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Contratto Di Leasing

22 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Contratto con cui una parte (concedente) concede a un'altra (utilizzatore) il godimento di un bene per un tempo determinato, a fronte di un canone periodico, con la possibilità di riscattare il bene alla fine del contratto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Decadenza Denuncia Vizi: L’Escavatore Conteso tra Vendita e Leasing
Un artigiano acquistava un escavatore tramite un'operazione che prevedeva l'intervento di una società di leasing. Nonostante la consegna del mezzo, l'artigiano non firmò il verbale di consegna e collaudo e denunciò i vizi dell'escavatore con notevole ritardo. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che l'operazione, data la mancata sottoscrizione del verbale e il comportamento dell'artigiano, configurava una compravendita diretta. Di conseguenza, l'artigiano era soggetto ai termini di legge per la **decadenza denuncia vizi**, non rispettati. La domanda contro la società di leasing è stata dichiarata inammissibile per tardività.
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IMU leasing risolto: chi paga tra concedente e utilizzatore?
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della soggettività passiva IMU in caso di contratto di leasing risolto. Una Società Concedente aveva ricevuto un avviso di accertamento IMU per immobili il cui contratto di leasing era stato risolto per inadempimento dell'Utilizzatore, ma i beni non erano ancora stati materialmente riconsegnati. La Società Concedente contestava la propria responsabilità. La Cassazione ha stabilito che, con la risoluzione del contratto di leasing, la soggettività passiva IMU torna in capo alla Società Concedente, indipendentemente dalla materiale riconsegna del bene. Il vincolo contrattuale, non la detenzione fisica, determina la titolarità dei diritti rilevanti ai fini impositivi. Il ricorso della Società Concedente è stato rigettato.
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Appropriazione indebita: amministratore condannato nonostante il fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un ex amministratore per appropriazione indebita. L'uomo aveva distratto beni concessi in leasing alla sua azienda prima del fallimento. Il ricorrente sosteneva che la richiesta di restituzione fosse successiva alla sua cessazione dalla carica e che sussistesse il principio del ne bis in idem per una precedente condanna per bancarotta. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la distrazione dei beni era avvenuta quando l'amministratore era ancora in carica e che la precedente condanna riguardava fatti diversi (bancarotta documentale, non patrimoniale). Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'ex amministratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Usura nei contratti di leasing e potere di controllo del giudice
Un utilizzatore di un immobile in leasing ha agito in giudizio contro la società concedente lamentando tassi usurari nei canoni e negli interessi di mora. In appello, il giudice ha ritenuto inammissibili le contestazioni relative all'inclusione della clausola penale nel calcolo del tasso soglia, qualificandole come domande nuove. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'utilizzatore, affermando un principio chiave in tema di usura nei contratti di leasing: la nullità per tassi usurari è rilevabile d'ufficio dal giudice in ogni stato del processo se il contratto è stato ritualmente depositato. I magistrati hanno annullato la sentenza d'appello, rinviando la causa per una nuova e completa valutazione delle clausole contrattuali.
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Contratto di leasing: tra invalidita e vincoli procedurali
Un utilizzatore ha stipulato un contratto di leasing con una banca per un'imbarcazione da diporto fornita da un cantiere navale. A seguito di controversie sui canoni e sulla presunta applicazione di tassi usurari, l'utilizzatore ha promosso diverse azioni legali. I giudici di merito hanno respinto le sue richieste dichiarando l'inammissibilita delle domande per presenza di un giudicato implicito sulle precedenti decisioni. L'utilizzatore ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, accogliendo l'istanza della banca per la rimessione in termini causa mancata notifica del controricorso, ha concesso sessanta giorni per rinnovare la notifica dell'atto difensivo e ha rinviato la causa a nuovo ruolo.
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Contratto di leasing: verbale firmato su bene incompleto
Un'azienda utilizzatrice stipulava un contratto di leasing per la fornitura di un impianto industriale. Al momento della consegna il macchinario risultava gravemente incompleto e privo del motore. Nonostante ciò, il funzionario della società concedente rassicurava l'utilizzatrice inducendola a firmare il verbale di consegna. Successivamente, la banca liquidava l'acconto alla ditta fornitrice. L'impianto rimaneva del tutto inutilizzabile e l'azienda utilizzatrice chiedeva la risoluzione del contratto di leasing per grave inadempimento e violazione della buona fede. I giudici di merito rigettavano la domanda per mancanza di prova scritta e rifiutavano l'audizione dei testimoni. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello, stabilendo che il giudice non può rigettare la domanda per difetto di prova dopo aver ingiustamente escluso i testimoni oculari sulla condotta sleale della concedente.
