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Contratto Preliminare — Anno 2025

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133 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Contratto Preliminare

Provvedimenti

Contratto preliminare: validità e requisiti
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene su un complesso caso immobiliare, chiarendo i requisiti di validità del contratto preliminare. La vicenda riguarda alcuni consorzi che avevano agito contro una società immobiliare per ottenere il trasferimento di proprietà di lotti di terreno. La Corte d'Appello aveva dichiarato nulli gli accordi per indeterminatezza dell'oggetto. La Cassazione ha cassato tale decisione, stabilendo che per la validità del preliminare è sufficiente che l'oggetto sia determinabile, anche tramite rinvio a elementi esterni (per relationem), distinguendo nettamente tali requisiti da quelli, più stringenti, necessari per ottenere una sentenza di esecuzione in forma specifica ai sensi dell'art. 2932 c.c. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Pericolo di evizione nel preliminare: guida completa
Un promissario acquirente recedeva da un contratto preliminare a causa di una disputa sui confini che creava un rischio di evizione parziale. La Corte d'Appello aveva convalidato il recesso. La Corte di Cassazione, invece, ha annullato la decisione, specificando che il pericolo di evizione consente principalmente la sospensione del pagamento (art. 1481 c.c.), ma non il recesso automatico. Per recedere, è necessario dimostrare un inadempimento grave e colpevole del venditore (art. 1455 c.c.), valutazione che la corte territoriale non aveva effettuato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Onere della prova nella ripetizione di indebito
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21340/2025, ha chiarito i principi sull'onere della prova nell'azione di ripetizione di indebito. Nel caso esaminato, un'erede chiedeva la restituzione di somme versate dalla defunta a dei parenti. Questi ultimi sostenevano che i pagamenti fossero giustificati, ad esempio come restituzione di un prezzo immobiliare simulato. La Corte ha stabilito che spetta al convenuto, che riceve il pagamento, dimostrare l'esistenza di una causa giustificativa. L'attore deve solo provare il pagamento e allegare la mancanza di causa. La semplice allegazione di una giustificazione da parte del convenuto non è sufficiente a invertire l'onere della prova. La sentenza della Corte d'Appello è stata cassata per aver erroneamente applicato questo principio.
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Prezzo IVA esclusa: la Cassazione chiarisce l’obbligo
Una controversia su un contratto preliminare di compravendita immobiliare tra due società. La questione centrale riguarda il pagamento dell'IVA non menzionata nel contratto. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito che, in assenza di un patto esplicito e inequivocabile, il prezzo si intende al netto dell'imposta (prezzo IVA esclusa). Di conseguenza, l'acquirente è tenuto a corrispondere l'IVA oltre al prezzo pattuito. La mancata corresponsione dell'IVA può costituire un inadempimento contrattuale, richiedendo una nuova valutazione del comportamento delle parti.
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Prova contratto di mutuo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19047/2025, interviene su una complessa vicenda nata da un contratto preliminare di vendita immobiliare e sfociata in una lite su un presunto contratto di mutuo. La Corte ha stabilito che per la prova del contratto di mutuo non basta una scrittura privata che ne attesti l'esistenza, ma è necessaria la dimostrazione dell'effettiva consegna del denaro (traditio). Di conseguenza, ha cassato la decisione di merito che aveva condannato il presunto mutuatario alla restituzione della somma, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Certificato di agibilità: legittimo rifiuto al rogito
La Cassazione chiarisce che la mancanza del certificato di agibilità costituisce un inadempimento grave del venditore, legittimando il rifiuto del compratore di stipulare il contratto definitivo. Inoltre, la domanda giudiziale di trasferimento coattivo dell'immobile (ex art. 2932 c.c.) implica l'offerta di pagamento del saldo prezzo, non essendo necessaria un'offerta formale separata quando il versamento è previsto al rogito.
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Contratto preliminare: il secondo accordo annulla il primo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un secondo accordo, che prevede la stipula di un futuro e più dettagliato contratto preliminare, può annullare e superare il vincolo del primo. In questo caso, una società immobiliare è stata condannata a restituire un deposito cauzionale perché, dopo una prima proposta di acquisto, le parti avevano firmato una scrittura successiva che subordinava l'accordo alla stesura di un nuovo preliminare, mai concluso. La Corte ha ritenuto che il vincolo contrattuale non si fosse mai perfezionato.
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Recesso contratto preliminare: vincolo non dichiarato
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del recesso dal contratto preliminare da parte del promissario acquirente. La causa è la mancata comunicazione da parte del venditore di un vincolo storico-artistico sull'immobile, un'omissione considerata grave inadempimento, nonostante il venditore avesse garantito l'assenza di oneri. La Corte ha stabilito che tale condotta viola l'obbligo di buona fede e giustifica la richiesta di restituzione del doppio della caparra.
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Efficacia contratto preliminare: quando è superato?
Una società acquirente citava in giudizio la venditrice per ottenere il trasferimento del 51% delle quote di una terza società, come previsto da un contratto preliminare. Tuttavia, un successivo contratto aveva trasferito solo il 49% delle quote. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il secondo contratto aveva un'efficacia innovativa che sostituiva completamente il preliminare, basandosi sull'interpretazione della volontà delle parti che avevano creato un nuovo assetto di interessi. La limitata efficacia del contratto preliminare è stata quindi confermata.
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Transcrizione domanda giudiziale e fallimento: guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di fallimento del promittente venditore, la sola trascrizione della domanda giudiziale ex art. 2932 c.c. non è sufficiente a rendere l'acquisto opponibile alla massa dei creditori. È indispensabile procedere anche alla trascrizione della sentenza che accoglie tale domanda. In assenza di questo secondo adempimento, il curatore fallimentare conserva il diritto di sciogliere il contratto preliminare, vanificando le pretese dell'acquirente.
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Contratto preliminare: risoluzione per inadempimento
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare immobiliare per grave inadempimento dei promissari acquirenti. L'analisi si concentra sull'interpretazione delle clausole contrattuali, la natura delle obbligazioni alternative e la mancata corresponsione delle rate di mutuo pattuite, ritenuta giusta causa per la risoluzione.
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Simulazione contratto: prova libera per il mandante
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di simulazione contratto relativo a un preliminare di vendita immobiliare. La Corte ha stabilito che il mandante, all'oscuro dell'accordo simulatorio posto in essere dal suo rappresentante, deve essere considerato un "terzo". Di conseguenza, egli ha diritto di provare la simulazione con ogni mezzo, incluse le presunzioni, senza i limiti probatori previsti per le parti contraenti. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando la decisione di merito che aveva dichiarato la simulazione del contratto sulla base di prove indiziarie.
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Termine essenziale: quando non causa la risoluzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la dicitura 'termine essenziale' in un contratto preliminare di vendita immobiliare non comporta automaticamente la risoluzione del contratto in caso di scadenza. Se le parti, con il loro comportamento successivo, dimostrano di avere ancora interesse all'affare, il termine perde la sua essenzialità. Nel caso specifico, la colpa dell'inadempimento è stata attribuita ai promissari acquirenti, legittimando il recesso dei venditori e la ritenzione della caparra.
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