poiché l'accordo prevedeva anche la definizione delle spese di lite, la Corte ha disposto la compensazione integrale delle stesse, chiudendo definitivamente il contenzioso senza una decisione nel merito.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: relata mancante
La Suprema Corte ha sancito l'**Improcedibilità ricorso Cassazione** presentato da una società di gestione crediti. La controversia originava da un'opposizione a decreto ingiuntivo legata a una cessione di crediti bancari e a contestazioni su forniture di impianti. Il ricorrente, pur avendo dichiarato che la sentenza impugnata era stata notificata, ha omesso di depositare la relata di notifica entro il termine perentorio di venti giorni. Tale mancanza impedisce la verifica della tempestività dell'impugnazione. La Corte ha ribadito che il deposito tardivo non sana il vizio, condannando la parte al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Definizione accelerata: limiti del controricorrente
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato tardivamente una sentenza tributaria favorevole a una contribuente. La Corte di Cassazione ha formulato una proposta di definizione accelerata rilevando l'inammissibilità del ricorso. La contribuente, costituita come controricorrente, ha presentato istanza per chiedere comunque la decisione della causa, sperando in una condanna alle spese della controparte. La Suprema Corte ha stabilito che tale istanza è inammissibile per difetto di interesse: solo il ricorrente può chiedere la decisione per evitare l'estinzione. Il processo è stato dichiarato estinto con compensazione delle spese.
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Tempo casa-lavoro: novità dalla Cassazione
Un Ente Pubblico ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione di una Corte d'Appello riguardante il pagamento di differenze retributive legate al tempo casa-lavoro di un dipendente. La Suprema Corte, rilevando la pendenza di un altro giudizio identico per oggetto, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La decisione prevede il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire la trattazione congiunta dei due procedimenti, garantendo così l'uniformità delle decisioni giudiziarie sul tema del tempo casa-lavoro.
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Improcedibilità ricorso: errore formale blocca appello da 258mila
Una società debitrice ha perso un ricorso da oltre 258.000 euro a causa di un errore formale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso per cassazione perché i legali della società non hanno depositato la relata di notifica della sentenza d'appello. Questo documento è fondamentale per permettere ai giudici di verificare la tempestività dell'impugnazione. La mancanza di questo adempimento, considerato un requisito essenziale, ha reso impossibile l'esame del merito della questione, confermando di fatto la condanna al pagamento e aggiungendo le spese legali del giudizio finale.
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Errore Materiale: Garante Privacy vince, Cassazione corregge sé stessa
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta dell'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, disponendo la correzione di un errore materiale in una sua precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'aver indicato un numero di sentenza e una data di deposito sbagliati, relativi a un provvedimento del Tribunale. La Corte ha riconosciuto la svista come un mero refuso e ha ordinato la rettifica del testo. Questa decisione ribadisce che la procedura di correzione errore materiale serve a emendare imprecisioni formali che non alterano la sostanza della decisione, garantendo così l'accuratezza degli atti giudiziari. L'Autorità Garante ha quindi ottenuto la vittoria su questo punto procedurale.
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Correzione errore materiale e patrocinio Stato
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza di correzione errore materiale relativa a un decreto in cui le spese legali erano state erroneamente liquidate a favore di una curatela fallimentare. Nonostante la procedura fosse ammessa al patrocinio a spese dello Stato, il provvedimento originario non aveva indicato l'Erario come beneficiario del pagamento. La Corte ha dunque rettificato il dispositivo, sostituendo la dicitura della parte con quella dello Stato, confermando che tale procedura non comporta una nuova liquidazione delle spese processuali.
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Estinzione del giudizio e rinuncia al ricorso
La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia formale presentata dalla parte ricorrente. Nonostante la mancata accettazione della rinuncia da parte del controricorrente, la Corte ha valutato la particolare complessità della materia trattata, che ha richiesto anche il vaglio della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Per tali ragioni, i giudici hanno disposto la compensazione integrale delle spese processuali, chiudendo definitivamente il contenzioso senza una decisione nel merito.
