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Contratto Di Comodato

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Contratto con cui una parte consegna all'altra un bene mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. È essenzialmente un prestito gratuito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Indebita percezione di aiuti comunitari: la Cassazione rinvia
Un'imprenditrice agricola riceveva un'ordinanza ingiunzione dal Ministero per presunta indebita percezione di aiuti comunitari in agricoltura. L'autorità contestava la falsità dei contratti di comodato sui terreni dichiarati per ottenere i fondi pubblici, stipulati con persone diverse dai reali proprietari. Dopo il rigetto dell'opposizione in primo grado e in appello, l'agricoltrice proponeva ricorso per Cassazione contestando il valore probatorio dei verbali del Corpo Forestale e l'intenzionalità dell'infrazione. La Suprema Corte, ravvisando questioni complesse e non rilevando una manifesta evidenza decisoria immediata, ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza per un esame approfondito del ricorso.
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Contratto di comodato: finta vendita e usura non salvano l’abusivo
Un proprietario concede un immobile in uso gratuito tramite un contratto di comodato. Il beneficiario esegue lavori non autorizzati e affitta il bene a terzi. Di fronte alla richiesta di restituzione, il beneficiario sostiene che l'immobile sia suo e che la vendita originaria fosse solo una simulazione a garanzia di un prestito usurario. I giudici di merito ordinano il rilascio del bene per grave inadempimento. La Corte di Cassazione rigetta definitivamente il ricorso del beneficiario: le accuse di usura e simulazione sono rimaste prive di prove concrete e prive di una controdichiarazione scritta. Il proprietario ottiene la restituzione dell'immobile e il risarcimento del danno.
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Responsabilità da cose in custodia: negato risarcimento su pista
Uno snowboarder ha subito gravi lesioni cadendo su una pista priva di neve all'interno di uno snowpark. Ha chiesto il risarcimento dei danni al consorzio venditore dello skipass, all'associazione gestore dello snowpark e alla società proprietaria dell'area. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dello snowboarder, escludendo la responsabilità da cose in custodia in capo alla società proprietaria, poiché quest'ultima aveva concesso l'area in comodato all'associazione, perdendone il controllo di fatto. È stata esclusa anche la responsabilità del consorzio, mero venditore di biglietti. Infine, lo snowboarder non ha fornito la prova del nesso causale tra lo stato della pista e la caduta, avendo inoltre violato l'obbligo, segnalato da appositi cartelli, di ispezionare la rampa prima del salto.
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Contratto di comodato: penale dovuta ma nessun danno ulteriore
Un proprietario terriero concede in uso dei terreni balneari tramite un contratto di comodato. Alla scadenza, i comodatari non restituiscono i terreni e avviano una causa per usucapione, poi persa. Il proprietario agisce quindi in giudizio per ottenere il rilascio dei beni, il pagamento della clausola penale per il ritardo e il risarcimento dei danni ulteriori. La Corte d'Appello condanna i comodatari al pagamento della penale, escludendo però i danni aggiuntivi non provati. La Cassazione conferma questa decisione, rigettando i ricorsi di entrambe le parti. La Corte chiarisce che la pendenza del giudizio di usucapione sospende la prescrizione del diritto alla penale e che l'assoluzione penale di uno dei comodatari per mancanza di dolo non vincola il giudice civile, poiché in sede civile l'inadempimento contrattuale si presume colpevole fino a prova contraria.
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Condono edilizio: no alla sanatoria se il frazionamento è finto
Un proprietario ha impugnato l'ordine di demolizione di una palazzina abusiva, sostenendo di aver ottenuto sei titoli di sanatoria grazie al frazionamento dell'immobile in sei appartamenti concessi in comodato ai familiari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'illegittimità dei permessi comunali. I giudici hanno chiarito che il condono edilizio non può essere ottenuto aggirando il limite volumetrico di 750 metri cubi tramite la fittizia suddivisione di un unico edificio tra parenti sprovvisti di un reale titolo di proprietà o di un contratto che li autorizzasse a compiere i lavori. Di conseguenza, l'ordine di demolizione resta pienamente valido ed efficace.
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Cavallo in affido partorisce: l’inadempimento di obbligazione negativa
Un'associazione animalista affida una cavalla a una privata con un contratto che vieta la riproduzione. Dalla cavalla nasce un puledro e l'associazione chiede la risoluzione del contratto per violazione del divieto. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio fondamentale sull'inadempimento di obbligazione negativa: spetta a chi accusa (l'associazione) dimostrare che la controparte ha violato attivamente il divieto. Non è l'affidataria a dover provare che l'accoppiamento sia stato un evento fortuito. Poiché l'associazione non ha fornito la prova che la nascita fosse voluta, la sua domanda è stata rigettata.
