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Contitolarità

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Situazione in cui più persone sono titolari dello stesso diritto. Nel caso di specie, più superstiti avevano diritto alla stessa pensione di reversibilità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Riconoscimento servizio preruolo: sì anche senza specializzazione
Un'insegnante ha richiesto il riconoscimento servizio preruolo per tre anni di supplenze svolti sul sostegno prima dell'immissione in ruolo. I giudici di merito avevano respinto la domanda perché la docente non possedeva il titolo di specializzazione durante quegli anni. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della lavoratrice. La Suprema Corte ha stabilito che per il riconoscimento del servizio preruolo di sostegno è sufficiente il possesso del titolo di studio ordinario, anche in mancanza della specializzazione. La legge del 1999 non ha introdotto una novità, ma ha solo chiarito una regola già esistente nel sistema scolastico. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova decisione favorevole alla docente.
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Conto titoli cointestato: i sub-depositi non escludono i parenti
Due familiari hanno citato in giudizio un parente per accertare la comproprietà di titoli depositati su un conto titoli cointestato. Il parente sosteneva che i titoli fossero di sua esclusiva proprietà perché inseriti in un sub-deposito a lui solo intestato. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno invece stabilito che i titoli appartengono a tutti e tre in parti uguali, poiché la suddivisione in sub-depositi ha un valore di mero uso interno per la banca e non cancella la contitolarità del conto principale. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando sia il ricorso principale dell'uomo sia quello incidentale delle donne. Di conseguenza, i titoli restano in comproprietà e le donne devono restituire all'uomo solo la quota di un terzo dei titoli già venduti.
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Cancellazione società beni immobili: chi è proprietario
Il Tribunale di Ancona ha affrontato il caso di un creditore che agiva per accertare la titolarità di immobili rimasti intestati a una società estinta e cancellata dal Registro delle Imprese. La sentenza ha stabilito che, a seguito della cancellazione società beni immobili, la proprietà dei beni residui non liquidati si trasferisce automaticamente ai soci in regime di contitolarità, in proporzione alle rispettive quote sociali. La decisione si basa sul principio della successione universale dei soci nei rapporti attivi e passivi dell'ente estinto.
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Codatorialità: i diritti nei gruppi d’impresa
La Corte di Cassazione ha stabilito che la **codatorialità** all'interno di un gruppo di imprese permette al lavoratore di agire contro più società se queste esercitano congiuntamente i poteri datoriali. Nel caso analizzato, una dipendente di una società di servizi operante per un grande gruppo logistico aveva chiesto il riconoscimento del rapporto di lavoro con la capogruppo. La Suprema Corte ha chiarito che un precedente accertamento contro il solo datore formale non impedisce di richiedere la responsabilità solidale delle altre società del gruppo, valorizzando il principio di effettività del rapporto lavorativo.
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Ricalcolo pensione reversibilità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23204/2024, ha stabilito i criteri per il ricalcolo della pensione di reversibilità in caso di variazione del numero di beneficiari. Il caso riguardava un superstite la cui pensione era stata ricalcolata dopo il decesso della madre contitolare. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente applicato gli aumenti previsti dalla L. 140/1985 su una pensione già integrata al minimo. È stato affermato il principio del ricalcolo 'ab origine', secondo cui la prestazione va ricalcolata dalla data del decesso del dante causa, come se il superstite fosse sempre stato l'unico titolare, e che gli aumenti si applicano sull'importo non integrato al minimo.
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Credito professionale contitolari: no a doppia domanda
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un professionista che aveva presentato una seconda domanda di ammissione al passivo per un credito professionale contitolari, dopo che il padre, contitolare, aveva già agito per l'intero credito con il suo consenso. La decisione si fonda sul principio del 'ne bis in idem', impedendo di duplicare le istanze per la medesima pretesa creditoria già decisa.
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