La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da un soggetto ritenuto socialmente pericoloso e dalla moglie. Il Tribunale aveva disposto la confisca di beni, tra cui quote societarie, veicoli e conti correnti, formalmente intestati alla moglie, ritenendoli frutto di attività illecite. La Corte d'Appello aveva parzialmente revocato la misura per un immobile e un furgone, confermando il resto. I ricorrenti lamentavano vizi di motivazione e l'errata applicazione della presunzione di fittizietà oltre i due anni. La Cassazione ha chiarito che nei procedimenti di prevenzione il ricorso è limitato alla sola violazione di legge. Inoltre, per i familiari stretti, la disponibilità dei beni in capo al proposto può essere affermata semplicemente provando l'assenza di redditi leciti in capo al coniuge intestatario. Di conseguenza, la confisca di prevenzione è stata interamente confermata.
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