La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto a termine è illegittimo se la causale giustificativa, pur prevista dalla contrattazione collettiva, viene utilizzata dopo la data di scadenza fissata dagli stessi accordi. Nel caso esaminato, un lavoratore era stato assunto nel 1999 per esigenze di ristrutturazione aziendale, una causale la cui efficacia era terminata il 30 aprile 1998. La Suprema Corte ha cassato la sentenza d'appello, dichiarando la nullità del termine e la conseguente conversione del rapporto in uno a tempo indeterminato, con applicazione del regime risarcitorio previsto dalla legge.
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