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Errore materiale: la correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per rettificare un errore materiale contenuto in una precedente sentenza. Nel dispositivo del provvedimento originale era stata erroneamente indicata la Sezione Lavoro come organo giudicante, nonostante la causa fosse stata trattata e decisa dalla Sezione Prima Civile. L'intervento, attivato d'ufficio ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c., ha permesso di ristabilire la coerenza formale dell'atto, confermando che l'errore era una mera svista desumibile dall'intestazione complessiva della sentenza stessa.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente. Tale atto, depositato formalmente, è stato accettato dal controricorrente, includendo un accordo sulla regolamentazione delle spese di lite. La decisione conferma la validità della rinuncia quando rispetta i requisiti formali previsti dal codice di procedura civile, portando alla chiusura definitiva del contenzioso senza necessità di una sentenza di merito.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: guida ai costi
La Corte di Cassazione ha stabilito che i costi relativi a operazioni soggettivamente inesistenti sono deducibili ai fini IRES se effettivamente sostenuti e inerenti all'attività d'impresa. Il caso riguardava una società alberghiera che aveva dedotto costi per lavori di ristrutturazione documentati da fatture emesse da soggetti privi di struttura organizzativa. Nonostante la natura fraudolenta dell'emissione, la Corte ha chiarito che la consapevolezza della frode non preclude la deducibilità dei costi reali, a patto che vengano rispettati i criteri di effettività, inerenza e competenza previsti dal TUIR.
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Rinuncia al ricorso: effetti su estinzione e spese
Un ricorrente ha presentato istanza di **rinuncia al ricorso** per cassazione poco prima dell'adunanza camerale, nonostante fosse già stata avviata la procedura di definizione anticipata. La Suprema Corte ha stabilito che la rinuncia è pienamente valida e determina l'estinzione del giudizio anche senza l'accettazione della controparte. Tuttavia, poiché l'ente resistente non ha aderito formalmente alla rinuncia accettando la compensazione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali, pur evitando ulteriori sanzioni pecuniarie previste per i ricorsi inammissibili.
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Decesso del difensore: rinvio della causa
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria disponendo il rinvio a nuovo ruolo di una causa a causa del decesso del difensore della parte controricorrente. La decisione sottolinea che la mancanza di assistenza legale, derivante da un evento non imputabile alla parte, richiede una sospensione del procedimento per garantire l'effettività del diritto di difesa. Il decesso del difensore impedisce la regolare prosecuzione del giudizio fino alla nomina di un nuovo procuratore.
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Inammissibilità ricorso: i rischi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha sancito l'inammissibilità ricorso presentato da una parte privata contro l'INPS e un'azienda sanitaria locale. La decisione deriva dalla mancata indicazione di fatti decisivi con carattere storico-naturalistico che avrebbero potuto alterare l'esito del giudizio. Oltre alla perdita della causa, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento del raddoppio del contributo unificato, come previsto dalla normativa vigente per le impugnazioni respinte.
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Vittime del dovere: rivalutazione e diritto di difesa
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria in merito a una controversia tra il Ministero della Difesa e l'erede di un soggetto equiparato a vittime del dovere. Al centro della disputa vi è il diritto alla rivalutazione annuale dei benefici economici con decorrenza dal 2003. La Suprema Corte, rilevando che il difensore del cittadino non risulta più iscritto all'albo e che la notifica personale non è andata a buon fine per trasferimento del destinatario, ha disposto la rinnovazione della comunicazione dell'avviso di udienza per garantire l'integrità del contraddittorio.
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Correzione errore materiale: la guida alla rettifica
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza di correzione errore materiale relativa a una precedente sentenza in cui era stata erroneamente indicata la Corte d'Appello di Catanzaro anziché quella di Reggio Calabria come giudice di rinvio. Trattandosi di un evidente refuso geografico e procedurale, i giudici hanno disposto la sostituzione dei termini errati sia nella motivazione che nel dispositivo, garantendo la corretta prosecuzione del giudizio di merito davanti al giudice originariamente competente.
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