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Conflitto D'Interessi

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Situazione in cui un rappresentante conclude un contratto perseguendo un interesse proprio o di terzi che è in contrasto con quello del soggetto rappresentato. Può portare all'annullabilità del contratto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Conflitto d’interessi bancario: investitore risarcito, banca condannata
Due investitori hanno citato in giudizio una Banca per la sottoscrizione di quote di fondi comuni, lamentando la violazione delle norme sull'intermediazione finanziaria e un conflitto d'interessi bancario non adeguatamente evidenziato. La Banca, parte dello stesso gruppo della società di gestione del risparmio, non aveva fornito un'informativa chiara e graficamente evidente sul conflitto. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna della Banca, ribadendo che la violazione dell'obbligo di astensione in caso di conflitto d'interessi esclude la necessità di provare il nesso causale tra la violazione e il danno, ritenendolo "in re ipsa".
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Stato d’insolvenza bancaria: ex vertici contro liquidatore
Un istituto di credito viene sottoposto prima ad amministrazione straordinaria e poi a liquidazione coatta amministrativa. Il commissario liquidatore, che in precedenza aveva svolto il ruolo di commissario straordinario, chiede al Tribunale la dichiarazione dello stato d'insolvenza bancaria. Il Presidente del consiglio di amministrazione della banca si oppone, lamentando un conflitto d'interessi in capo al commissario. La Corte di Cassazione respinge definitivamente il ricorso del Presidente. I giudici chiariscono che il commissario agisce a tutela dei creditori e per fini pubblici, escludendo qualsiasi conflitto d'interessi. Il ricorrente viene condannato anche per abuso del processo a causa della manifesta infondatezza del ricorso.
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Conflitto d’interessi dell’amministratore: nullo l’atto a moglie
Una società immobiliare ha richiesto l'annullamento della vendita di un immobile operata dal proprio amministratore a favore della moglie, professionista della stessa società, tre giorni prima della sua revoca. La vendita era avvenuta in parte tramite compensazione di presunti crediti professionali. La Corte d'Appello ha annullato l'atto rilevando il conflitto d'interessi dell'amministratore, dato il legame familiare e il prezzo inferiore al valore di mercato. Entrambe le parti hanno proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno depositato una rinuncia reciproca ai rispettivi ricorsi. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti e lasciando ferma la decisione di secondo grado.
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Finta vendita tra parenti: nullo il ricorso per conflitto d’interessi del difensore
Una banca ha ottenuto la dichiarazione di nullità per simulazione assoluta di due vendite immobiliari tra un genero e sua suocera. La suocera ha anche chiesto al genero la restituzione del prezzo fittizio. Entrambi hanno proposto ricorso in Cassazione affidandosi allo stesso avvocato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per il manifesto conflitto d'interessi del difensore. Avendo la suocera avanzato pretese economiche contro il genero, le loro posizioni erano in netto contrasto. Un unico avvocato non può assistere parti con interessi contrapposti, pena la violazione del diritto di difesa. I ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese processuali.
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Limiti dei poteri dell’assemblea condominiale: vince il singolo
Un condomino ha impugnato la delibera assembleare che autorizzava un altro proprietario a riaprire una porta di collegamento tra il pianerottolo comune e un fienile privato, e a spostare i contatori dell'acqua situati in una cantina privata. La Corte d'Appello aveva respinto l'impugnazione, ritenendo irrilevante stabilire se il fienile facesse parte del condominio e considerando lo spostamento dei contatori una mera proposta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che esistono precisi limiti dei poteri dell'assemblea condominiale. L'assemblea non può deliberare su beni di proprietà esclusiva dei singoli condomini né imporre servitù su parti comuni a favore di proprietà estranee senza il consenso unanime. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Stato di adottabilità: incapacità genitoriale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un padre contro la dichiarazione dello stato di adottabilità del figlio minore. La decisione si fonda sulla profonda e irreversibile inadeguatezza dei genitori e della nonna paterna a svolgere le funzioni educative e di cura, come emerso da consulenze tecniche e relazioni dei servizi sociali. La Corte ha stabilito che l'ambiente familiare d'origine non costituiva una risorsa per il bambino, confermando così la necessità di garantirgli un futuro stabile attraverso l'adozione.
