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Contratto A Termine Illegittimo

22 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contratto a termine illegittimo: vittoria a metà e causa rinviata
Un lavoratore impugna un contratto a termine illegittimo stipulato con l'Azienda. La Corte d'Appello dichiara nullo il termine, riconosce il rapporto a tempo indeterminato e assegna un'indennità risarcitoria di tre mensilità ex art. 32 della legge 183/2010, ordinando al lavoratore di restituire le somme in eccedenza percepite dopo il primo grado. Il lavoratore ricorre in Cassazione contestando il mancato pagamento degli stipendi successivi alla prima sentenza, il calcolo ridotto dell'indennità e la quantificazione unitaria delle spese legali. La Sesta Sezione della Corte di Cassazione, ritenendo che la controversia richieda un esame approfondito non adatto alla procedura semplificata, emette un'ordinanza interlocutoria e rimette la decisione finale alla Sezione Lavoro ordinaria.
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Contratto a termine illegittimo: azienda sconfitta in Cassazione
Una lavoratrice viene assunta da una compagnia aerea con contratto a tempo determinato per esigenze riorganizzative aziendali. La dipendente contesta la clausola temporale per genericità della motivazione. I giudici di merito dichiarano nullo il termine contrattuale e ordinano la ricostituzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. L'azienda ricorre in Cassazione sostenendo la piena validità delle esigenze operative indicate e contestando il ritardo nell'impugnazione. La Suprema Corte respinge il ricorso dell'azienda: una motivazione astratta senza un chiaro collegamento tra le mansioni e la specifica riorganizzazione rende il contratto a termine illegittimo. Di conseguenza, il rapporto resta a tempo indeterminato e il datore di lavoro deve pagare le spese legali.
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Contratto a termine illegittimo: la PA risponde dei danni
Un Lavoratore ha contestato una serie di contratti a termine e di somministrazione con un'Amministrazione Pubblica. I primi contratti di somministrazione erano stati dichiarati nulli per mancanza di una "causale del termine" specifica. La Cassazione ha stabilito che, per valutare la "temporaneità ed eccezionalità" delle esigenze che giustificano un contratto a termine, si devono considerare anche i periodi di lavoro precedenti svolti tramite somministrazione presso lo stesso ente. La Corte ha inoltre ribadito il diritto al "risarcimento del danno presunto" per il "contratto a termine illegittimo" nel pubblico impiego, anche senza conversione a tempo indeterminato. Il ricorso principale del Lavoratore è stato accolto, e la causa è stata rinviata per una nuova valutazione, tenendo conto anche della successiva stabilizzazione del Lavoratore.
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Contratto a Termine Illegittimo: L’Onere della Prova è dell’Azienda
Un Lavoratore ha contestato la legittimità del suo contratto a termine, stipulato con un'Azienda Aerea per esigenze sostitutive. I giudici di merito hanno dichiarato nullo il termine, condannando l'Azienda al risarcimento, poiché non aveva provato il nesso causale tra l'esigenza dichiarata e l'assunzione. L'Azienda ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata applicazione dei principi sull'onere della prova e la non ammissione di testimonianze. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo che l'onere di dimostrare la legittimità del contratto a termine spetta all'Azienda. La sentenza ha confermato che il Lavoratore non deve contestare le ragioni specifiche, ma solo l'illegittimità del termine.
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Contratto a Termine Illegittimo: Risarcimento Negato, Cassazione Riapre il Caso
Un gruppo di Lavoratori ha impugnato i propri contratti a termine con un Consorzio, chiedendo la conversione a tempo indeterminato e il risarcimento dei danni per l'uso illegittimo di tali contratti. La Corte d'Appello ha escluso la conversione per via di specifiche leggi regionali, ma ha riconosciuto la possibilità di un risarcimento per il contratto a termine illegittimo basato sulla responsabilità contrattuale (art. 1218 c.c.). Tuttavia, la stessa Corte ha negato il risarcimento perché la domanda non era stata correttamente formulata. La Cassazione, rilevando precedenti contrastanti, ha deciso di rimettere la causa a una sezione diversa per una trattazione più approfondita in pubblica udienza, senza emettere una decisione definitiva.
