La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Amministratore di una società, confermando la condanna a sei mesi di reclusione per il reato di omesso versamento IVA per l'anno 2017, pari a oltre 295mila euro. La difesa sosteneva che il mancato pagamento fosse dovuto a una crisi di liquidità improvvisa causata dalla perdita dell'unico cliente. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che la crisi era preesistente e legata a scelte gestionali errate, come il mancato pagamento dei contributi previdenziali già nel 2017. Inoltre, l'imprenditore non ha adottato misure per ridurre le spese o immettere capitale proprio. La Cassazione ha chiarito che la semplice richiesta di rateizzazione, poi non pagata, non esclude il reato né blocca la confisca dei beni.
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