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Clausola risolutiva espressa: canoni insoluti e perdita del bene
Un'azienda utilizzatrice stipula due contratti di leasing immobiliare, ma smette di pagare i canoni periodici. La società di leasing attiva la clausola risolutiva espressa per sciogliere il contratto e riavere gli immobili. L'utilizzatrice si oppone, definendo la clausola vessatoria e accusando la controparte di aver agito in mala fede. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso dell'utilizzatrice. I giudici chiariscono che la clausola risolutiva espressa non è vessatoria perché non limita i diritti di difesa, ma rafforza solo la posizione contrattuale delle parti. Di conseguenza, l'utilizzatrice perde la causa, deve restituire gli immobili e pagare le spese legali.
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Contratto di leasing: a chi spetta l’indennizzo per furto?
L'Utilizzatore di un macchinario industriale, concesso tramite contratto di leasing, subisce il furto del bene e deve risarcire il Concedente pagando le rate residue. Successivamente, decide di fare causa all'Assicuratore per ottenere l'indennizzo previsto dalla polizza assicurativa stipulata sul bene. Sia i giudici di merito che la Corte di Cassazione respingono la richiesta. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando che il diritto a ricevere l'indennizzo spetta esclusivamente al Concedente, proprietario del bene e firmatario della polizza, e non all'utilizzatore. Quest'ultimo, infatti, non ha un'azione diretta contro la compagnia assicurativa, a meno che il contratto non lo preveda espressamente. Di conseguenza, l'Utilizzatore perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese legali.
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Contratto di leasing: perché l’assenza di TAEG non lo annulla
Una società di trasporti e i suoi garanti si sono opposti al pagamento dei canoni per un impianto di lavaggio industriale, contestando la validità del contratto di leasing. Gli opponenti lamentavano la mancata indicazione del TAEG e il superamento del tasso soglia usura, chiedendo di includere le spese di assicurazione del bene nel calcolo degli interessi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che, nei contratti commerciali, l'omessa indicazione del TAEG non comporta la nullità del contratto. Inoltre, le spese di assicurazione del bene concesso in godimento non vanno incluse nel calcolo dell'usura se manca un collegamento diretto con la concessione del credito. Di conseguenza, il contratto di leasing è stato ritenuto valido e i ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese processuali.
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Contratto di leasing: la società perde e i soci pagano in solido
Una società di persone stipula un contratto di leasing per due auto. A causa del mancato pagamento dei canoni, la società finanziaria risolve il contratto e ottiene un decreto ingiuntivo contro la società e i suoi soci illimitatamente responsabili. Solo la società propone appello. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della società, stabilendo che la responsabilità sussidiaria dei soci non crea un litisconsorzio necessario (obbligo di partecipare tutti al processo), trattandosi di un'obbligazione solidale. Inoltre, la Corte conferma la validità della clausola contrattuale che, in caso di risoluzione, permette al concedente di trattenere i canoni scaduti, salvo conguaglio con la vendita del bene. La società perde definitivamente la causa e viene condannata a pagare le spese di giudizio.
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Bancarotta fraudolenta: condannato per il veicolo in leasing
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'amministratore di una società fallita per il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. L'imputato aveva sottratto un veicolo ottenuto tramite contratto di leasing e fatto sparire le scritture contabili per impedire la ricostruzione degli affari societari. La difesa sosteneva che il veicolo in leasing, non essendo di proprietà della società, non potesse essere oggetto di distrazione. I giudici hanno invece stabilito che la sottrazione di un bene in leasing danneggia comunque i creditori, privando la ditta del valore d'uso del mezzo e caricandola di debiti per la mancata restituzione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la responsabilità penale dell'amministratore.
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Leasing gratis al figlio: è bancarotta fraudolenta patrimoniale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale a carico di un amministratore e di suo figlio. L'amministratore aveva ceduto gratuitamente un contratto di leasing immobiliare, già parzialmente pagato e quindi di valore, dall'azienda poi fallita a una nuova società gestita dal figlio. Secondo i giudici, questa operazione costituisce una distrazione di un bene aziendale. La condanna sussiste perché la bancarotta è un reato di pericolo: è sufficiente aver messo a rischio gli interessi dei creditori privandoli di una risorsa economica, anche se l'azienda era già in crisi e faticava a pagare i canoni.