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Corruzione e conflitto d’interessi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di una misura cautelare per corruzione. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: la sola esistenza di un conflitto d'interessi di un pubblico ufficiale, unita a rapporti professionali remunerati con un privato, non è sufficiente a dimostrare il reato di corruzione. È indispensabile provare l'esistenza di un "patto corruttivo" specifico, ovvero un accordo illecito in cui la remunerazione è la causa diretta dell'atto contrario ai doveri d'ufficio.
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Responsabilità banca assegno non trasferibile: la guida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25888/2024, ha affrontato un complesso caso di assegni non trasferibili sottratti e incassati da soggetti non legittimati. La Corte ha stabilito un principio fondamentale sulla responsabilità della banca negoziatrice: non si tratta di una responsabilità oggettiva (automatica), bensì di una responsabilità contrattuale. Ciò significa che l'istituto di credito può evitare il risarcimento se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, ad esempio controllando adeguatamente i documenti d'identità del presentatore. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile il ricorso principale per un conflitto d'interessi del difensore e ha rigettato altri ricorsi incidentali per tardività della notifica, ritenuta non scusabile.
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Convocazione assemblea: condomino contro cui si agisce
La Corte di Cassazione stabilisce che un condomino, contro cui l'assemblea delibera di intraprendere un'azione legale, non ha la legittimazione per impugnare la delibera per omessa o tardiva convocazione. In questo scenario, la compagine condominiale si scinde in due parti contrapposte e il condomino interessato non rientra tra gli aventi diritto a partecipare alla decisione. La mancata convocazione assembleare condominiale, in questo caso, non è un vizio che può essere fatto valere.
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Conflitto d’interessi retratto agrario: la Cassazione
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il tema del conflitto d'interessi nel retratto agrario. Il caso riguarda più proprietari di fondi confinanti, assistiti dallo stesso avvocato, che agiscono per riscattare un terreno venduto a terzi. La Corte d'Appello aveva dichiarato nullo il loro intervento per conflitto d'interessi. La Cassazione, riconoscendo la rilevanza della questione per l'uniforme interpretazione della legge, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Eccezione processuale: come e quando sollevarla
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso riguardante un'operazione finanziaria e un'eccezione processuale di conflitto di interessi. Una società finanziaria aveva ottenuto la liberazione da un debito verso un istituto scolastico tramite un accordo di accollo sottoscritto dal legale rappresentante della scuola. Successivamente, la scuola ha contestato l'accordo, sostenendo un conflitto di interessi del suo rappresentante, emerso solo a seguito della produzione di nuovi documenti dopo la scadenza dei termini. La Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo che i giudici inferiori avevano erroneamente accolto un'eccezione processuale che, di fatto, non era mai stata formalmente sollevata dalla scuola. Discutere i fatti in udienza non equivale a formulare una rituale richiesta al giudice, violando così il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Mutuo solutorio: la Cassazione conferma la validità
Un debitore ha contestato un ordine di pagamento per un finanziamento, sostenendo che si trattasse di un mutuo solutorio destinato a coprire debiti precedenti potenzialmente nulli. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo la piena validità del contratto di mutuo solutorio come negozio autonomo e titolo esecutivo. La Corte ha chiarito che l'accredito della somma sul conto del mutuatario perfeziona il contratto, rendendo irrilevante la successiva destinazione dei fondi all'estinzione di passività pregresse.
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Contratto di locazione: validità e onere della prova
Una società fornitrice di attrezzature mediche ha chiesto l'ammissione al passivo del fallimento di una clinica sua cliente per canoni di locazione non pagati. Il fallimento si è opposto, sostenendo la nullità dei contratti per conflitto di interessi e la loro inefficacia per mancanza di autorizzazioni durante una procedura di concordato preventivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale del contratto di locazione: per concedere un bene in locazione è sufficiente averne la disponibilità materiale, non essendo necessaria la prova della proprietà.
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