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Contratto a termine illegittimo: Cassazione tutela il lavoratore
Una Lavoratrice ha impugnato una serie di contratti a termine, chiedendo la conversione in rapporto a tempo indeterminato e un'indennità. Il Tribunale ha dichiarato la decadenza per i primi contratti, mentre la Corte d'Appello ha riconosciuto l'illegittimità dell'ultimo contratto per superamento del limite dei 36 mesi. L'Azienda ha presentato ricorso principale, contestando il calcolo dei 36 mesi. La Lavoratrice ha proposto ricorso incidentale, sostenendo che la sua richiesta di conciliazione aveva sospeso i termini di decadenza. La Cassazione ha rigettato il ricorso principale dell'Azienda e accolto quello incidentale della Lavoratrice, riconoscendo che la richiesta di conciliazione sospende i termini per impugnare il contratto a termine illegittimo. La sentenza è stata cassata e rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Contratto a termine illegittimo: confermata la stabilizzazione
Un operaio specializzato impiegato nella manutenzione ordinaria e straordinaria ha contestato la successione di contratti a tempo determinato stipulati tra il 2002 e il 2011 con un ente pubblico economico. I giudici di merito hanno accertato il contratto a termine illegittimo per la generica indicazione delle causali e per la mancanza di un effettivo legame con esigenze contingenti, ordinando la riammissione in servizio a tempo indeterminato e il risarcimento del danno. L'ente datore di lavoro ha presentato ricorso per Cassazione, ma ha successivamente depositato un atto di formale rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 390 del codice di procedura civile, rendendo definitiva la stabilizzazione dell'operaio.
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Contratto a termine illegittimo: la Fondazione Teatrale perde in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una Lavoratrice assunta con numerosi contratti a termine illegittimi da una Fondazione Teatrale. La Lavoratrice chiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Fondazione per un difetto di rappresentanza legale, mancando una delibera specifica per l'avvocato privato. Ha poi accolto il ricorso della Lavoratrice, stabilendo che la clausola di apposizione del termine nei suoi contratti era troppo generica e quindi non valida. La sentenza di appello è stata annullata e la causa rinviata per un nuovo giudizio.
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Contratto a termine illegittimo: la rinuncia dà stabilità
Il Lavoratore ha impugnato il contratto a termine stipulato con il Datore di Lavoro, lamentando la genericità della causale. La Corte d'Appello ha dichiarato la nullità del contratto per vizio genetico, disponendo la conversione in rapporto a tempo indeterminato e un risarcimento di dodici mensilità. Il Datore di Lavoro ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, il Datore di Lavoro ha depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dal Lavoratore. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la decisione d'appello che ha accertato il contratto a termine illegittimo e disposto la stabilizzazione del dipendente è diventata definitiva.
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Contratto a termine illegittimo: risarcimento sì, posto fisso no
Il Lavoratore ha impugnato i contratti a termine stipulati con un Consorzio di Bonifica siciliano, chiedendo la dichiarazione di nullità della scadenza e la conversione del rapporto a tempo indeterminato. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ma la Cassazione ha parzialmente riformato la decisione. La Suprema Corte ha confermato che si tratta di un contratto a termine illegittimo per mancanza di prove sulle esigenze temporanee della manutenzione ordinaria. Tuttavia, ha stabilito che la conversione a tempo indeterminato è impossibile a causa del divieto di assunzione senza concorso imposto dalla legge regionale ai consorzi. Il Lavoratore ottiene solo il risarcimento del danno.
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Contratto a termine illegittimo: lavoratrice batte grande azienda
Una lavoratrice ha contestato la validità del proprio contratto a termine stipulato con un'azienda di trasporti aerei in amministrazione straordinaria. La dipendente ha eccepito il superamento del limite massimo del 15% di assunzioni a tempo determinato (clausola di contingentamento). Sia il Tribunale sia la Corte d'Appello hanno dichiarato il contratto a termine illegittimo, convertendo il rapporto in un contratto a tempo indeterminato e condannando l'azienda al risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso dell'azienda. I giudici hanno chiarito che spetta al datore di lavoro dimostrare il rispetto dei limiti percentuali di assunzione. Inoltre, la Cassazione ha ribadito la competenza del giudice del lavoro, escludendo quella del tribunale fallimentare per l'accertamento della natura del rapporto.
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Contratto a termine illegittimo: la causale generica stabilizza
L'Azienda ha assunto La Lavoratrice con un contratto a tempo determinato indicando come causale la generica dicitura "Apertura New Store". La Corte d'Appello ha dichiarato la nullità del termine, accertando un rapporto a tempo indeterminato e ordinando il ripristino del rapporto di lavoro. L'Azienda ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'avvio di nuove attività fosse esente da limiti quantitativi e che la causale fosse chiara. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'esenzione dai limiti di contingentamento non esonera dall'obbligo di indicare una causale specifica, trasparente e verificabile per iscritto. Di conseguenza, l'assunzione si è tradotta in un contratto a termine illegittimo, con il conseguente diritto della lavoratrice alla stabilizzazione e al risarcimento del danno.
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Contratto a termine illegittimo: causale vaga e reintegra
Un lavoratore ha impugnato l'ultimo di una serie di contratti di lavoro, sostenendo l'illegittimità della scadenza fissata. La Corte d'Appello ha dichiarato il contratto a termine illegittimo poiché la causale indicata dall'azienda era troppo generica e non specificava le reali mansioni del dipendente. Inoltre, le difese dell'azienda in giudizio differivano da quanto scritto nel contratto. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della società datrice di lavoro. Di conseguenza, l'azienda deve riassumere il lavoratore a tempo indeterminato e versargli l'indennità risarcitoria prevista dalla legge.