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Contratto di leasing: regole sulla trasparenza
La Corte d'Appello analizza un contratto di leasing del 2001 contestato per mancanza di trasparenza e tassi usurari. I giudici confermano che per i vecchi contratti la validità è garantita dalla presenza di elementi numerici certi che permettano di calcolare il costo dell'operazione. Viene però riformata la decisione sulle spese legali, riconoscendo una parziale vittoria all'utente per la nullità della clausola sugli interessi di mora.
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Bancarotta Fraudolenta: Camion spariti, condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imprenditore accusato di bancarotta fraudolenta per distrazione. L'uomo, amministratore di una società di autotrasporti, non aveva restituito tre autocarri presi in leasing dopo aver smesso di pagare i canoni, denunciandone successivamente il furto. Secondo i giudici, la mancata restituzione di beni in leasing, rendendoli indisponibili per la massa fallimentare, costituisce un atto di distrazione. La denuncia di furto è stata considerata un pretesto, poiché avvenuta molto tempo dopo l'interruzione dei pagamenti e le richieste di restituzione. La Corte ha stabilito che impedire l'acquisizione di questi beni ai creditori integra pienamente il reato, respingendo il ricorso dell'imprenditore.
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Contratto di leasing e consegna: guida legale
Una società utilizzatrice ha citato in giudizio un istituto di credito chiedendo la risoluzione di un contratto di leasing per la mancata consegna di un escavatore. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di risoluzione, basandosi sulla validità del verbale di consegna firmato e sul pagamento dei canoni per oltre un anno. Tuttavia, è stato confermato il risarcimento del danno per l'illegittima segnalazione alla Centrale Rischi, poiché l'inadempimento riguardava un singolo contratto contestato e non uno stato di insolvenza generalizzato.
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Contratto di leasing: validità delle clausole e risoluzione
Una società di gestione immobiliare ha impugnato la risoluzione di un contratto di leasing per inadempimento, contestando la validità di alcune clausole penali e ipotizzando un patto commissorio vietato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che le questioni non sollevate nei gradi precedenti sono inammissibili in sede di legittimità. La Corte ha chiarito che la clausola che subordina la restituzione dei ricavi alla vendita del bene a terzi non è nulla, poiché costituisce una condizione mista e non meramente potestativa. La decisione ribadisce che l'interpretazione del contratto di leasing spetta al giudice di merito e non può essere rivista in Cassazione se correttamente motivata.
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Contratto di leasing: limiti e regole processuali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso relativo a una controversia su un contratto di leasing immobiliare. I ricorrenti contestavano la condanna alle spese e la validità di alcune clausole contrattuali. La Suprema Corte ha ribadito che il principio della soccombenza è rimesso alla discrezionalità del giudice di merito e che l'articolo 1525 del Codice Civile, riguardante la vendita con riserva di proprietà, non è applicabile per analogia al contratto di leasing.
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Contratto di leasing: oneri fiscali e usura
La Cassazione ha annullato un decreto che, interpretando un contratto di leasing collegato a una compravendita, aveva addebitato gli oneri fiscali alla società concedente, ricalcolando il finanziamento e dichiarandolo usurario. Secondo la Corte, l'interpretazione del tribunale era errata e illogica, in particolare per la doppia detrazione degli oneri. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Detrazione IVA bene distrutto: Cassazione la conferma
Una società si è vista negare la detrazione dell'IVA sui canoni di leasing per un macchinario andato distrutto in un incendio. L'Agenzia delle Entrate sosteneva la perdita del requisito di inerenza. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando il principio che la detrazione IVA su un bene distrutto in leasing è legittima. La Corte ha chiarito che il leasing finanziario va equiparato a un acquisto e la distruzione del bene, anche se coperta da assicurazione, non annulla il diritto alla detrazione originario, in quanto rientra nel normale rischio d'impresa.
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Contratto di leasing nullo per barca non sicura
La Cassazione ha dichiarato la nullità del contratto di leasing di un'imbarcazione non conforme alle norme di sicurezza. La violazione di norme imperative che rendono il bene illecito o giuridicamente impossibile comporta la nullità del contratto di vendita e, di conseguenza, del collegato contratto di leasing, a tutela anche del consumatore.
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