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Affitto Agrario Verbale: si tradisce con uno sfratto e perde
Un coltivatore chiedeva il riconoscimento di un contratto verbale di affitto agrario, sostenendo di pagare un canone annuo. Il proprietario negava, affermando si trattasse solo di un comodato gratuito per alcuni fabbricati. Tuttavia, il proprietario stesso aveva in precedenza avviato una procedura di sfratto per morosità contro il coltivatore, ammettendo implicitamente l'esistenza di un affitto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici precedenti, ritenendo questo comportamento una prova decisiva. L'accertamento del contratto verbale di affitto agrario è stato quindi confermato, dando ragione al coltivatore.
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Prova usucapione: coltivare non basta per possedere
Una famiglia chiedeva di essere dichiarata proprietaria per usucapione di un compendio immobiliare utilizzato da decenni. La Corte di Appello aveva respinto la domanda, ritenendo non raggiunta la prova usucapione, poiché la mera coltivazione e abitazione non erano sufficienti a dimostrare un possesso con l'intenzione di essere proprietari, a fronte di atti di gestione compiuti dai titolari formali. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, dichiarando il ricorso inammissibile e sottolineando che la valutazione delle prove è compito del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Uso pubblico parcheggio: limiti e prova in appello
La Cassazione chiarisce i confini dell'uso pubblico di un parcheggio privato, negando il risarcimento a due società dopo la scadenza di un contratto di comodato. L'ordinanza sottolinea l'inammissibilità di nuove prove in appello se non per causa non imputabile, confermando le decisioni di merito che avevano ordinato la chiusura di un passaggio pedonale. La Corte ha stabilito che la cessazione del contratto legittimava la richiesta di chiusura, respingendo le argomentazioni sull'uso pubblico dell'area.
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Rivendica di beni mobili: la prova in liquidazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12958/2024, si è pronunciata sulla rivendica di beni mobili da parte di terzi nel contesto della liquidazione di un'associazione. Gli eredi del fondatore di un ente culturale rivendicavano la proprietà di opere d'arte e libri presenti nella sede, ma la loro domanda è stata respinta per carenza di prova. La Corte ha ribadito la necessità di una prova rigorosa, la cosiddetta "doppia prova" scritta, escludendo di norma la testimonianza, per superare la presunzione di appartenenza dei beni all'ente in liquidazione.
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Contributi agricoli: buona fede salva l’impresa
Una società agricola si è vista riconoscere dalla Corte di Cassazione il diritto a ricevere i contributi agricoli, nonostante le contestazioni sulla validità dei contratti di comodato dei terreni. La Corte ha stabilito che l'assenza di colpa e la buona fede dimostrata dall'impresa prevalgono sulle irregolarità formali, confermando la decisione della Corte d'Appello e respingendo il ricorso dell'ente pagatore. La decisione sottolinea che, se i requisiti sostanziali sono soddisfatti, la mancanza di colpa dell'imprenditore è un elemento decisivo per l'erogazione dei fondi.
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Collegamento negoziale: l’analisi del comportamento
La Corte di Cassazione chiarisce l'importanza del collegamento negoziale nell'interpretazione dei contratti. Un'analisi letterale non basta: è necessario valutare il comportamento complessivo delle parti e la finalità economica dell'operazione. Il caso riguardava un preliminare di vendita di quote sociali e un contestuale contratto di comodato per un immobile. La Corte ha cassato la sentenza di merito per non aver correttamente qualificato un pagamento come canone di locazione anziché caparra, nonostante il nomen iuris utilizzato, e per aver negato un'indennità di occupazione con motivazioni incomprensibili.
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Contratto di comodato: quando esclude IMU e TASI?
Un Comune ha contestato l'esenzione da IMU e TASI di un proprietario terriero, sostenendo che l'accordo di concessione del terreno a un agricoltore fosse un contratto di comodato, rendendo il proprietario responsabile per le imposte. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Comune, non per il merito della questione, ma per vizi procedurali. Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché mescolava in modo errato diverse censure e non era autosufficiente, confermando di fatto la decisione dei giudici di merito che avevano escluso la soggettività passiva del proprietario.
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