La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità civile di tre soggetti coinvolti in un sistema di accordi collusivi per l'affidamento dei servizi di igiene urbana in due Comuni. Tra i ricorrenti figurano il Presidente e un membro della commissione giudicatrice, accusati di aver favorito una specifica ditta, e il legale rappresentante di un'altra società che aveva fornito i requisiti tramite avvalimento. Nonostante la dichiarazione di prescrizione per i reati penali di turbativa d'asta, la Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, confermando le statuizioni civili e la condanna al risarcimento dei danni in favore delle amministrazioni comunali. La decisione ribadisce che la turbativa d'asta è un reato di pericolo, per il quale non occorre la prova di un danno economico effettivo, ma basta l'alterazione della regolarità della gara.
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