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Confisca Impresa Mafiosa

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Confisca Impresa Mafiosa: Azienda Sequestrata a Prestanome
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di un'intera azienda operante nel noleggio di slot machine, qualificandola come 'impresa mafiosa'. Sebbene la società fosse formalmente intestata a terzi, le indagini hanno dimostrato che il vero 'dominus' era un soggetto indiziato di appartenere alla 'ndrangheta. La sentenza stabilisce un principio chiave sulla confisca impresa mafiosa: quando un'azienda è strutturalmente asservita a un'organizzazione criminale, l'intero compendio aziendale viene confiscato, senza bisogno di provare l'origine illecita di ogni singolo bene. L'appello della proprietaria formale è stato respinto, poiché la sua era un'intestazione fittizia per nascondere il controllo reale.
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Confisca impresa mafiosa: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di un imprenditore, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, e dei suoi familiari, confermando la confisca di un'intera azienda e di altri beni. La sentenza stabilisce che quando un'impresa riceve vantaggi da un'organizzazione criminale, si qualifica come "impresa mafiosa" e i suoi beni sono interamente confiscabili a causa di una "contaminazione" irreversibile tra profitti leciti e illeciti, rendendo irrilevante la sua origine lecita. La Corte ha inoltre ribadito che i beni intestati ai familiari si presumono nella disponibilità del soggetto pericoloso, a meno che i familiari non forniscano prove rigorose della provenienza lecita e autonoma dei fondi.
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Confisca impresa mafiosa: beni intestati a terzi
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di beni immobili intestati a terzi ma utilizzati da un'impresa mafiosa. La sentenza stabilisce che se i beni sono nella piena disponibilità dell'imprenditore 'pericoloso' e funzionali all'attività illecita, la loro intestazione formale a parenti o soci è irrilevante. La decisione si basa sul concetto di disponibilità di fatto e sulla fittizietà dell'intestazione, provata da legami familiari e finanziari, rendendo inammissibile il ricorso dei terzi proprietari.
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Confisca impresa mafiosa: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un provvedimento di confisca impresa mafiosa. La sentenza ribadisce che un'azienda è interamente confiscabile se risulta 'contaminata' da metodi mafiosi, anche a fronte di un'iniziale provenienza lecita dei capitali. Viene inoltre chiarito che l'assoluzione dal reato di trasferimento fraudolento di valori non osta alla misura di prevenzione patrimoniale, se questa si fonda sulla complessiva pericolosità sociale e sull'infiltrazione dell'attività economica.
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Confisca impresa mafiosa: quando si salva il socio?
Un imprenditore, socio al 50% di una società immobiliare, si è visto confiscare la propria quota perché l'altro socio era un prestanome di un boss mafioso. Nonostante l'imprenditore fosse stato assolto e avesse usato capitali leciti, la corte territoriale ha qualificato l'azienda come 'impresa mafiosa', giustificando la confisca totale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che per una confisca impresa mafiosa totale non basta il coinvolgimento di un boss, ma serve la prova che l'intera attività aziendale sia stata asservita agli scopi del clan. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Confisca impresa mafiosa: quando l’azienda è collusa
La Corte di Cassazione conferma la confisca impresa mafiosa di una società appartenente a un imprenditore colluso. La corte ha stabilito che, anche se inizialmente costituita con capitale lecito, la totale contaminazione dell'azienda con profitti illeciti derivanti da attività di stampo mafioso in un determinato periodo giustifica la confisca dell'intero capitale sociale e delle relative attività finanziarie. La confisca di altri beni immobili personali è stata invece revocata per mancanza di prova della sproporzione patrimoniale.
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