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Contratto a termine illegittimo: il lavoratore vince dopo anni
Un assistente di volo ha contestato la scadenza del suo primo contratto di lavoro, firmato nel 2000 con una nota compagnia aerea. La Corte d'Appello ha dichiarato che si trattava di un contratto a termine illegittimo per mancanza delle causali di legge, riconoscendo un unico rapporto a tempo indeterminato fin dall'inizio e ordinando la ricostruzione della carriera del dipendente. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso della società datrice di lavoro. I giudici hanno chiarito che l'azione per far valere la nullità del termine non si prescrive mai e che il semplice passaggio del tempo non dimostra la volontà del lavoratore di rinunciare al posto. Di conseguenza, l'azienda è stata condannata anche al pagamento delle spese legali, consolidando il diritto del lavoratore alla stabilità dell'impiego e all'anzianità pregressa.
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Contratto a termine illegittimo: risarcimento sì, ma niente posto fisso
Il Lavoratore ha impugnato il contratto a termine illegittimo stipulato con l'Ente Pubblico Economico, chiedendo la conversione a tempo indeterminato e il risarcimento del danno. La Corte d'Appello ha accolto la domanda. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che, a causa del divieto di assunzioni a tempo indeterminato imposto dalla legge regionale per questa tipologia di enti, la conversione del rapporto è giuridicamente impossibile. Di conseguenza, la Suprema Corte ha escluso la trasformazione del contratto a tempo indeterminato, confermando però il risarcimento del danno per l'illegittimità del termine apposto al contratto.
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Contratto a termine illegittimo: sì al risarcimento, no al posto fisso
Un lavoratore ha impugnato il proprio contratto di lavoro, sostenendo che l'apposizione della scadenza fosse illegittima poiché impiegato per attività ordinarie e stabili di un ente pubblico economico regionale. La Corte d'Appello ha dichiarato il contratto a termine illegittimo, disponendone la conversione a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del termine, ma ha accolto il ricorso dell'ente datore di lavoro sulla conversione. Secondo le leggi regionali siciliane, infatti, vige un divieto assoluto di assunzione a tempo indeterminato senza concorso pubblico per tali enti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha escluso la conversione del rapporto in un impiego stabile, confermando unicamente il diritto del lavoratore a ricevere l'indennità risarcitoria per il danno subito.
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Contratto a termine illegittimo: dipendente batte grande azienda
Una lavoratrice ha impugnato il proprio contratto di lavoro a tempo determinato, stipulato con un'azienda postale per il mese di gennaio 2001. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda applicando erroneamente una legge entrata in vigore successivamente alla conclusione del rapporto di lavoro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della lavoratrice, stabilendo che la disciplina applicabile è quella vigente al momento della firma. Poiché gli accordi sindacali autorizzavano le assunzioni straordinarie solo fino al 30 aprile 1998, il contratto stipulato nel 2001 costituisce un contratto a termine illegittimo. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza impugnata, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova decisione conforme a questo principio, segnando una vittoria per la lavoratrice.
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Contratto a termine illegittimo: termini e impugnazione
Il caso analizza un ricorso in cui un lavoratore lamentava un contratto a termine illegittimo, richiedendo la conversione a tempo indeterminato e un inquadramento superiore. Il Giudice ha rigettato le istanze a causa del mancato rispetto dei termini di decadenza per l'impugnazione della prima proroga e per la genericità delle prove fornite riguardo allo svolgimento di mansioni superiori e al lavoro straordinario.
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Contratto a termine illegittimo? No, se l’azienda è precaria
Un lavoratore ha impugnato il suo contratto a termine, sostenendone la natura di contratto a termine illegittimo. L'azienda sanitaria giustificava la precarietà del rapporto con la propria situazione di operatività provvisoria, essendo in attesa di un accreditamento istituzionale definitivo bloccato da un contenzioso amministrativo. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda, stabilendo un principio importante: una comprovata e oggettiva incertezza sull'operatività futura dell'impresa, come l'attesa di un'autorizzazione pubblica essenziale, costituisce una valida ragione per stipulare contratti a tempo determinato. Di conseguenza, il ricorso del lavoratore è stato respinto.
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Contratto a termine illegittimo: Azienda non prova, Lavoratore vince
La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza che dichiarava un contratto a termine illegittimo. Un lavoratore era stato assunto da una compagnia aerea per sostituire personale assente per ferie. L'azienda, però, non è riuscita a dimostrare il collegamento diretto (nesso causale) tra l'assunzione del lavoratore e le specifiche assenze da coprire. Secondo i giudici, l'onere di fornire questa prova specifica spetta interamente al datore di lavoro. La mancanza di tale prova ha reso nulla la clausola del termine, portando alla condanna dell'azienda al pagamento di un risarcimento. Il lavoratore ha quindi vinto la causa.
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